Anche l´elettore di Bertinotti ama il lusso

Una delle cose più interessanti che le grottesche elezioni primarie dell´Unione hanno permesso di rilevare è la trasformazione antropologica dell´elettore comunista. Un tempo, un comunista era un chierico: aveva i suoi dogmi, le sue fisime comportamentali, la sua interpretazione per ogni evento della vita economica e sociale, il suo linguaggio, la sua sintassi, il suo lessico, il suo guardaroba (rigidamente prestabilito), il suo modo di approcciarsi all´amore e al sesso, le sue letture. Odiava la televisione, quella commerciale in particolare (Berlusconi non è mai stato amato dai comunisti, anche prima di entrare in politica): “io la televisione non la vedo!”. Questa era una frase classica del comunista, vecchio e un po´ meno vecchio (nel film Caro Diario di Nanni Moretti è rappresentato un personaggio del genere che, per nemesi, finisce per appassionarsi alla soap Beautiful). Viveva in un rigido schema alimentato dai suoi dogmi. E tutto ciò che da essi e dalla propria Weltanschauung non era contemplato, non esisteva o peggio: era borghese (aggettivo questo, spesse volte sostituito come sinonimo da fascista). Ed è inutile dire che per il comunista, più del cinquanta per cento della vita moderna era borghese, in quanto espressione della classe economica dominante e sfruttatrice e, quindi, in quanto tale da evitare. Un chierico, per l´appunto! Senonchè oggi cosa accade: accade che ci sono queste comicissime elezioni primarie nel centrosinistra e nonostante Prodi sia indicato da tutta la coalizione come il candidato Premier, siccome le primarie non si possono fare con un solo candidato, hanno deciso di presentare la propria candidatura anche altri esponenti dell´Unione. E tra questi spicca per rilevanza Bertinotti. E allora cosa succede? Succede che il subcomandante Fausto stia girando tutta l´Italia per far conoscere le sue proposte per il governo del Paese, qualora vincesse le primarie e fosse indicato come Premier. E in queste manifestazioni, quelli che gli stanno allestendo la campagna elettorale e che sono gli stessi che sono riusciti a far vincere Vendola in Puglia, hanno avuto la brillante idea di consentire agli elettori di Bertinotti di lasciare agli organizzatori dei “post-it”, in cui ciascun elettore può esprimere la propria opinione e suggerire istanze, bisogni e soluzioni politiche. Ed è qui che arriva il bello. Perché da una prima analisi di questi “post-it” cosa risulta? Risulta che la stragrande maggioranza degli elettori di Bertinotti vuole le stesse identiche cose dell´elettore di Berlusconi, o anche peggio. Quello che emerge evidenzia una trasformazione antropologica straordinaria, il vero crollo del muro di Berlino! All´elettore medio di Bertinotti, non frega quasi più niente delle rivendicazioni sindacali e delle 35 ore, e se gliene frega ancora qualcosa, ciò avviene solo per motivazioni edonistiche: cioè per avere più tempo per godersi la vita. Eh già , perché è questa la rivoluzione copernicana. Il comunista d´oggi è interessato, quasi esclusivamente, a ciò che si può acquistare: c´è chi chiede a Bertinotti, attraverso i “post-it”, una Jacuzzi, chi un televisore al plasma, chi una Bmw, chi un viaggio in un paese arabico, chi chiede addirittura una villa sul modello Berlusconi. Francamente, dato il contenuto, questi “post-it” sembrano più delle letterine a Babbo Natale, che non delle rivendicazioni o dei suggerimenti politici. Il comunista s´è redento, s´è convertito, trasformandosi nelle sua antitesi, per nemesi. No, per carità , non fraintendeteci, qui non si fa i moralisti, né si motteggia l´avversario. Qui si analizza una trasformazione. Punto. Qui ci si limita a dire che il sistema liberaldemocratico è una gran cosa, perché consente a ciascuno di svilupparsi secondo la propria natura, e di rimediare ai propri sbagli o alle proprie erronee convinzioni. E ciò perché si basa intimamente sul meticciato, sulla contaminazione, sul libero arbitrio collocato al di là  di ogni parrocchia: ciò che è giusto, bello e vero ha la possibilità  di essere conosciuto in quanto tale. Pertanto, ben vengano le richieste tardoedonistiche dei neo comunisti, soprattutto perché concordano con quelle di noi vetero liberali.

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