Cofferati: ovvero quando si fa lo sceriffo perché ci si sente Tex Willer

Vi diremo, malgrado noi si sia “destri”, si è sempre trovato Sergio Cofferati politicamente interessante. Come dire, lo consideriamo affabile, educato, gradevole, mai demagogico, equilibrato anche se risoluto, uno davvero tosto. Al punto da indire uno sciopero generale contro Berlusconi, e farlo addirittura apparire come una cosa davvero fatta per i lavoratori!
Ci vuole talento, e il “nostro” ne ha da vendere.
Uno cazzuto, che sa vendersi bene, proprio come Veltroni: questi ci narra il sogno di lasciare la politica, chè “l´Africa, la fame nel mondo, non è possibile vivere con un dollaro al giorno”, sono giustamente cose che un uomo “giusto e probo”, uno “de sinistra”, prima o poi deve assumere come propria “mission”.
Per cui armi e bagagli, e tra poco avremo una novella Madre Teresa di Calcutta, però in Africa.
Il “nostro”, invece, è più terra terra, non si sbilancia troppo, chè il sindacato t´impone di non “spararle” troppo grosse, e allora ci narra semplicemente che lui si vede un po´ come “Tex Willer”, l´eroe bonelliano, che vuole giustizia e legalità . Uno sceriffo insomma!
Talchè, come dire, inviterei gli “amici” di Rifondazione a non preoccuparsi troppo: Cofferati sta solo dimostrando di non essere un cazzaro come Veltroni!
Quando riterrà  di averlo provato, la vostra Bologna tornerà  come prima.
Tranquilli.

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