Umberto Eco fa la morale a Internet

Riporto un frammento di un articolo di Umberto Eco, apparso sull´ Espresso:

Il caso di Wikipedia è peraltro poco preoccupante rispetto a un altro dei problemi cruciali di Internet. Accanto a siti attendibilissimi fatti da persone competenti esistono in linea siti del tutto fasulli, elaborati da pasticcioni, squilibrati o addirittura da criminal nazisti, e non tutti gli utenti del Web sono capaci di stabilire se a un sito bisogna dare fiducia o meno.

La cosa ha un risvolto educativo drammatico, perché ormai si sa che scolari e studenti spesso evitano di consultare libri di testo ed enciclopedie e vanno direttamente a prelevare notizie su Internet, a tal punto che da tempo sostengo che la nuova fondamentale materia da insegnare a scuola dovrebbe essere una tecnica della selezione delle notizie in linea – salvo che si tratta di un’arte difficile da insegnare perché spesso gli insegnanti sono tanto indifesi quanto i loro studenti.

Nota a Margine:

Eco dice che “non tutti gli utenti del Web sono capaci di stabilire se a un sito bisogna dare fiducia o meno“.

Bene. E cosa rende mai una “persona” capace di stabilire se a un sito bisogna dare fiducia o meno?

C´è bisogno di un tutore? Lo stabilisce il Professor Eco a chi dare fiducia e a chi no?

Non siamo forse “tutti” capaci di pensare e di ragionare con la nostra testa?

Non si tratta, forse, di pedagogia di cattivo gusto, e presuntuosa, nel caso di Eco?

Errori ed omissioni sono sempre possibili, e lo saranno sempre. Ma anche al di fuori di Internet.

Seconda considerazione:

Ma quando Eco dice: “esistono in linea siti del tutto fasulli, elaborati da pasticcioni, squilibrati“, ma non è che si riferisca a Grillo e a Luttazzi?

Secondo me, sì! 🙂

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