Il partito democratico è una buona idea

Il partito democratico è una buona idea. No meglio, è un´eccellente idea.
La semplificazione del quadro partitico nazionale ci sta particolarmente a cuore. La frammentazione politica, e il potere di ricatto di ogni partito, grande o piccolo che sia, è a nostro avviso, uno dei tumori più nocivi che affligga il nostro sistema paese.
Oltre a essere uno dei fattori determinanti nella crescita delle clientele e nel modesto controllo esercitato sulla spesa pubblica improduttiva.
Più partiti vi sono, più diventa difficile avere omogeneità  di vedute in politica estera e nella determinazione della politica economica.
Più alto è il numero dei partiti e più il danaro pubblico viene usato per piccoli e laidi interessi di partito.
La sortita di Rutelli, quindi, non può che farci piacere. E ciò anche se riguarda le scelte dello schieramento a noi avverso.
Ci piace ancor più la proposta di Rutelli, se la confrontiamo con il nuovo sistema elettorale che il centrodestra sta accingendosi a varare.
Se il sistema proporzionale, infatti, accentua il potere di ricatto dei partiti e l´instabilità  e la disomogeneità  delle coalizioni, l´ipotesi di dare vita ad un soggetto politico unitario può fugare ogni timore di ritorno al passato.
Può fugare il timore del ritorno ad un grande centro, equidistante tanto dalla destra, quanto dalla sinistra. E alleato ora con l´una, ora con l´altra.
Può essere un´ancora contro quei rigurgiti antibipolaristi che tanto ci preoccupano.
Siamo convinti, altresì, come insegna la fisica, che ad ogni azione segua una reazione eguale e contraria. Pertanto se il centrosinistra dovesse dare vita ad un partito unico, il cosiddetto partito democratico, questo spingerebbe anche il centrodestra verso un approdo analogo.
Il nostro plauso, quindi, a Rutelli. Un plauso che, però, ha molti retropensieri, visto che non ci sfugge né il fatto che Rutelli abbia compiuto un´inversione a “U” sull´argomento, né che il suo intento immediato sia quello di ostacolare i Ds. Impossibilitati, quest´ultimi, ad abbandonare tout court la casa del socialismo europeo, pena il rischio di una ulteriore scissione e la conseguente fuoriuscita del “correntone”.
Rutelli ha deciso di far apparire i Ds, come gli attuali nemici di un progetto unitario. Facendo in modo che essi appaiono poco riformisti, e molto conservatori.
Staremo a vedere, nel frattempo incrociando le dita.
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