Due piccole proposte economiche che ci piacerebbe fossero ascoltate

Due piccole proposte economiche vorremmo lanciare, senza avere, ovviamente, la presunzione che possano rappresentare una panacea contro i problemi economici del Paese.
Tuttavia, siccome ci pare che il dibattito politico italiano stia raggiungendo livelli di modestia senza eguali, nessuno si scandalizzi se un modesto blog prova a dire la sua in un momento di “silenzio propositivo”.
Innanzitutto, se un giorno sì e l´altro pure ci capita di sentire che i consumatori si lamentano perché i prezzi delle merci sono troppo alti, e tante famiglie non riescono con i soldi ad arrivare a fine mese, e dall´altro lato, anche i commercianti lamentano una contrazione delle vendite senza precedenti, a noi viene da dire una cosa: ma perché non liberalizziamo i saldi?
Perché non facciamo come avviene in altri paesi europei e non, in primis negli Stati Uniti?
Consentiamo ai commercianti di fare saldi quando pare a loro, anche 3-4 o più volte al mese. In questo modo i consumatori possono acquistare più beni di consumo e ad un prezzo più basso, e i commercianti possono vendere di più.
E se ciò avviene lo Stato guadagna di più e siamo tutti più ricchi.
Che senso ha, nel 2005, la fissazione da parte dell´amministrazione statale, della data in cui è possibile praticare i saldi? Per quale ragione lo Stato e, per esso, i Comuni, deve decidere quando un privato cittadino (un commerciante) possa compiere una scelta che riguarda la propria attività  economica?
Tutta la dottrina liberale e liberista si basa su un presupposto semplice semplice: la massima utilità  per il maggior numero.
La scelta di liberalizzare i saldi va in questa direzione e, a nostro modesto avviso, può produrre effetti benefici per il Paese.
Seconda proposta, visto che, come s´è detto, tante famiglie italiane versano in una condizione di disagio causato dalla crisi economica internazionale, e visto che molte di queste famiglie, si dice, hanno difficoltà  ad arrivare, con i soldi, alla quarta settimana, perché non introduciamo un´altra innovazione: stabiliamo, per legge, che lo stipendio venga corrisposto non in un´unica soluzione, una volta al mese, ma che invece debba essere diviso in quattro tranche del 25 per cento ciascuna, da corrispondere una volta a settimana.
In America così avviene, e la propensione al consumo è sempre altissima. Ogni cittadino si amministra come meglio crede, e può fronteggiare le proprie spese senza particolari ansie e preoccupazioni.
Fattori quest´ultimi che stanno deprimendo la nostra economia da troppo tempo.
Chi può, rifletta su queste due proposte e se le condivide, le faccia proprie e le diffonda.

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