I sondaggi danno un sostanziale pareggio tra centrosinistra e centrodestra: ma la partita è tutta al Quirinale

La notizia più o meno ufficiosa, che il centrodestra e il centrosinistra davvero sarebbero in condizioni di parità , la dà  Dagospia (che da qualche giorno è diventato sito a pagamento, e non ogni suo documento può essere consultato senza aver versato l´obolo!).
La situazione sarebbe questa: il centrodestra, ad oggi, avrebbe una maggioranza al Senato grazie a 7/12 senatori in più rispetto al centrosinistra. Mentre alla Camera dei Deputati, il centrosinistra dovrebbe riuscire a distanziare il centrodestra grazie ad un “avanzo” di 40/60 deputati.
Dagospia narra di aver potuto verificare “de visu” queste informazioni, e noi gli crediamo. Tuttavia c´è un vizio di sostanza nell´informazione, che a nostro avviso risiede nel fatto di dare il centrodestra in vantaggio al Senato, e il centrosinistra in vantaggio alla Camera.
Secondo noi c´è stato un errore di trascrizione (ma ovviamente è solo una congettura, la nostra), perché tradizionalmente il centrosinistra è sempre andato meglio al Senato (le analisi del voto degli ultimi anni indicano inequivocabilmente questo), grazie al fatto che per votare al Senato occorre avere almeno 25 anni, e questo esclude una larga fetta di giovanissimi, che ha sempre prediletto il centrodestra, garantendogli infatti una larga maggioranza di consensi nel proporzionale della Camera.
Quindi, forse, il vantaggio del centrosinistra esiste al Senato e, viceversa, quello del centrodestra alla Camera.
Al di là  però di questa precisazione, il dato rilevante, è che forse davvero la partita è ancora aperta, e quindi noi sostenitori del centrodestra dovremmo impegnarci di più e con più passione per cercare in qualche modo, anche attraverso la Blogosfera (perché no), di riuscire a portare a nostro vantaggio questa situazione.
Un´altra notizia evidenzia poi Dagospia, e riguarda il fatto che, stante questa situazione di “stallo”, le due parti in gioco (centrodestra e centrosinistra) starebbero mettendosi d´accordo per la scelta del futuro inquilino del Quirinale.
Anche perché, siccome il Presidente della Repubblica dura in carica 7 anni, si deve individuare un personaggio capace di offrire garanzie di affidabilità  ad entrambi gli schieramenti. Infatti l´inquilino del “Colle” non solo “veglierà ” nella prossima legislatura, ma anche in quella ancora dopo.
Ciampi ha detto in sostanza no all‘invito/proposta fatto da Fini.
A noi l´idea non dispiaceva poi tanto, anche perché, a quanto pare, l´alternativa potrebbe essere data da uno di questi nomi: Amato, D´Alema, Franco Marini, Mancino o Iervolino (mai la Iervolino, piuttosto mi faccio prete!).
E forse tra tutte queste persone, il migliore sarebbe proprio Ciampi.

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