Al Manifesto i NaziFessi si dividono sulle bandiere d´Israele bruciate

Post cui prestare molta attenzione

Riportiamo dal Corriere della Sera:

Inconsueto. Rossana Rossanda nella pagina delle «lettere». Ieri, sul manifesto. Il giornale che ha fondato insieme a Valentino Parlato e Luigi Pintor. Che poi non era nemmeno una lettera, la sua: aveva il taglio, il tono di un commento politico. Difendeva una giovane compagna-cronista accusata, da alcuni lettori, di aver raccontato male il corteo in favore della Palestina organizzato dai Comunisti italiani e finito con la bandiera di Israele in fiamme. La difesa di Rossana Rossanda è lunga 68 righe. A pagina 10. Cioè uno, per leggersi la Rossanda, deve andarsela a cercare laggiù. Un fatto abbastanza raro.

E comunque, a memoria di redazione, è l’intervento in se che resta assolutamente sorprendente: la Rossanda che sul giornale difende qualcuno del giornale, e poi in questo modo, con questi toni. «Leggo sul manifesto del 22 febbraio tre lettere che accusano di opportunismo e inimicizia con il popolo palestinese la nostra giovane redattrice Sara Menafra per aver dato notizia delle gesta e degli slogan del gruppetto che alla fine della manifestazione per la Palestina hanno bruciato bandiere israeliane e americane.

Chi scrive è manifestamente dalla loro parte, e non dovevamo lasciare Sara Menafra sola a rispondergli. Lo faccio io». I lettori che hanno protestato scrivendo a via Tomacelli sono stati molti: sembra che gli scritti pubblicabili fossero però solo tre ed è in coda a quelli, martedì scorso, che c’era la risposta di Sara Menafra. «Ho raccontato quello che ho visto: c’è un pezzo della sinistra, presente alla manifestazione di sabato, che pensa che i popoli occupati abbiano il diritto di combattere per la loro libertà  con qualunque strumento e contro qualunque obiettivo». Sara Menafra si riferisce allo slogan «Dieci/cento/mille Nassiriya», oltre che ai vessilli incendiati e ai discorsi, durissimi, del sindaco di Marano, Mauro Bertini, e di Carlos Venturi, il coordinatore dei giovani Comunisti bolognesi, il quale parlando dei kamikaze che si fanno saltare a bordo di bus pieni di bambini, disse: «Bambini o non bambini, sono finezze da occidentali…».

Tutto questo la cronista ha raccontato nel suo articolo, tutto questo le è stato contestato. E non solo dai lettori. Anche molti compagni-colleghi, infatti, sono stati assai critici con lei. Non si può dire che la redazione si sia spaccata, perché confrontarsi e discutere è nella migliore tradizione del quotidiano comunista: certo però l’altro giorno i toni sono stati accesi. Chi le rimproverava di «aver posto domande ingenue». Chi avrebbe preferito «non dare conto di certi dettagli», come le bandiere bruciate e i cori sui carabinieri, «rispetto al senso generale della manifestazione». è evidente, a questo punto, come pesanti risultino le parole della Rossanda. Che scrive: «Non ho mai chiamato provocatori i giovani che si inseriscono in cortei che considerano troppo blandi… Non saranno provocatori ma sono certamente stupidi. Siamo nel 2006, ragionare non è un optional, ma una condizione per far politica». Parole relegate nella rubrica delle «lettere». Imbarazzo dell’ufficio centrale. Quanto ai direttori, Gabriele Polo è in Spagna: «Non so cosa stia accadendo al giornale…».

Mariuccia Ciotta più distensiva: «La linea di Rossana è la nostra. E, comunque, non m’è proprio venuto in mente di pubblicare il suo intervento in prima pagina… Avrei dovuto? Qualcuno è rimasto sorpreso?». Più di qualcuno. A cominciare da Valentino Parlato che, pur essendo stato al giornale per l’intera giornata di venerdì, non era stato avvertito. «Da un punto di vista, come dire? mercantile, si tratta d’un errore, perché una firma come quella di Rossana va messa in prima pagina. Certo, lì, a pagina 10, può sembrare una civetteria… il che, beh, può comunque avere un suo fascino giornalistico».

Nota a margine

Tre considerazioni: innanzitutto la nostra solidarietà  alla giornalista del Manifesto, Sara Menafra, per le accuse e gli attacchi che ha subito.

Ha dimostrato di essere una persona seria e onesta, e a lei va la nostra stima e la nostra riconoscenza.

La seconda considerazione: ma chi dice, come il coordinatore dei giovani Comunisti bolognesi Carlos Venturi, parlando a proposito dei kamikaze che si fanno saltare a bordo di bus pieni di bambini, “Bambini o non bambini, sono finezze da occidentali…“, è una persona civile e democratica?

Oppure è un imbecille che dovrebbe essere chiuso in una clinica psichiatrica, e cacciato da ogni consesso politico e democratico?

Terza e ultima considerazione: il sottoscritto non leggerà  nè commenterà  mai più Blog di persone comuniste, in cui non siano denunciati gli atti criminali di cui si sta parlando.

I blogger comunisti che non scriveranno post di denuncia contro i criminali che hanno bruciato le bandiere di Israele, urlato “10, 100, 1000 Nassirya”, o affermato che nelle Foibe sono morti solo “fascisti e spie”, saranno considerati dal sottoscritto “estranei e contrari” ai principi di Libertà  e di Democrazia.

Al pari dei Fascisti e dei Nazisti!

E io non leggo Blog di Fascisti e di Nazisti!

Né posso leggere Blog di NaziComunisti!

Siete al di fuori di quello che io chiamo “argine democratico“!

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