Oggi Direzione dei Ds: inizia il suicido?

Riportiamo integralmente da AprileOnLine:

Dire che la riunione di Direzione dei Ds di oggi è “complicata e seria” assomiglia a un eufemismo. Eppure, per definirla, non ci sono altri aggettivi offerti dal vocabolario.
Convocata in un primo tempo per stabilire il criterio delle candidature per le prossime elezioni (insieme alla Margherita alla Camera, forse da soli al Senato) e avviare la definizione del programma dell’Ulivo e dell’Unione, la riunione di oggi arriva dopo le notissime polemiche sulla scalata Unipol-Bnl e il massacro " a opera di intercettazioni telefoniche non penalmente rilevanti " dell’immagine di Piero Fassino. Una straordinaria operazione mediatica degna di George Orwell ha spostato l’attenzione dallo “scandalo Fiorani” (Banca popolare italiana) e dai suoi rapporti con il centrodestra ai malaffare Unipol, con incursioni nei presunti buchi neri dei finanziamenti Ds.
Il risultato è che il centrodestra ha tirato (per ora) il classico respiro di sollievo, mentre il disorientamento è tornato ad abitare in molti settori della sinistra. In più, come se ci fosse da gioire, commentatori e media fanno a gara nel dire che finalmente è caduta la “diversità ” del maggior partito della sinistra. Ora è vero, si aggiunge, che tutti i partiti non sono delle educande e vanno perciò votati solo in base ai propri programmi (come se non fosse stato per primo Max Weber, che certo non era comunista, a parlare di un’etica di cui ha necessità  lo stesso capitalismo).
Fin qui, la fotografia della situazione che assomiglia a un poster di grandi dimensioni e colori sgargianti. Ma come si presenterà  il gruppo dirigente della Quercia alla riunione di oggi? Pare di intuire che è stata abbandonata la linea della difesa a oltranza della condotta seguita dall’estate in poi in riferimento alle scalate bancarie dell’Unipol. Parlare solo di “aggressione”, di “piano premeditato”, asserragliarsi in un bunker, non si sono rivelate buone linee di controffensiva. Anche perché autorevoli dirigenti dei Ds (Giorgio Napolitano, Fabio Mussi, Alfredo Reichlin, Bruno Trentin, Emanuele Macaluso, Walter Veltroni, Cesare Salvi e altri) hanno segnalato come sia stato almeno un improvvido errore tifare per l’Unipol come se si assistesse a un incontro di calcio. E’ quindi prevedibile che da parte di Piero Fassino e Massimo D’Alema (come hanno iniziato a fare già  nei giorni scorsi con alcune interviste in tv e sui quotidiani) ci siano concessioni alle voci critiche per non incrinare e disorientare ulteriormente la loro stessa maggioranza di riferimento.
Ed è pure prevedibile, a tre mesi dalle elezioni politiche, che ci sia un saggio richiamo alla solidarietà  e all’unità  di partito nel momento in cui qualcuno vorrebbe gettare la Quercia nella bufera e ribaltare il risultato delle urne a favore del centrodestra. Un partito, oltre a dover essere un intellettuale collettivo, è anche una comunità  di donne e uomini tenuti insieme da comuni valori e interessi. E se quella comunità  chiamata Ds non dovesse ritrovare un sentimento solidale in un momento come questo ci sarebbe davvero di che preoccuparsi per i prossimi anni a venire.
Ma è pure prevedibile che la riunione di Direzione dei Ds non si spingerà  oltre. In pochi (di sicuro la Sinistra Ds, la Mozione che fa riferimento a Cesare Salvi) individueranno in una scarsa autonomia politica e culturale del partito " così si sarebbe detto una volta " la ragione vera delle attuali difficoltà . Qui, invece, sta una prima verità  (ecco perché per illustrare il numero di oggi abbiamo scelto un’immagine di René Magritte, il pittore surrealista belga, che ritrae alcuni uomini senza identità  sospesi nel cielo): c’è una parte della sinistra che non critica più i meccanismi di mercato. Dobbiamo perciò ringraziare Eugenio Scalfari che ci ha ricordato come il ruolo della sinistra sia invece proprio quello di correggere le spontaneità  del mercato. In assenza di questa consapevolezza, si rinuncia nei fatti a un progetto sociale in nome di semplici “opportunità ” da assicurare a tutti coloro che le vogliono cogliere. Eppure siamo immersi nella globalizzazione e nell’economia finanziaria che non sono certo la migliore condizione in cui agire privi di una bussola di riferimento (gli scandali e le false scalate sono un fenomeno mondiale).
Gli eventi di questi giorni non aprono in tutti i Ds la breccia della necessità  di un ripensamento. Stanno invece spingendo verso un’accelerazione del “partito democratico” (lo hanno annunciato Romano Prodi e Francesco Rutelli, questa volta all’unisono), di cui le prossime elezioni sarebbero la tappa più significativa. Chi ha voglia di cacciare Berlusconi dal governo " e noi siamo ovviamente tra questi " è avvertito. C’è il rischio che le proprie scelte vengano poi usate a senso unico. Come è avvenuto con le “primarie” dello scorso 16 ottobre, quando quasi 4 milioni di elettori dell’Unione pensavano di esprimersi per legittimare la leadership del centrosinistra di Prodi (o per fornire un contrappeso di sinistra scegliendo Fausto Bertinotti) e poi si sono trovati " ignari e senza sospettarlo " a votare sì per il futuribile “partito democratico”.
E’ quindi assai ragionevole la richiesta che nella riunione del vertice diessino di oggi verrà  avanzata dalle sinistre interne al partito: nel 2006 serve un “congresso straordinario” della Quercia per decidere che via strategica s’intende percorrere una volta per tutte.
Questa richiesta dovrebbe essere accolta, se si vorrà  lavorare fin da subito per l’unità . Del resto, i nuovi partiti non possono nascere nel chiuso di poche stanze e nelle decisioni di ristretti gruppi dirigenti. E i Ds " come ha avvertito ieri Fabio Mussi " non possono essere gestiti all’infinito dal “modello dei due consoli” (Fassino e D’Alema) che vogliono ridurre chi non è d’accordo a minoranze petulanti e così facendo premiano sempre il conformismo di chi obbedisce comunque ai loro ordini.

Aldo Garzia

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