Diamo vita ad una destra capace di piacere anche a sinistra

Il dibattito politico italiano ha avuto, negli ultimi anni, alcuni argomenti trattati costantemente. Uno di essi riguarda Blair e la sua politica.
Blair piace, non solo a sinistra com´è ovvio, ma anche parecchio a destra. Quale è la ragione del fatto che tanti politici, giornalisti e intellettuali di destra (tanti, non tutti) si trovino ad elogiare Blair? Il fatto che la sua politica sia, su tante questioni, di destra!
In sostanza noi “destri” esprimiamo il nostro consenso a Blair, perché la “sua sinistra” ci piace: è una sinistra che piace a destra.
Allora io mi chiedo, non potremmo immaginare, a destra, di creare “qualcosa” che piaccia anche a sinistra? Cioè se “la sinistra di Blair” piace a destra perché la sua politica economica e quella estera è di destra, noi “destri” non faremmo bene a valorizzare “anche” certi temi cari alla sinistra? Quali potrebbero essere questi temi?
Tutti quelli che riguardino l´ampliamento dei diritti e delle libertà  individuali, secondo uno schema dottrinale laico e “davvero liberale”.
Proviamo ad individuarne qualcuno:
1) La valorizzazione del ruolo delle donne, con l´ampliamento degli spazi e delle opportunità  di accesso ai gangli vitali della vita economica, sociale e politica del Paese. Questo richiede battaglie culturali, ma anche e soprattutto leggi.
2) L´integrazione etnica e culturale degli extracomunitari: gli immigrati clandestini fuori, ma quelli in regola devono potersi integrare e partecipare alla vita politica e sociale del Paese.
3) Un approccio laico al tema dell´ampliamento dei diritti e delle libertà  individuali: nessun accostamento tra matrimonio e convivenze, ma il riconoscimento sacrosanto e laico a ciascuno, di poter convivere con chi gli pare e piaccia (anche per le coppie gay), vedendo però riconosciuti i propri diritti attraverso una nuova figura contrattuale, i Pacs ad esempio.
4) La fiducia accordata alla ricerca scientifica, come strumento capace di emancipare l´uomo dal “cancro” terreno del dolore fisico.
5) Il diritto alla felicità , come previsione legislativa e costituzionale e non solo come mera affermazione di principio.
6) La lotta alla povertà  in ogni dove, attraverso politiche liberali e liberiste in patria, e attraverso contributi ancora più consistenti (cancellazione del debito e aiuti per lo sviluppo “autonomo”) per i Paesi del terzo e quarto mondo.
7) La creazione di una giustizia “giusta” e garantista, con la riduzione della possibilità  del ricorso a misure di “carcerazione preventiva” (in galera si deve andare solo quando c´è una sentenza definitiva e passata in giudicato, con la eccezione dei mafiosi), e con la fissazione di termini “ordinatori” e “perentori” per la durata dei processi: un processo può durare solo quel “tot” previsto rigidamente dalla legge, trascorso il quale, si deve avere una sentenza definitiva. L´Italia è multata 320 volte l´anno dalla Corte Europea, per violazione dei diritti dell´uomo. E ciò a causa del fatto che i nostri procedimenti civili durano, in media, 8 anni. E´ roba da terzo mondo!
8) L´accettazione “definitiva” di quel diritto sancito dalla legge 194 e relativo alla “interruzione volontaria della gravidanza”, e la fine di ogni “ostracismo” culturale e materiale nei confronti di ritrovati medici (Ru486), che altro non fanno se non seguire logicamente e materialmente quanto previsto dalla legge 194. E tanto e tanto altro ancora…
Mi piacerebbe che quei blogger di centrodestra che condividono le mie posizioni “liberal di destra”, dessero vita, nella “blogsfera” ad un nuovo accorpamento, un rassemblement, per far sapere a tanti che, a destra, non ci sono solo quelli che “sentono” di dover essere il “braccio secolare” della Chiesa contro la secolarizzazione e la cristianizzazione della vita moderna, ma anche quelli che giudicano la secolarizzazione “anche” come un elemento progressivo di avvicinamento ad una società  “liberale e aperta”.
Siamo tanti, amici cari, ma agiamo in ordine sparso. Forse sarebbe bene se ci muovessimo assieme, e senza creare o accodarci ad alcun partito, vecchio o nuovo che sia. Che ne dite?

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