Fassino e la tata, la Santanchè e l´ascella emozionata della Bignardi: ovvero il reality è rock, la politica è cheap

Cioè uno lo guarda così, seduto su un divanetto, il sorriso di circostanza un po´ imbarazzato, i denti gialli, le gambe-grissino accavallate, le mani poggiate con stanchezza sulle ginocchia. Parlare di succo di pomodori fresco, di insalata russa, di canzoni anni ‘60, e una qualche idea gli viene. Poi scorge la ruffiana mediatica, l´icona trash del meretrecio legale, la Maria nazionale e pensa: vuoi vedere che si tratta di un aspirante tronista, un po´ attempato, un po´ troppo fuori tempo massimo, e alquanto improbabile? Poi d´improvviso l´immagine evoca un ricordo, chè la politica noi la si segue di tanto in tanto. E questa immagine nella mente ci sussurra un nome: Piero Fassino. Dubitiamo delle nostre facoltà  in quell´istante, imprechiamo contro il pusher, che chissà  cosa ci ha somministrato, nemmeno fossimo un Lapo qualsiasi!
Ci sovviene, poi, che noi non facciamo uso di droghe, e questo ci preoccupa perché allora è la vista che forse ci sta giocando un brutto scherzo. Sgraniamo gli occhi, battiamo e ribattiamo le palpebre, hai visto mai che l´immagine s´aggiusti e ci appaia la vera identità  morfologica dell´individuo che osserviamo?
Tutto è inutile, lo stecchino è lì, a C´è posta per te, per incontrare la sua ex tata e noi rimaniamo di stucco, perché l´idea che fossimo noi “gli sfigati”, quelli “cheap”, quelli che non ne indovinano mai una, quelli gaffes e sottocultura da popolino, beh, quell´immagine lì, diciamo che incominciava a piacerci. Avevamo iniziato a prenderci gusto, e incominciavamo anche a sentirci onorati per il fatto di avere nelle nostre file il Pupo nazionale.
Ma, che adesso anche il Segretario dei Ds Piero Fassino faccia parte delle nostre truppe trash, no, questo davvero no. Vi prego, ritornate ai vostri Santoro, Vattimo e Cacciari. Riprendetevi il ruolo di guida culturale e morale del Paese, chè di stagnari il paese è già  pieno, e noi non vorremmo avere concorrenza!
Sempre a proposito di eventi da tubo catodico, l´altra sera guardavamo Le Invasioni Barbariche, la trasmissione condotta da Daria Bignardi. Lo dobbiamo confessare: a noi la Bignardi piace, ma non chiedeteci il perché, non sapremmo rispondervi, e forse è meglio. Dicevamo, eravamo lì intenti a guardare colei che ci fa sangue anche se resta muta e immobile, quando d´un tratto apprendiamo che di lì a poco vi sarebbe stata una intervista: protagonista, l´Onorevole Daniela Santanchè.
Che dire, a noi la Santanchè non ci ha mai convinto più di tanto, che volete siamo maschilisti ed arroganti, e lei a pelle ci sembra una di quelle che non ce la darebbe mai. Da qui la nostra antipatia.
Tuttavia, l´ascoltiamo parlare, e botta e risposta, fai che ti fai, la nostra Santanchè (nostra perché di Destra) ci rendiamo conto che è capace a tener testa alla Bignardi.
E una volta la Bignardi vuole farla apparire frivola e superficiale, e la Santanchè a rispondergli: “No, ma lei si sbaglia, deve distinguere tra il personaggio Santanchè, e la persona Daniela”. E un´altra volta invece a ricordarle l´educazione severa e manesca impartitale dal padre, e la Santanchè a risponderle: “ma no, sono stata cresciuta con principi sani, e quello che sono oggi, il mio carattere, la mia determinazione, la devo all´educazione rigorosa ricevuta dai miei genitori. Gli sono grata.”
E insomma era tutto un groviglio di argomenti dotti e raffinati, trattati da entrambe con un evidente stile colto e riflessivo, cui noi non potremmo mai accedere.
Quando d´un tratto, la Santanchè, che era riuscita a rispondere più volte a tono, alle ingiuriose e partigiane punzecchiature della compagna-che a noi fa sangue-vi prego fatecela conoscere-Bignardi, se n´esce con un attacco alla candidata “incappucciata” no global, che aveva partecipato alle primarie dell´Unione. La Bignardi non resiste più, ecco che smette i panni professionali e professorali della conduttrice progressista e incomincia a dire: ” ma perché, che c´è di male che si candidi una incappucciata, non ha forse diritto a parlare”? Il volto incupito, l´incazzatura crescente, la voglia palpabile di afferrarle i capelli e tirarglieli. E la Santanchè cosa risponde? “No, in politica bisogna affermare le proprie idee a volto scoperto. E´ illegale girare incappucciati. Ed io non posso accettarlo!”. Rimaniamo sgomenti, concetto impeccabile, sofisticamente parlando, finanche inattaccabile. La Bignardi tentenna, traccheggia, accusa, è infastidita. Ma lo dà  a vedere poco.
Poi finisce l´intervista, saluta l´invitata, si alza, arcua le spalle, e le sue ascelle emozionate lasciano trasparire il disappunto.
E noi allora esultiamo e gridiamo: destra batte sinistra 6-0, 6-0: la Santanchè è linda e fresca come fosse appena uscita dalla doccia!
Hai visto a frequentare il Billionaire cosa s´impara?

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