Per Consorte anche l´associazione a delinquere

Riportiamo integralmente dal Corriere della Sera:

MILANO – I magistrati milanesi hanno ipotizzato nei confronti di Giovanni Consorte, l’ex presidente di Unipol, e del finanziere bresciano Emilio Gnutti anche il reato di associazione per delinquere nell’ambito dell’inchiesta su Antonveneta. Il reato è stato ipotizzato all’apertura dell’interrogatorio del 27 dicembre senza però, per ora, legarlo a uno specifico episodio. Gli altri capi d’imputazione contestati all’ex numero uno della compagnia di assicurazione sono l’aggiotaggio, l’appropriazione indebita e la ricettazione. Il finanziere bresciano era già  indagato per aggiotaggio.

INCHIESTA SU PIU’ FRONTI – Nata come indagine che doveva accertare le irregolarità  nel tentativo di scalata alla banca Antonveneta, l’inchiesta milanese del procuratore aggiunto Francesco Greco e dei pm Eugenio Fusco e Giulia Perrotti, col tempo ha finito con l’estendersi a più fronti, a cominciare dalla gestione disinvolta dell’ex management di Bpi, i cui vertici sono finiti in carcere il 13 dicembre scorso, ma anche di Unipol, tanto che il numero uno della compagnia di assicurazioni, Giovanni Consorte, e il suo vice Ivano Sacchetti hanno rassegnato le dimissioni dopo essere stati iscritti nel registro degli indagati per aggiotaggio. E a Consorte, nel corso del suo unico interrogatorio davanti ai pm, sono state contestate anche l’appropriazione indebita, la ricettazione e si apprende oggi, l’associazione a delinquere.

FRONTE ORIGINARIO – Le indagini dovrebbero essere ormai definite sul fronte originario, ovvero il concerto per il rastrellamento delle azioni Antonveneta che ha visto coinvolti, tra gli altri, l’ex ad di Bpi Gianpiero Fiorani, l’ex direttore generale Gianfranco Boni (entrambi in carcere), il finanziere bresciano Emilio Gnutti e l’immobiliarista romano Stefano Ricucci e ha, di fatto, con l’inchiesta romana sulla scalata a Bnl, causato l’abbandono di Bankitalia da parte di Antonio Fazio. Nei giorni scorsi, tra l’altro, è stata data esecuzione alla compravendita del 25,7% di Antonveneta fra Bpi e Abn Amro, dopo il dissequestro delle azioni disposto dalla Procura. Azioni per le quali gli olandesi hanno pagato 2,117 miliardi di euro, pari a un prezzo per azione di 26,4 euro.

NUOVO FACCIA A FACCIA TRA CONSORTE E I MAGISTRATI – Ancora molto da investigare, invece, nel filone riguardante i fondi che Fiorani e altri avrebbero sottratto a Bpi (70 milioni di euro, secondo gli inquirenti, il solo banchiere lodigiano), nell’ambito del quale nei giorni scorsi si sono succeduti interrogatori-fiume che, però, non avrebbero soddisfatto i pm, al punto che nessuno dei legali degli arrestati ha presentato domande di scarcerazione o di misure più blande. Su questo versante, dopo qualche giorno di pausa proprio per Capodanno, i prossimi giorni si prevedono roventi: sarà  certamente interrogato di nuovo Fiorani, e sarà  la sesta volta, mentre nel filone che coinvolge Unipol, iscritta nel registro degli indagati per responsabilità  oggettiva in base alla legge 231 del 2001, è prevedibile che sia convocato Ivano Sacchetti, per poi procedere a un nuovo faccia a faccia tra Consorte e i magistrati. Sotto la lente d’ingrandimento della procura quei 40-50 milioni di euro trovati sui conti dei due e derivanti, secondo l’accusa, da plusvalenze su operazioni sospette e che Consorte giustifica, invece, con «consulenze» prestate a favore di Gnutti nel periodo caldo della scalata a Telecom.
Sui rapporti tra Consorte, Gnutti e Vittorio Casale, il re delle sale Bingo italiane, si sa che, da qualche giorno, c’è attenzione da parte dei magistrati: i tre, in passato, avevano realizzato svariate operazioni. Casale, che non risulta iscritto nel registro degli indagati, con la sua Operae aveva acquistato e rivenduto un 2% di Fingruppo, principale azionista dell’Hopa del finanziere bresciano, a cui l’immobiliarista romano è sempre stato molto vicino.

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