Bertinotti a Debenedetti: che ci fanno i liberali nella sinistra?

Sempre in tema di contraddizioni all´interno dell´Unione, oggi abbiamo letto un interessantissimo trafiletto, pubblicato a pagina 13 del Corriere della Sera, che vi riportiamo per intero:Ma perché i liberali non si fanno un loro partito, e non si misurano con il consenso, invece di nascondersi nella sinistra, che per vocazione dovrebbe essere estranea alla cultura dei liberali? Forse perché sanno che non avrebbero consenso…”. La provocazione, scherzosa fino a un certo punto, è di Fausto Bertinotti. Ed è rivolta a Franco Debenedetti, definito “il più riformista dei riformisti”, e “il novello Togliatti”, nel corso di un dibattito per la presentazione di “Grazie Silvio”, l´ultimo libro del senatore Ds. Il quale però respinge con un sorriso la battuta: “Mi chiedo perché lo domandi proprio a me“. Per Debenedetti comunque è la sinistra che dovrebbe “liberarsi da certe incrostazioni” e smetterla con un certo conservatorismo. Che forse, dice, è il motivo per cui l´Europa “non cresce e non sa proporre più nulla“. La provocazione, scherzosa fino a un certo punto, è di Fausto Bertinotti. Ed è rivolta a Franco Debenedetti, definito “il più riformista dei riformisti”, e “il novello Togliatti”, nel corso di un dibattito per la presentazione di “Grazie Silvio”, l´ultimo libro del senatore Ds. Il quale però respinge con un sorriso la battuta: “”. Per Debenedetti comunque è la sinistra che dovrebbe “liberarsi da certe incrostazioni” e smetterla con un certo conservatorismo. Che forse, dice, è il motivo per cui l´Europa “”.Avete capito amici miei riformisti, Bertinotti vi ha detto che: “La sinistra per vocazione dovrebbe essere estranea alla cultura dei liberali“.
E voi che votate a fare per il centrosinistra?

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