Prodi, voti uno prendi tre (sòle)

Vi riporto uno straordinario post di Parolibero:

1. Il camerata Romano Prodi, sempre più “Dio Patria e famiglia”, ha promesso 2.500 euro a ogni bambino sotto i tre anni, e fino all’età  di diciotto, se l’Unione salirà  al Governo. Perfino un’acqua-di-rose come Casini ha detto che l’ha sparata grossa. Significherebbe tirar fuori qualcosa come 1 miliardo e 250milioni di euro l’anno, per un totale di 22miliardi e 500milioni di euro, tre volte il Ponte sullo Stretto, che invece non si farà . Il fascistissimo Romano Prodi ha poi promesso la realizzazione di 3.000 asili nido in tre anni, quasi tre al giorno. Alalà !

2. Il liberista Romano Prodi ha invece promesso di abbassare di cinque punti percentuali la pressione fiscale, due miliardi di euro a punto, fanno dieci miliarducci da prendere “tassando le rendite”, anche qui non si sa come né dove. Come se “le rendite” fossero un tuttuno indistinto di avidi immobiliaristi alla Ricucci, e non comprendessero invece anche il pensionato che con la liquidazione ha comprato 20mila azioni Alitalia (e ora, tra l’altro, piange perché il titolo è crollato). Il Prode economista ha annunciato anche la riduzione dell’Ici, che tra l’altro è un’imposta comunale (dal 4 al 7 per mille del valore catastale). Come? Aggiornando gli estimi catastali, processo già  avviato dalla Cdl. Il vecchio che avanza.

3. Il cattolico nonché mancato vescovo Romano Prodi, sui Pacs, si barcamena tra il radicalismo di Rifondazione, Verdi e Rosa nel pugno e la prudenza della Margherita e di parte dei Ds. Quello che ne consegue è questo magistrale esempio di come un politico non dovrebbe mai parlare agli elettori: “L’Unione proporrà  il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà  alle persone che fanno parte delle unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità  di un’unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale. Va considerato, piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà ), la loro stabilità  e volontarietà . (programma dell’Unione, pag.72).

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