Bertinotti Ministro del Lavoro: barzelletta o incubo?

Dunque, per nostra abitudine, noi si legge 2 quotidiani: il Corriere della Sera, e il Foglio.

Il primo lo si legge di giorno, prima di andare al lavoro, mentre il secondo, cui pure si dà  uno sguardo a prima mattina, lo si legge approfonditamente la notte, prima di andare a dormire.

Fatta questa premessa, ieri è accaduto questo: prima di andare a dormire si è notata un´informazione in prima pagina, nella parte del Foglio dedicata alle notizie in breve (non più di tre righi per ogni notizia), cui non si era prestata attenzione.

La notizia in questione, così veniva riportata: Prodi non ha escluso l´ipotesi di Bertinotti Ministro del Lavoro.

Il che di per sé non richiederebbe commenti, se però a leggere questo Blog vi fossero solo persone serie, cui sta a cuore lo sviluppo e la credibilità  del Paese.

Dato però che così non è (ebbene sì, questo Blog è letto anche da persone non serie), forse è giusto spendere giusto due paroline.

Dunque, Bertinotti al Ministero del Lavoro ovvero al Ministero del Welfare?

Bene, in Italia con questa ipotesi si tornerebbe ad andare in pensione a 51 anni. Si aggraverebbe nuovamente il deficit dell´Inps (che grazie a questo Governo è tornato in attivo dopo 40 anni), aumenterebbe il costo del lavoro, perché i contributi versati dalle imprese per ogni lavoratore, tornerebbero ad essere “spalmati” su un numero di annualità  lavorative più ridotte, con un incremento (come si è detto) del costo del lavoro per le aziende (ma Prodi non ha detto che vorrebbe ridurre il costo del lavoro?).

Nel nostro Paese, con Bertinotti Ministro del Welfare, correremmo il rischio di vedere estesa la norma dell´articolo 18 della legge 300 del 1970 (alias Statuto dei Lavoratori), anche alle imprese con un numero di dipendenti inferiore alle 15 unità .

Anche qui, aumenterebbe il costo del lavoro, le imprese a causa di quest´ultimo esporterebbero ancora di meno, la disoccupazione aumenterebbe, mentre i giovani in cerca di lavoro dovrebbero accontentarsi del lavoro in nero.

Con Bertinotti Ministro del Welfare è certo che sarebbe abolita la Legge Biagi.

Anche qui, questa legge (pur da molti contestata) ha significato per centinaia di migliaia di giovani, la possibilità  di trovare un lavoro. Flessibile certo, ma rispetto alla disoccupazione, più che onorevole.

Abolire la Legge Biagi vorrebbe dire riportare l´Italia indietro di 30 anni. Aumentare la disoccupazione, non riuscire a garantire più alle imprese (che hanno il diritto e non l´obbligo di assumere!) la possibilità  di adeguare il numero dei propri dipendenti al ciclo economico. Impedire il processo di ripresa economica del nostro Paese. Far diminuire il rating che le società  internazionali esprimono su tutte le economie nazionali.

Bertinotti Ministro del Lavoro e del Welfare?

Significherebbe, che ogni settimana sarebbe avanzata la necessità  di aumentare gli stipendi di una qualunque categoria del comparto pubblico o di quello privato.

Direte voi, bene!

Sì ma i soldi, dove li si prende?

Si aumentano le tasse?

E a chi?

Ai ricchi?

Ma i ricchi “veri” evadono il fisco, altrimenti sarebbero poveri!

Ai ricchi “onesti” che non evadono il fisco?

Bene, e state certi che anche i ricchi onesti incominceranno a non esserlo più onesti, e incominceranno a evadere anche loro il fisco! Con la possibilità  che il nostro Pil cresca ancora di meno! Con la conseguenza di avere: meno entrate, meno gettito fiscale e quindi meno servizi!

Ma poi, secondo voi, questi “famigerati” ricchi in Italia, sarebbero così tanti da garantire con aumento della pressione fiscale a loro sfavore, il rinnovo dei contratti di qualunque categoria si svegli la mattina e richieda più soldi?

Ma andiamo, siamo seri!

Le tasse verrebbero aumentate anche a voi. Sì proprio a voi, che magari guadagnate 25.000 euro lordi l´anno e per Bertinotti siete già  degli schifosi plutocrati!

Vogliamo parlare poi della possibilità , che Bertinotti richieda all´esecutivo di cui potrebbe far parte, di sequestrare le terze case sfitte?

Bene, sarebbe la guerra civile in Italia!

Bertinotti al Ministero del Welfare significherebbe, in ultima istanza, un aumento gigantesco della spesa pubblica, la tassazione dei Bot e Btp per chiunque abbia un minimo di risparmi investiti, un aumento del Debito Pubblico, un aumento della disoccupazione, una riduzione del Prodotto Interno Lordo.

Come, dite che sono una Cassandra?

Speriamo di non doverlo verificare!!!

° 

Leave a Comment