I Ds contrari al “reddito minimo garantito” per ogni lavoratore

Continua nel centrosinistra l´aria da commedia, a metà  strada tra il genere ridicolo e quello drammatico.
Il ridicolo sta nel fatto che i leader dell´Unione affidino ai giornalisti e alle Tv, tali e tante di quelle dichiarazioni contraddittorie, se non addirittura opposte tra loro, che francamente, allo stato attuale, dubito sia potuto arrivare all´elettore-cittadino un qualunque messaggio univoco e chiaro su un qualunque argomento.
Il carattere laidamente democristiano del centrosinistra risiede proprio in questo: dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, e lo dico cercando di attenuare al massimo ogni aspetto di faziosità . Io non ho capito ancora cosa voglia fare l´Unione ad esempio in tema di Pacs, perché Prodi un giorno dice una cosa, e il giorno dopo deve rettificare e dire l´esatto contrario.
Ciò è avvenuto come già  si è detto, anche con la cosiddetta Agenda Giavazzi, sulle questioni, cioè, di natura economica, che sono poi quelle topiche per il cittadino: Prodi prima ha detto sì alle politiche di liberalizzazione del mercato del lavoro e di quello delle professioni, aderendo all´opzione liberista suggerita da Giavazzi.
Poi ha corretto il tiro, come abbiamo
scritto.
E ieri sera, invece, alla trasmissione Matrix condotta da Enrico Mentana, abbiamo riscontrato una quasi totale convergenza tra l´europarlamentare d Forza Italia, Renato Brunetta, che è anche consulente economico della Presidenza del Consiglio, ed Enrico Letta, responsabile economico della Margherita e già  Ministro dell´Industria nel precedente governo dell´Ulivo.
Cioè la sensazione è che l´Unione arriverà  a presentare ai cittadini, un programma talmente tanto onnicomprensivo e generale, che sarà  possibile trovare al suo interno tutto e l´esatto contrario di tutto: così da soddisfare ogni richiesta politica proveniente dagli elettori.
E´ di oggi, ad esempio, la notizia che i Ds si schierano contro la proposta avanzata dall´economista Tito Boeri, vicino alla sinistra, che ha rilanciato l´idea (molto caldeggiata da Rifondazione Comunista) di un “reddito minimo garantito” ad ogni lavoratore.
Intervistato dal
Giornale, il responsabile Lavoro dei Ds, Cesare Damiano, ha risposto: “Personalmente ho delle riserve su queste indicazioni di Boeri. Non condivido l’idea di spalmare su una platea più vasta le tutele che esistono oggi. Noi dobbiamo piuttosto modularle estendendole anche al lavoro flessibile. Non sono d’accordo così come non condivido l’idea di un salario minimo per ogni lavoratore“.
Non solo, sempre in tema di contraddittorietà , in questi giorni Tiziano Treu, altro esperto di economia della Margherita, venuto a conoscenza di alcuni documenti programmatici dei Ds, tenuti riservati, ha accusato il Partito di Fassino di “statalismo”.
Al riguardo Cesare Damiano s‘è difeso dicendo: ” Le cosiddette note a margine di Treu riportate dai giornali indicano una sua preoccupazione circa un eccesso di statalismo contenuto nei documenti. Devo dire che con lui siamo sempre stati d’accordo su una posizione sintetizzabile nello slogan “più Stato e più mercato”. Si tratta di distribuire una quota delle poche risorse che ci saranno, in modo selettivo, non a pioggia e a favore delle imprese che scelgono la strada della ricerca, dell’innovazione, dei brevetti e della stabilizzazione del lavoro. Su questo anche Treu dovrebbe essere d’accordo, mi stupirei del contrario“.
Altro tema economico esiziale, e che sta particolarmente a cuore a Rifondazione Comunista ed ai Comunisti italiani, è la cancellazione della legge Biagi, e anche qui l´Unione realizza una frattura, a nostro avviso insanabile, dalla quale dipenderà  anche la durata del Governo Prodi, eventualmente l´Unione vincesse le prossime elezioni politiche.
Qui si comprende il perché delle richieste indirizzate a Bertinotti dal Professor Prodi, che chiede a Rifondazione garanzie “scritte” e certe sulla sua fedeltà  al futuro Governo. Ma come si è detto sopra, qui c´è l´ennesima contraddizione all´interno dell´Unione.
Sempre nell´intervista, Cesare Damiano in relazione ad una eventuale cancellazione della legge Biagi ha dichiarato: “è noto che per Rifondazione comunista e comunisti italiani va abrogata, mentre per noi, Margherita e lo Sdi va superata attraverso una sua profonda revisione e con la cancellazione delle forme di lavoro più precarizzanti. Ma il documento che abbiamo preparato fornisce sul tema del lavoro indicazioni di merito che fanno già  comprendere qual è la linea di marcia unitaria“.
Ancora su questo argomento, abbiamo scritto anche
qui.A conclusione, è qui sta l´aspetto drammatico di tutta la “commedia dell´Unione”, il nostro timore è che stante queste contraddizioni, l´Unione non abbia la sufficiente coesione interna per riuscire a governare il Paese.
L´aspetto drammatico, sta nel fatto che temiamo si possa realizzare un governo Prodi, così fragile da durare pochissimi mesi.
D´altronde Prodi stesso l´ha detto, vuole garanzie scritte da Rifondazione, perché se Rifondazione non rispetta i patti si ritorna a votare.
Il Paese ha bisogno, invece, di due cose solo: politiche serie di riforma, e stabilità .
Senza queste due variabili, l´Italia rischia il collasso definitivo.

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