La Sinistra dell´Unione contesta Prodi e Fassino

Riportiamo integralmente da AprileOnLine un´intervista molto interessante, cui è utile prestare attenzione:

Rifondazione comunista, Verdi e Comunisti italiani hanno espresso la propria contrarietà  alla bozza di programma dell´Unione, presentata da Romano Prodi tre giorni fa a tutte le forze politiche del centrosinistra. Il testo infatti presenta, rispetto a quello emendato nei 12 tavoli del programma di Perugia dello scorso dicembre, alcune modifiche. Queste tre forze politiche hanno parlato all´unisono di “svolta moderata dell´Unione”. Sono già  in atto alcune iniziative comuni per riportare l´asse della coalizione più a sinistra. Ne abbiamo parlato con Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani.

Perché i Comunisti italiani, dopo i 12 tavoli del programma di Perugia, non considerano condivisibile la bozza di programma dell´Unione?

Già  a Perugia avevo posto il problema del tema pace-guerra, e l’ho fatto con molta lealtà . L´ho detto di fronte agli altri segretari di partito e a Prodi: c´è stato un arretramento rispetto alla linea che in autunno era stata condivisa da tutti. D´altro canto, alle primarie è stato fatto firmare da 4 milioni e mezzo di italiani un programma che prevedeva il ritiro delle truppe italiane dall´Iraq.
Poi ci sono state delle evoluzioni, anzi " a mio avviso " delle involuzioni: l´intervista di Fassino in cui si dice che bisogna concordare il ritiro con gli Stati Uniti, la bozza di programma presentata a Perugia in cui è scritto che bisogna concordare il ritiro con le autorità  irachene. Sinceramente, non capisco. Non ci vuole un particolare coraggio a dire con semplicità  al popolo del centrosinistra che bisogna ritirarsi punto e basta. E’ la linea su cui ci siamo trovati tutti con diverse votazioni alla Camera. Tutti, tranne l´Udeur. Adesso, queste incertezze non sono né comprensibili né condivisibili.

Sicuramente hai sviluppato delle ipotesi relative a quelle che definisci involuzioni e incertezze. A chi o a cosa attribuisci questo cambiamento nei comportamenti di parte della coalizione di centrosinistra?

Mal di pancia c´erano anche prima, nei settori della Margherita in particolare. Credo che sia sopraggiunta una preoccupazione. Ossia, più ci si avvicina alle elezioni, più alcuni settori del centrosinistra vogliono apparire tranquillizzanti rispetto a chi comanda il mondo: l´amministrazione americana. Non condivido proprio questo. Non cito il più volte ricordato governo spagnolo, in quanto la stessa posizione italiana, del centrosinistra, è stata sino a poco tempo fa molto più netta.
In Europa ci sono grandi paesi, come Francia e Germania, che non hanno mandato proprio le loro truppe in Iraq. Quindi non vedo lo scandalo di ritirare subito i nostri soldati senza porre condizioni o tempistiche particolari.
Anche perché, vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa ci facciamo a Nassiriya. Mi risponderebbero: “Facciamo la guerra”. Abbiamo visto le immagini agghiaccianti nei video girati dagli stessi soldati italiani. Siamo lì in palese violazione della Costituzione. E quindi vorrei sinceramente che l´Unione rispetti il dettato costituzionale.

è una “conditio sine qua non” per sottoscrivere il programma dell´Unione?

Credo di poter dire, senza timore di essere smentito, che sono uno dei più unitari in assoluto del centrosinistra. Vorrei rammentare che questo partito, i Comunisti italiani, è nato cercando di salvare l´esperienza del governo Prodi. Quindi lezioni di unità  è difficile che qualcuno me le possa fare. Eserciterò ancora una volta lo spirito unitario. Lavorerò affinché venga cambiato il programma, fino all´ultimo secondo utile. Al momento, infatti, non lo firmo. Dopo di che cercherò di strappare quanto più è possibile, ma senza rompere la corda.

Un comunicato stampa inviato alle agenzie dalla vostra segreteria nazionale dice che i Comunisti italiani non condividono la bozza di programma non solo per il già  citato tema della guerra. Altri due punti sono considerati oggetto di critica: le privatizzazioni e le condizioni dei lavoratori. Quindi, c´è dell´altro che vi porta a non condividere la bozza di programma oltre al ritiro delle truppe dall´Iraq?

Certo, anche se il tema della guerra è il più macroscopico. Ci sono dei punti ulteriori che segnano addirittura un arretramento rispetto al documento di Perugia. Il tema delle privatizzazioni è un fatto enorme. Anche perché l´esperienza concreta delle privatizzazioni fatte in Italia negli ultimi quindici anni è stata un fallimento. Perché il presupposto delle privatizzazioni dei settori strategici dell´economia è che con il privato si avrebbe un servizio migliore e tariffe più basse a causa della concorrenza. Qualunque cittadino italiano, però, ha vissuto sulla propria pelle l´effetto opposto: i servizi sono peggiorati e le tariffe sono aumentate. Quindi, non si capisce perché si debbano fare le privatizzazioni.
L´altra questione è relativa alla precarizzazione del mondo del lavoro. Secondo me, va detto con grande nettezza che noi dobbiamo cancellare dall´esperienza del centrosinistra ogni ipotesi di precarizzazione non soltanto cancellando la legge 30, ma avviando anche una riflessione autocritica sul pacchetto Treu.

E’ stato pubblicato un sondaggio su “Repubblica.it” che vede un arretramento della coalizione di centrosinistra di due punti in percentuale rispetto al centrodestra. Non credi che i continui slittamenti nella compilazione definitiva del programma possano, in qualche modo, facilitare un recupero elettorale della Casa delle libertà , in quella che si profila come la più difficile tra le campagne elettorali?

Non credo assolutamente che l´arretramento possa dipendere dal programma. Un libro di 270 pagine lo potranno leggere forse gli addetti ai lavori. Il problema è un altro. Le vicende dell´ultimo mese " mi riferisco alla scalata Unipol " hanno reso turbolento l´atteggiamento dell´elettorato di centrosinistra. Sono state queste ultime vicende a farci indietreggiare. Dubito che ciò possa attribuirsi al ritardo del programma. Non si capirebbero le vittorie alle elezioni regionali.
Secondo me, dobbiamo dare tre o quattro messaggi forti di quello che faremo, in discontinuità  netta con gli anni passati e con il governo Berlusconi. Sfido qualunque mio collega politico a chiedere ai cittadini italiani se hanno letto il programma degli uni e degli altri.

E quali potrebbero essere questi 3 o 4 messaggi forti che l´Unione dovrebbe utilizzare in campagna elettorale?

Innanzitutto il tema della pace. E cioè: l´Italia fuori dalla guerra con una posizione autonoma rispetto agli Stati Uniti. Non contraria, ma autonoma.
Secondo tema. Da che parte si sta? Si sta dalla parte dei lavoratori o degli imprenditori? Il che non significa che si è contro gli imprenditori come una banale vulgata tende a dipingerci. Ma semplicemente che, dovendo scegliere dove mettere i soldi, si mettano sui salari, sulle pensioni, sulla sicurezza del lavoro.
Terzo tema. E’ necessario un messaggio molto chiaro sui temi della scuola, dell´Università  e della ricerca. Ad esempio, utilizzare una parola d´ordine: “Innalzamento dell´obbligo scolastico a 18 anni”. In cinque anni si può fare, senza forzature particolari. Questa sì che sarebbe una cosa di sinistra.
Secondo me, già  queste cose, pace, servizi sociali, salari, pensioni, ricerca e investimento sulla scuola, basterebbero a dimostrare che siamo diversi dal governo Berlusconi.

Nota a Margine:

Come si può capire (e perché lo dicono “loro”, non perché lo diciamo noi), l´Unione è profondamente divisa. E non su cose marginali: il ritiro dall´Iraq, la Politica Economica, la Legge Biagi. Tutte cose, queste, che renderebbero un Governo massimamente instabile.
Francamente credo che con questi presupposti, dovesse anche vincere l´Unione, non riuscirebbe a governare per più di 7 mesi.

E il Paese non può permetterselo!
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