Bertinotti vuole “requisire” le terze case. Cosa pensare?

Fausto Bertinotti, leader del Prc, ha lanciato sul tappeto alcune proposte politiche, che il suo partito vorrebbe fossero attuate. Tra queste, una in particolare ha destato sgomento: espropriare quanti possiedano una terza casa, per darla a chi è privo di una casa di proprietà .Immediata la replica di Rutelli, che ha apostrofato le posizioni di Bertinotti come “scempiaggini”.
Al che Bertinotti, piccato ha risposto: “Rutelli sembra voler sbarrare la strada a soluzioni progressiste di problemi drammatici e di essere più attento alle paure dei ceti possidenti che alle ragioni dei ceti bisognosi“.

Ora, la questione incomincia a farsi seria. Francamente il sottoscritto è abbastanza disorientato. Non so come giudicare le farneticazioni di Bertinotti.

Cioè non so prenderle sul serio, o se invece continuare a pensare che Bertinotti “spari” delle gigantesche sciocchezze, solo per tenere buona la minoranza interna del suo partito, onde fargli digerire l´accordo di programma con l´Unione.

D´altro canto, giudicare le esternazioni di Bertinotti come delle boutade è troppo semplice e comodo. E sottovaluta un aspetto serio e preoccupante: Bertinotti parla di esproprio.
Bertinotti, cioè, parla di un intervento della Stato “contro” la proprietà  di alcuni cittadini, per “requisirgli” con la “forza” e contro il “diritto” i beni di cui è proprietario.

Io mi chiedo fino a che punto noi si possa continuare a considerare queste affermazioni, come delle sciocchezze demagogiche da campagna elettorale!

Bertinotti è un bambino? Bertinotti è un minus habens, un diversamente dotato, una persona autistica che dice cose di cui non capisce il senso?

Oppure Bertinotti è una persona perfettamente lucida, che non fa altro che mettere sul piatto dell´Unione, le politiche che vorrebbe fossero adottate in caso di vittoria del centrosinistra?

Perché se la verità  è quest´ultima, le cose allora cambiano. Diventano serie, e le affermazioni di Bertinotti devono incominciare ad essere giudicate per quelle che sono: un atto sovversivo contro una parte del popolo italiano.

Le dichiarazioni di Bertinotti, allora, devono essere considerate come un attentato alla democrazia, alla integrità  dell´ordinamento statuale, alle regole di convivenza civile che il popolo italiano, mediante i suoi rappresentanti in Parlamento, ha deciso di darsi.

Dobbiamo arrivare a queste conclusioni?
Io non so che pensare.

E non voglio credere, nemmeno per un istante, che sia in gioco la democrazia e la libertà !
Ma se Bertinotti continua su questo piano, io come faccio a far finta di niente?
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