Consulta islamica italiana, stravincono i moderati

La Consulta islamica italiana ha approvato, a larghissima maggioranza (11 dei 16 membri hanno votato a favore, uno si è astenuto, due gli assenti e due i contrari), il Manifesto dell´Islam d´Italia.

In esso sono contenute dichiarazioni e posizioni molto importanti.

Innanzitutto si afferma: “Rigettiamo ogni forma di estremismo, fondamentalismo, violenza e discriminazione. Rifiutiamo il terrorismo quale strumento di lotta nel nome della religione o di una ideologia politica (andatelo a raccontare a Marco Ferrando di Rifondazione Comunista, ndr). Crediamo nella necessità  di debellare la radice ideologica dell´odio che, strumentalizzando arbitrariamente l´islam, ha finito per legittimare e diffondere il terrorismo nichilista e barbaro“.

E ancora: “Siamo contrari a ogni forma di proselitismo e predicazione che fomentino l´odio contro i cristiani, gli ebrei e gli occidentali, che rifiutino l´integrazione dei musulmani in seno alla società  italiana“.

Molto importante è lì dove si afferma: “La libertà  di coscienza e religiosa come valore universale fondante la convivenza in una società  laica e pluralista. Tale libertà  dovrebbe essere pienamente attuata e tutelata in ogni Paese musulmano“.

E ancora in modo inequivoco si ribadisce: “Il diritto di Israele a convivere al fianco di uno Stato palestinese indipendente nella pace e nella sicurezza reciproca“.

Così come si chiede: “La piena trasparenza nella gestione finanziaria delle moschee” e che “i sermoni tenuti nelle moschee siano in lingua italiana“.

Noi di queste dichiarazioni siamo ovviamente felicissimi.

Così come ci si augura che lo siano, coloro che non sanno distinguere tra Islam fanatico e integralista, e Islam moderato: quest´ultimo esiste, e in Italia è maggioritario!

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