Sotto indagine per Camorra anche la Asl Napoli 1: la più grande d´Europa

Riportiamo integralmente un articolo pubblicato a pagina 7 del Corriere del Mezzogiorno, in data 7/1/2006, a firma A. P. :

Si allunga l´elenco delle Asl finite “sotto inchiesta”. Dopo lo scioglimento dell´Asl Napoli 4 e l´insediamento delle commissioni d´accesso presso l´Asl Napoli 5, tocca ora alla Asl Napoli 1, la più grande d´Europa. Per l´azienda sanitaria napoletana è scattato il “monitoraggio con finalità  di prevenzione”, così come previsto dalla normativa antimafia.
Un´anticamera per un´eventuale insediamento della commissione d´accesso che dovrà  valutare se ci sono condizionamenti da parte della criminalità  organizzata nella gestione della struttura. In pratica, lo stesso monitoraggio (e iter) scattato a suo tempo per le altre Asl 4 e 5. A far scattare l´inchiesta da parte degli organi centrali e periferici del Ministro dell´Interno gli appalti concessi ad un paio di ditte di pulizia non in regola con la certificazione antimafia.
Appalti già  revocati dall´azienda che non la hanno però, messo al riparo dal monitoraggio. Il nome della struttura sanitaria è stato inserito da poco nell´elenco riservato in possesso della prefettura di Napoli ed è in fondo al corposo file che contiene una nutrita schiera di amministrazioni comunali della provincia di Napoli sotto stretto monitoraggio.
Con un primato che non è per nulla invidiabile: gli inquirenti, oltre ai comuni e alle Asl, stanno vagliando gli atti e le delibere della tredicesima circoscrizione del capoluogo: quella di Miano.
Anche qui, sarebbero state riscontrate alcune irregolarità  ora sotto la lente delle forze dell´ordine tenute a relazionare su atti giudicati sospetti. Non va meglio per gli altri 92 comuni. Perché se si escludono le dieci amministrazioni da poco sciolte e le cinque in cui ha terminato il suo lavoro la commissione d´accesso, appena nove sono considerate “virtuose” a tutti gli effetti.
Si tratta di Anacapri, Castello di Cisterna, Cimitile, Liveri, Pollena Trocchia, San Sebastiano al Vesuvio, Visciano, Nola e Portici. Anche se per queste ultime due, secondo indiscrezioni, da appena qualche giorno, sarebbe scattato ugualmente l´attenzionamento.
Numeri che disegnano un quadro allarmante e che sono diventato l´oggetto di discussione anche durante il coordinamento politico dei Ds regionali di due giorni fa.
La situazione poi, appare grave se il monitoraggio copre oltre il 90 per cento dei comuni partenopei. Ma perché il monitoraggio?
Perché molti comuni non hanno firmato i protocolli per la legalità  che prevedono il rispetto della normativa antimafia da parte delle imprese che vincono appalti a partire da 250 mila euro; mentre in altri sono stati approvati atti amministrativi di vario genere che presentano qualche o diversi punti di crisi. Difficile saperne di più perché nella fase di monitoraggio non c´è un´indagine amministrativa vera e propria ma solo il lavoro delle forze dell´ordine presenti sul territorio che sono tenute a relazionare e a produrre dossier su quel che sta accadendo.
Con un monitoraggio di tipo diverso.
Perché c´è una prima fase in cui si prevede solo un “accertamento di eventuali irregolarità , illegittimità  e abusi di organi politici e gestionali “.
In questo elenco c´è il numero più corposo di comuni: 35 a cui devono aggiungersi gli altri 13 che non hanno firmato il patto per la legalità  e per cui è automaticamente scattata la fase di osservazione.
In una fase più avanzata invece, ci sono altri 18 comuni (tra cui Napoli) in cui il monitoraggio è molto più stretto. Si tratta dello stesso elenco in cui sono finite anche l´Asl Napoli 1 e la circoscrizione di Miano.

Nota a Margine

Chi volesse saperne di più sugli 83 Comuni in provincia di Napoli (su 92), sotto indagine per Camorra e quasi tutti guidati dal Centrosinistra, può leggere il seguente post: In provincia di Napoli 83 comuni su 92 sono sotto inchiesta per camorra. E sono quasi tutti guidati dal Centrosinistra.

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