Consorte e i 5 milioni di euro rimpatriati

Continua la Consorte story, ovvero continuano a crescere le indiscrezioni sui maneggi, per nulla trasparenti, che il Presidente della “rossa” Unipol avrebbe compiuto.
Abbiamo descritto
qui, qualche giorno fa, come Consorte, oggi indagato per aggiotaggio nella scalata di BpL all´Antonveneta, abbia ricevuto un indebito pagamento di 2 milioni di euro, accreditatigli da un ex agente di Borsa, Bruno Bertagnoli, dopo che quest´ultimo aveva realizzato 3 milioni di euro di plusvalenze, attraverso operazioni borsistiche aventi ad oggetto i titoli Unipol.Ovvero, per riassumere la precedente “puntata”: l´ex agente di Borsa Bertagnoli, guadagna 3 milioni di euro grazie ad un´operazione borsistica che riguarda i titoli Unipol, e poi, non si capisce per quale motivo (non si capisce?), paga 2 milioni di euro a Giovanni Consorte, che “casualmente” è il Presidente di quella società , la Unipol, sui cui titoli l´ex agente di Borsa Bertagnoli ha guadagnato 3 milioni di euro di plusvalenze. Quanto meno si tratta di una vicenda “torbida”, a voler essere generosi nell´uso degli aggettivi.

Oggi, invece, il Corriere della Sera, ci informa del fatto che, il “galantuomo” Giovanni Consorte ha rimpatriato, grazie al famoso (o famigerato) “scudo fiscale” varato dal Governo Berlusconi, 5 milioni di euro.La questione qual è?

E´ che si ignora, allo stato, la provenienza dei 5 milioni di euro. Non solo.

Lo “scudo fiscale” è stato varato proprio per far ritornare in Patria i danari che, per 40 anni, gli evasori fiscali italiani hanno depositato all´estero.
Il fatto stesso, quindi, che il “galantuomo” Consorte abbia beneficiato dello scudo fiscale, ne fa per lo meno un evasore fiscale. Un uomo, cioè, della cui integrità  morale noi si può e si deve dubitare
.Ricordate la cagnara fatta per Previti, quando si venne a sapere che aveva evaso il fisco per 11 miliardi di lire?
Ricordate tutta la politica qualunquista e demagogica “de sinistra” che lo attaccava, giudicandolo un immondo ed immorale mostro?
Bene. Ora questa politica faccia i conti con il “mostro rosso” Consorte, che è certo abbia evaso il fisco per la stessa somma di Cesare Previti
.Ma con un´importante e fondamentale differenza: l´evasione fiscale di Previti riguardava guadagni frutto della sua attività  forense.
L´evasione fiscale di Giovanni Consorte, Presidente della “rossa” Unipol, allo stato si ignora a quale “attività ” sia addebitabile: ha evaso il fisco nella sua qualità  di Presidente della Cooperativa Unipol?
Il danaro rimpatriato dall´estero, e qualificato come frutto di evasione fiscale, è magari danaro frutto di tangenti percepite dal “galantuomo rosso” Consorte?
Il danaro fatto rientrare con lo scudo fiscale, è magari frutto di “fondi neri” costituiti per “finanziare” la politica e/o i politici, come avveniva all´epoca della Prima Repubblica?

Sono tutti interrogativi a cui la Magistratura dovrà  rispondere, facendo chiarezza su una vicenda troppo rilevante per essere taciuta.

Una cosa ad oggi è certa: la politica e l´attività  di impresa “de sinistra”, è marcia e corrotta almeno quanto quella ascrivibile alla Prima Repubblica.

Che nessuno osi nemmeno più pensare, che sia possibile dire che a Sinistra esiste un altro mondo e un altro modo di fare politica e impresa: la cronaca giudiziaria di questi giorni si impegnerebbe a smentirlo!

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