Quote rosa: se ne riparla la prossima legislatura

Dunque, incalzati da altre notizie, non abbiamo avuto modo di commentare l´approvazione da parte del Senato, della legge che prevede la istituzione delle cosiddette “quote rosa“.

La deliberazione del Senato non avrà  nessun effetto, perché la legge non è stata approvata anche dalla Camera dei Deputati, e quindi è poco più che lettera morta.

Tuttavia, ci preme sottolineare come questo provvedimento, a nostro modestissimo avviso, sia importante per il nostro Paese. Forse nella prossima legislatura, non si potrà  più far finta che il problema della presenza femminile in politica sia una cosa trascurabile.

A scanso di equivoci, e come già  abbiamo fatto qui, vogliamo riportare una statistica che indica la percentuale di donne presenti nei parlamenti nazionali dell´Europa:

La fonte è la Inter-Parliamentary Union.

I dati che esprimono la presenza femminile in percentuale, rispetto al totale dei parlamentari, questi:

1) Svezia: 45,3
2) Finlandia: 37,5
3) Danimarca: 36,9
4) Paesi Bassi: 36,7
5) Spagna: 36
6) Belgio: 34,7
7) Austria: 33,9
8) Germania: 31,8
9) Lussemburgo: 23,3
10) Lituania: 22
11) Portogallo: 21,3
12) Lettonia: 21
13) Polonia: 20,4
14) G. Bretagna: 19,7
15) Estonia: 18,8
16) Rep. Ceca: 17
17) Slovacchia: 16,7
18) Cipro: 16,1
19) Irlanda: 13,3
20) Grecia: 13
21) Francia: 12,2
22) Slovenia: 12,2
23) Italia: 11,5

24) Malta: 9,2
25) Ungheria: 9,1

Come dire, è abbastanza vergognoso che l´Italia sia al 23esimo posto, quanto a presenza femminile nel proprio parlamento. Soprattutto se si considera il fatto che tanti paesi europei, non certo ricchi ed evoluti come il nostro, hanno percentuali migliori: si guardino tutti i paesi del centro e dell´Est Europa. Questi sono paesi paragonabili a quelli del “Terzo Mondo”. Eppure sono messi meglio di noi, quanto a presenza femminile nei loro parlamenti.

Si può obiettare ogni cosa contro le quote rosa, ma poi si deve avere anche l´intelligenza di indicare “percorsi alternativi”, che riescano a garantire la partecipazione femminile alla politica.

L´assunto che le quote rosa siano ghettizzanti, è condivisibile.

Ma allo stato non esiste nessuna possibilità  alternativa per fare in modo che i partiti cedano “sovranità  politica” alle donne.

Né si può considerare sufficiente, il fatto che alcuni partiti come Alleanza Nazionale, per volontà  del suo Presidente Gianfranco Fini, abbiano deciso di “imporsi” de facto il meccanismo delle quote rosa, riservando 1/3 delle candidature alle donne.

Non basta. Non è sufficiente il gesto nobile di uno o più partiti.

Fin quando le donne non avranno sufficiente rappresentatività  politica nelle istituzioni nazionali, è giusto che i partiti siano obbligati ad applicare il meccanismo delle quote rosa.

Diversamente la Politica non cambierà .

E la Politica deve cambiare sempre, se non vogliamo un ritorno pericoloso a meccanismi partitocratici e vessatori contro il cittadino.

Per questo motivo, continueremo a spenderci su questo Blog, per la introduzione delle quote rosa.

E per questo motivo continueremo a esprimere la nostra vicinanza al Ministro Prestigiacomo, cui va dato atto di aver avuto su questa vicenda, una encomiabile fermezza. Sola contro tutti.

Ancora una volta siamo con lei Ministro Prestigiacomo.

L´appuntamento è solo rimandato alla prossima legislatura.

2 Responses to "Quote rosa: se ne riparla la prossima legislatura"

  • Luca says:
  • camelot says:
Leave a Comment