“Poi la voglia svanisce e il figlio rimane, e tanti ne uccide la fame. Io forse ho confuso il piacere e l´amore, ma non ho creato dolore”. Qualche parola a proposito della Ru486

Ripubblichiamo questo nostro post, per poterlo dedicare a due persone: una è Ruini, l’altra è Storace. Ecco il post.
Primo, l´aborto non è un crimine. Nessun liberale può pensarlo, laico o cattolico che sia. L´aborto è consentito da una legge, la 194. E per un liberale, tutto ciò che consente una legge è legittimo. Lo si può giudicare moralmente ripugnante, ma in base alla propria coscienza. E la propria coscienza può influenzare solo se stessi. Secondo, “l´aborto di Stato”, vale a dire effettuato sotto il controllo dello Stato, non è il massimo per uno Stato laico, e anzi sembra contraddirlo. Punto terzo, posto che la legge 194 rende legittimo e legale l´aborto, nessuna persona di buon senso può in coscienza opporsi alla diffusione della Ru486. Che quest´ultima sia uno strumento abortivo, o che venga usato anche come metodo anticoncezionale, non può e non deve interessare nessun altro al di fuori della donna che lo usi. Punto quinto, voglio concludere citando i versi di una canzone di Fabrizio de Andrè: “Non commettere atti che non siano puri, cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l´ami, così sarai uomo di fede. Poi la voglia svanisce e il figlio rimane, e tanti ne uccide la fame. Io forse ho confuso il piacere e l´amore, ma non ho creato dolore”.

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