Il Clero può parlare come e quando crede. Sono i politici che devono imparare a non esserne succubi

Sono un laico, e ho poche certezze, e tra queste una è rilevante: essere una persona onesta, che agisce con lealtà  e con rispetto verso gli altri, che rispetta le leggi, che fa cose giuste in sé, anche quando gli ritorni sfavorevole in qualche modo, che difende i più deboli, che ricerca la verità , le verità  ovunque si annidino, ebbene tutto ciò fa di una persona un cristiano. Un essere che volente o nolente è in accordo con il messaggio più intimo del cristianesimo.
E ciò, nonostante egli, poi, possa indulgere in cose che il Clero giudica incompatibili con il cattolicesimo: amare, ad esempio, in “modo completo” anche al di fuori del matrimonio; utilizzare metodi anticoncezionali, perché si considera la vita talmente una cosa seria e sacra, che non si pensa di generarla ogni volta che si debba rispondere ad un prurito sessuale, oppure quando si ami anche fisicamente una persona.
Io vivo come una normalissima persona del 2005.
Amo e faccio sesso ogniqualvolta ne abbia voglia e possibilità .
Non mi sento un essere peccaminoso per tutto questo.
So, tuttavia, che ciò è in disaccordo con quanto il Clero vaticano dice. E se il Clero m´attacca, rivolgendomi parole livide di odio e pregne di spirito da scomunica, io non m´offendo. E´ il suo compito, e fa bene a farlo.
Dico un´altra cosa, e questa volta “scorrettissima”: se io fossi gay e il clero m´attaccasse per i miei “gusti sessuali”, son convinto che non m´offenderei lo stesso. Anche se non posso provarlo perché gay non sono.
Io non credo che i laici facciano cosa buona e giusta ad attaccare il Vaticano quando si intromette in scelte politiche.
Anche qui, è normale che chi parli in nome di Dio, abbia la presunzione di essere “portatore” di “istanze più elevate”.
Io credo, invece, che i laici dovrebbero rivolgere le proprie “scomuniche” a quei politici che, per piccoli interessi opportunistici, s´assiepano, “acritici”, sotto l´albero delle “Verità  Vaticane”.
E´ lì il problema.
Un´altra certezza, poi ho, ed è la seguente: non so se Dio esista o meno, ma quando scrivo musica o suono Mozart o Bach, capisco che c´è qualcosa “oltre” me, oltre questa vita. Ed è davvero grande.
Non so se sia Dio, però m´insegna, senza moniti o reprimende, laicamente potremmo dire, ad avere rispetto per ogni persona e per ogni verità .
Anche quelle che non condivido.
Questo, forse, deve essere il vero Dio per ogni laico: il rispetto anche per chi ti attacca, il rispetto anche per chi ha una verità  opposta alla tua.
Il rispetto, dunque, anche per il Clero vaticano e per la fede di miliardi di esseri umani.

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