D´Alema, pur di diventare Presidente della Camera, bacchetta i partigiani per l´uccisione di Mussolini

“La sua (di Mussolini nda) uccisione fa parte di quegli episodi che possono accadere nella ferocia della guerra civile, ma che non possiamo considerare accettabili. Quello scontro feroce conobbe atti di barbarie da una parte e dall´altra, e quindi anche l´esecuzione della Petacci va collocata in quel clima. Oggi, a due persone che parlano in poltrona, appare incomprensibile. Un processo sarebbe stato più giusto. Al di là  dell´accertamento delle responsabilità  individuali, un processo al Duce come quello di Norimberga avrebbe consentito anche di ricostruire un pezzo della storia italiana. Ci fu il timore che quel processo non ci sarebbe stato, che gli Alleati avessero intenzioni diverse”. Ipse dixit.
Queste le dichiarazioni rese da D´Alema a Bruno Vespa e contenute nell´ultimo libro del giornalista.
Ora, noi qualche parolina al riguardo vorremmo dirla.
Innanzitutto, ringraziamo il signor Massimo D´Alema per la “lezioncina” che ci ha voluto impartire, dall´alto della sua posizione di “Novello Statista” con la “sola” maturità  classica. Davvero commossi. Ci ha preso un groppo al cuore.
L´Italia del 2005, in trepidante attesa, dopo cotanta lezione politologica e storiografica, attende solo un´altra risposta ad un altrettanto difficile quesito: quando verrà  scoperta l´acqua calda?
In secondo luogo, egregio signor Massimo D´Alema, invece di rispondere a domande che investono il campo di lavoro di storici ed intellettuali, perché non risponde a qualche quesito che noi, umilmente, ci pregiamo sottoporLe?
Ad esempio, perché non ci dice come mai lei non condanni i crimini compiuti in nome del comunismo?
Ancora, perché non afferma, invece di preoccuparsi delle modalità  con cui è avvenuta la morte di un dittatore, che il comunismo è sempre e comunque un crimine?
E di più, perché non afferma che dirsi comunista equivale a dirsi fascista?
A seguire, perché non ci dice se le fa sdegno o meno che, in Francia, vi siano circa 150 terroristi rossi italiani, con sentenze passate in giudicato per banda armata, omicidio e strage, che latitano colà , allegramente da trent´anni e nessuno, lei incluso, che chieda l´estradizione per questi delinquenti, in modo che scontino in galera, da noi, i loro crimini?
Forse non dice niente al riguardo, signor D´Alema, perché uno di questi “delinquentelli” latitanti, e più precisamente Oreste Scalzone, è cugino del “suo” Presidente Rai Claudio Petruccioli?
Ancora, ci dice come mai suo padre, prima di diventare deputato della Repubblica per il Pci, abbia scritto su una rivista fascista?
A seguire ancora, perché non ci racconta che fine abbia fatto la tranche da un miliardo di lire, della tangente Enimont consegnata a Botteghe Oscure?
Ancora, perché non ci racconta come mai tante amministrazioni di centrosinistra, soprattutto guidate da diessini, vengano sciolte per infiltrazioni camorristiche o mafiose?
Solo in Campania, negli ultimi 2 anni, ne sono state sciolte una diecina.
E sempre di più, perché non ci racconta, visto che il tema “dittatore” le sta tanto a cuore, come mai sia stato impedito a Beppe Grillo, nel corso di uno spettacolo svoltosi durante la “notte bianca” a Napoli, di parlare male dell´Assessore al Bilancio, Enrico Cardillo, esponente Ds, il suo partito, che intende privatizzare il sistema di fornitura dell´acqua?
Attendiamo le sue risposte, signor D´Alema.
Sia consapevole, però, che la sua paraculaggine, almeno da parte nostra non le frutterà  la Presidenza della Camera dei Deputati nella prossima Legislatura.
Punto.

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