Fiorani vuol dire Consorte che vuol dire Ds. Se è una nuova Tangentopoli, è trasversale

Come volevasi dimostrare, con l´arresto di Giampiero Fiorani è iniziata la campagna elettorale.
E alcune “idee guida” hanno iniziato a farsi strada tra i cittadini/elettori: la prima, è che evidentemente noi si vive in un Paese in cui il tasso di criminalità  di chi è ai “vertici politici o economici”, è sempre altissimo.
La seconda idea, è che questa attitudine criminale dei vertici economici e politici, non sia stata affatto contrastata dal centrodestra, e che anzi, quest´ultimo sia riuscito in qualche modo, a far sì che questo “atteggiamento delinquenziale” sopravvivesse dalla Prima alla Seconda Repubblica.
Quest´ultima idea è vera o giusta? Per chi vi scrive, assolutamente no.
Ma questo poco conta. Conta invece ciò che emerge dalla stampa, e che porta chi vi scrive ad esprimere il proprio sbigottimento: com´è possibile che nel giro di neanche una settimana, l´attenzione dell´opinione pubblica sia stata “dirottata” dall´indagine che colpisce Consorte, Presidente Unipol, e uomo di punta dei Ds nel mondo cooperativo, all´arresto di Giampiero Fiorani e al (presunto) coinvolgimento di tre parlamentari del centrodestra nei loschi affari dell‘ex Presidente della Banca Popolare di Lodi
?Cioè, quello che mi chiedo è: siete consapevoli del fatto che neanche una settimana fa, con l´invio di un avviso di garanzia a Giovanni Consorte, con l´accusa di “concorso in aggiotaggio” per la scalata alla Banca Antonveneta di Padova, compiuta da Fiorani con l´aiuto appunto dell´Unipol di Consorte, erano stati tirati in ballo (quasi) direttamente i vertici dei Ds? E più precisamente Fassino, D´Alema e Bersani?Perché il mio timore è che con un arresto, e con una sapiente strategia mediatica che si avvale dei giornali e della Tv, si sia “cancellata” d´un colpo questa notizia dalla mente dell´opinione pubblica, e la si sia invece “sostituita” con il più “clamoroso” arresto di Fiorani. Puro marketing elettorale!
Allora, mi sembra a questo punto indispensabile, fare qualche passo indietro in questa intricata vicenda, e richiamare episodi che rischiano di essere “cancellati” dai ricordi dei cittadini, e che invece meritano di “rimanere a galla” per non fraintendere tutta la complicatissima vicenda.

Partiamo da una piccola intervista fatta al giornalista di sinistra, Enrico Deaglio, realizzata da Roberto Bagnoli per il Corriere della Sera, e pubblicata il 9 dicembre scorso. Il punto di partenza dell´intervista è un articolo pubblicato su Diario, la rivista diretta da Enrico Deaglio, in cui per l´appunto, a proposito della liason tra Consorte e Fiorani, il giornalista di sinistra aveva parlato di “Bicamerale della Finanza“.E´ sufficiente il fatto che Consorte sia iscritto nel registro degli indagati su Antonveneta per giustificare la sua teoria?

Ma lo è anche per Bnl. Ed è la prova di quello che aveva scritto Gianni Barbacetto, e cioè che non c´è una scalata buona e una cattiva, ma tutte e due sono cattive. La sua inchiesta aveva già  portato elementi per capire che Ricucci, Consorte, Gnutti e Fiorani, con l´alta benedizione del governatore Antonio Fazio, erano d´accordo.

Certo quel titolo di copertina “Compagno Ricucci”…

D´Alema si seccò molto. Disse che Ricucci non aveva la rogna, difese i nuovi investitori contro i vecchi salotti e accusò chi faceva le inchieste nei confronti dell´Unipol di essere razzista. Una cosa che mi è dispiaciuta ma che purtroppo è tipica dei grandi dirigenti politici: non accettano critiche. Ma se avessero ascoltato di più senza prendere le difese d´ufficio sarebbe stato meglio.

Ve ne occuperete ancora?

Sicuramente, perché siamo solo agli inizi di una vicenda complicata. Mi auguro che Fassino e D´Alema, che già  si sono esposti molto, riflettano anche su cosa è diventato il movimento cooperativo.

E´ chiara la questione? Fiorani era legato da rapporti d´interesse a Giovanni Consorte, presidente dell´Unipol, la cooperativa vicina ai Ds.
E la questione dell‘avviso di garanzia a Consorte, ancora qualche giorno fa, scuoteva e imbarazzava i Ds tutti.
Leggete questa dichiarazione di Cesare Salvi dei Ds: “E´ prematuro parlare di ripercussioni politiche su chi fra noi si è più esposto nel difendere quell´operazione, ma di certo non sarebbero poca cosa, visto che in ballo ci sono il segretario, il presidente e un dirigente di primo piano di questo partito“. Si sta parlando, evidentemente, di Fassino, di D´Alema e di Bersani.
Un altro dirigente dei Ds, Lanfranco Turci ha dichiarato: “Certo ora se le accuse vengono provate c´è un danno sicuro per la sinistra e i Ds, alleati storici delle coop“.
Ma non è solo una questione dei giorni scorsi, perché oggi il
Corsera ha ripreso le seguenti dichiarazioni di Fassino, in merito alla vicenda Consorte-Fiorani, fatte ieri sera nel corso di una puntata di Otto e Mezzo: “Non sono compagno di merende di nessuno“.
E non solo. La sensazione di una collusione affaristica tra i Ds, Unipol e Fiorani, è tanto grande, che Fassino “sente il bisogno” di affermare: “Dipingere il movimento cooperativo come una banda di affaristi è inaccettabile. Se qualcuno ha commesso reati ne deve rispondere, vale per Fiorani come per i dirigenti Unipol“.
E quando Ferrara ammicca sulla “questione delle intercettazioni telefoniche” che vedrebbero coinvolto lo stesso Fassino, il Segretario dei Ds, perentoriamente afferma: “Ma vuole che io non parli con i banchieri? Vuole che le dica con quanti soggetti della finanza e dell´economia io parlo ogni giorno? Io non sono compagno di merende di nessuno“.
E´ chiara la questione? Qui non si sta parlando di tre esponenti del centrodestra che hanno brigato con Fiorani, e che per inciso, io vorrei fossero immediatamente “allontanati” da ogni ufficio pubblico, che avessero per lo meno la dignità  di dimettersi!
Qui si parla di un coinvolgimento ad ampio raggio di forze politiche le più varie, e si parte proprio dai Ds.
E il Parlamento, in questi giorni, è attraversato trasversalmente da paura e da ansia, come bene evidenzia questo articolo di
Maria Teresa Meli.Il problema, però, è che si sta speculando politicamente su questa vicenda, usandola a fini elettorali contro il centrodestra, come si può capire da questo articolo di Repubblica e da questo articolo dell‘Unità .Mentre la verità  è una sola: se è una nuova Tangentopoli, colpisce trasversalmente tutti, e in primis i Ds. Non è una congettura, né un´interpretazione faziosa dei fatti, è una realtà . Che non va dimenticata e che deve essere ribadita ogni volta che ve ne sia bisogno.

Altra questione, e concludo: ma siamo sicuri che questo clima, non avveleni troppo la campagna elettorale che già  si preannuncia bollente?
Siamo sicuri che il Paese “possa permettersi” un´altra stagione dei veleni come quella di Tangentopoli?
Siamo sicuri che, alla fine, non ne risulti delegittimata tutta la classe politica, e che questo favorisca la “emersione” di un grande centro, come Monti e il Corriere della Sera (in totale conflitto di interessi in questa vicenda) avevano auspicato?

Altra questione topica, e che mi porta apparentemente “lontano” dalla vicenda: ma siamo sicuri che questo clima d´incertezza, non sia proprio quello di cui ha bisogno il terrorismo islamico, per portare il suo attacco all´Italia, come da mesi ci dice il Ministro Pisanu?
Guardate che per ragioni di “teoria dei giochi”, di strategia, questo clima di lotta di tutti contro tutti, che indebolisce le istituzioni e crea caos, può portare i politici ad allentare la “presa” contro il terrorismo. E i terroristi islamici, che si sono sempre dimostrati “esperti” delle vicende politiche dei paesi che colpivano, potrebbero avvantaggiarsene per attaccarci.
Vi immaginate? Il gip Clementina Forleo, che è il magistrato che ha firmato l´ordine di arresto di Giampiero Fiorani, è anche il magistrato che ha assolto, da accuse di terrorismo, Mohamed Daki.
I terroristi ci “osservano e ci studiano”, teniamolo a mente: perché ogni errore ci può essere fatale.

Tracked back to Right Wing Nation and TMH’s Bacon Bits and Conservative Cat.

Tracked back to and and .

Leave a Comment