Assecondare sempre gli umori del Popolo?

I sondaggi sono davvero una grande invenzione. Pensare di poter fotografare il pensiero di una serie di individui, in un dato istante, sicuramente è cosa utile e rilevante.

Ci sono cose che la Politica deve fare “ascoltando” le opinioni della “gente”, e ve ne sono altre che la Politica deve fare infischiandosene dell´opinione pubblica.

Se la “gente” chiede più libertà  individuali e più diritti, la Politica deve ascoltare queste richieste: i Palazzi sono “ovattati” e lontani dai cambiamenti che si vivono quotidianamente e si respirano nell´aria, e un sondaggio può colmare questa distanza consentendo ad un politico di “capire” come evolvono i costumi. Quali nuove istanze si affaccino all´orizzonte.

Se la “gente” chiede, invece, più “restrizioni” e più limitazioni ai diritti di una qualche categoria di cittadini, ecco dunque che la Politica deve fare orecchie da mercante.

Seguire gli umori grevi del Popolo, quando questi esprimano una sorta di “vendetta” di una parte di cittadini contro un´altra, è una cosa demagogica, modesta e pericolosa.

Sono un Liberale, certo, ma forse non fino al punto di credere che chi abbia responsabilità  da Legislatore o da Governante, sia “perfettamente uguale” a quelli in nome dei quali Legifera o Governa.

Ci sono responsabilità  maggiori che gravano su chiunque faccia Politica, e queste responsabilità  devono concretarsi in una capacità  di pensare al “bene complessivo” del Popolo senza per questo “nuocere” ad una parte dello stesso.

Se si chiedesse in un sondaggio, in un Paese bacchettone e ipocrita come il nostro: “Volete che siano introdotte norme che garantiscano diritti anche alle coppie di fatto, e quindi anche ai gay?”, è probabile che l´esito di questo sondaggio si concreti in grande No.

E i politici cosa dovrebbero fare allora: assecondare come “pecore” gli umori “ostili” di una parte, magari maggioritaria del Popolo? E ciò anche quando assecondare questi umori, significhi agire a danno di “incolpevoli” individui, che senza violare alcuna legge dello Stato, chiedono “solo” più diritti e più libertà ?

Che colpa ha un individuo se chiede un diritto in più?
Che colpa ha un individuo che rivendichi per sé un diritto in più, se questo diritto non limita in alcun modo la libertà  o il “buon vivere” di altri?

Che colpa ha un individuo, se la sua vita non è uguale a quella di qualunque maggioranza di individui?

Il Liberale John Stuart Mill diceva: “E’ necessario proteggersi dalla tirannia dell’opinione e del sentimento predominanti, dalla tendenza della società  a imporre come norme di condotta, con mezzi diversi dalle pene legali, le proprie idee e usanze a chi dissente, a ostacolare lo sviluppo – e a prevenire, se possibile, la formazione di qualsiasi individualità  discordante, e a costringere tutti i caratteri a conformarsi al suo modello. Proprio perchè la tirannia dell’opinione è tale da rendere riprovevole l’eccentricità , per infrangere l’oppressione è auspicabile che gli uomini siano eccentrici“.

Non pretendo che si condivida la parte dell´assunto, dove si dice che: “Proprio perchè la tirannia dell’opinione è tale da rendere riprovevole l’eccentricità , per infrangere l’oppressione è auspicabile che gli uomini siano eccentrici“, per carità .

Mi basterebbe che si “capisse” che la Verità  è un Dogma della Fede, che ovunque nel Mondo accomuna le persone religiose.
Ma che la Verità , per chi sia laico, non esiste: esistono le Verità , ognuna delle quali “deve circolare” e farsi conoscere, a che ciascuno, da solo e senza costrizione, possa scegliere la “propria verità ” fra le tante.

E mi basterebbe che la Civiltà  in cui noi si vive, se vuole o pretende di essere “superiore” ad altre, esprima questa sua superiorità  consentendo e, quindi, riconoscendo anche giuridicamente, quegli “stili di vita” che altre Civiltà  condannano con “pene morali” o con “pene materiali“.

Dal che io, che sono laico, non avrei dubbi alcuno nell´affermare la “superiorità ” (espressione che aborro) della mia Civiltà .

La barbarie anche se ha molti volti, ha un´unica anima: la violenza.

E non c´è violenza maggiore del non riconoscere diritti e libertà .

Quando, soprattutto, questi diritti e queste libertà  non nuocciano in alcun modo a terzi.

Pacs Vobis.

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