I Ds divisi sulla Legge Biagi

Consentiteci una breve premessa.
La legge Biagi (detta anche legge 30) è uno dei vessilli più rilevanti della politica economica posta in essere dal Governo Berlusconi, da quando è in carica.
Grazie ad essa, ed è un dato inequivocabile, in pochi anni il tasso di disoccupazione, nel nostro Paese, è sceso dal 12,5 all´attuale 8 per cento.
La legge Biagi, a nostro avviso, ha il grande merito di aver introdotto, nel rigidissimo mercato del lavoro italiano, elementi di modernizzazione che sono riusciti a garantire, finalmente, condizioni di contendibilità  nel mercato del lavoro stesso: in sostanza, grazie ad essa, le imprese, oggi, sono in grado di fronteggiare i vari cicli economici, siano essi di crescita o di ristagno, mutando, con sufficiente elasticità , la quantità  dei dipendenti, a seconda delle proprie necessità .
Questo ha consentito alle imprese di assumere lavoratori, senza essere costrette ad assumerli “a vita”.
E ha consentito ai lavoratori di essere assunti con contratto, vale a dire “non in nero”, anche per dei lavori di “breve durata” per i quali, prima della legge Biagi, non esisteva disciplina alcuna (se si eccettuano i co.co.co introdotti dalla legge Treu, e modificati, con norme che ne hanno ridotto la precarietà , dalla stessa legge Biagi).
Si tratta, quindi, e a nostro modestissimo avviso, di una straordinaria legge che risponde a valori Liberali e Liberisti.
Talchè sarebbe ovvio aspettarsi una totale avversione nei confronti di questa legge, da parte della Sinistra, e la chiara e univoca intenzione di abolirla.
E invece non è così!
E le maggiori contraddizioni e incertezze al riguardo, albergano nei Ds.
Se, infatti, Gloria Buffo, della sinistra Ds dichiara: “L´Unione non solo deve abrogare la legge 30 (legge Biagi, nda), ma deve anche voltare pagina rispetto agli errori fatti quando eravamo al governo. Bisogna ripensare al pacchetto Treu e alle forme di precarietà  a cui noi stessi abbiamo aperto le porte” (e se lo dice lei, c´è da crederci in pieno!).
Piero Fassino, invece, dichiara: “Miglioreremo la legge Biagi, se il centrosinistra vince le elezioni introdurrà  gli ammortizzatori sociali per non essere più precari. La supereremo“.
Mentre Cesare Damiano, responsabile Lavoro dei Ds, afferma: “Superamento non vuol dire abrogazione, vuol dire revisione ad esempio delle parti che hanno previsto contratti dannosi per i lavoratori e peraltro non utilizzati dalle imprese, come il job on call e lo staff leasing“.
Mentre l´area “liberal” dei Ds, per bocca di Lanfranco Turci, precisa: “Non sono assolutamente d´accordo ad abrogarla, al massimo dobbiamo ridurre la proliferazione di tipologie contrattuali per i collaboratori. Il vero nodo è quello di incentivare le aziende ad assumere persone a tempo indeterminato“.
In conclusione, miei cari sinistri, ma secondo voi, se la legge Biagi fosse davvero quel mostro da macelleria sociale, come qualcuno v´ha raccontato, il più grande partito della Sinistra italiana sarebbe così confuso e incerto, al proprio interno, sull´atteggiamento da tenere nei confronti della stessa legge Biagi?
Non sarebbero tutti concordi nel sostenere la necessità  di abolirla?
Un consiglio: ragionate con la vostra testa, sempre, e non fatevi pigliare per i fondelli da questi signori qui.
Se domani dovessero vincere loro, il Paese starebbe molto peggio!

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