Rassegniamoci all´evidenza: le elezioni le abbiamo già  perse

A meno che non si verifichi un miracolo, le elezioni le abbiamo già  perse.

Passano i giorni e questa sensazione prende il sopravvento nei miei pensieri e nelle mie valutazioni. Fugando le residue speranze.

Fino a due settimane fa ero ancora convinto che si potesse “gareggiare”, che una residua possibilità  di vittoria rimanesse in vita. Ma questi ultimi giorni sono stati contrassegnati da un susseguirsi inequivocabile di segnali, piccoli e grandi, e tutti tesi ad evidenziare l´inutilità  di ogni sforzo prodotto per ribaltare l´esito pronosticato.

L´outing di Paolo Mieli è uno dei segnali più importanti che si sono prodotti di recente: se il primo quotidiano del Paese, giornale per definizione “liberale” e filogovernativo, prende posizione in modo così smaccato per il centrosinistra, vuol dire che il blocco sociale cui il CorSera fa riferimento, ha deciso di voltare pagina. E di chiudere il capitolo Berlusconi, una volta per tutte. E quello che “decide” il CorSera, per molti italiani è giusto per definizione e va assecondato. A priori.

D´altro canto, quel perverso meccanismo ad orologeria che da anni infesta la vita politica nazionale, chiamato “magistratura imparziale”, questa scheggia impazzita, questa “minaccia di Colpo di Stato permanente”, anche questa volta ha rinunciato a smentirsi, e ha sferrato di nuovo il suo attacco: sotto indagine Storace, sotto indagine Moffa (sottosegretario di An, indagato per fatti che risalgono al 1994!), sotto indagine Cesa, Segretario dell´Udc, e sotto indagine, “ovviamente”, Berlusconi.

E come sempre tutto è casuale, la coincidenza di queste indagini con la scadenza elettorale, la violazione del segreto istruttorio a mezzo stampa e per mezzo del Corriere della Sera, schizzi di fango e di letame che ci vengono gettati addosso, e noi che oramai siamo incapaci di reagire: stanchi come siamo, di sentirci sempre “soli” contro “tutto contro”.

Abbiamo abbassato la guardia. Deposto i guantoni.

La campagna elettorale

Se non fosse per Berlusconi, cui va dato atto di essere uno straordinario combattente, un ottimista e un “visionario” puro (nell´accezione più nobile del termine), uno che non demorde mai, questa campagna elettorale sarebbe caratterizzata, a Destra, dal niente più totale:

duole dirlo, ma Fini (per cui noi ci si è spesi e ci si spenderà  sempre) sta conducendo una campagna elettorale insignificante, senza stile e senza convinzione. Non sento in giro nulla che mi faccia immaginare un buon risultato elettorale per An.

Fini non sta prendendo il volo tra la gente. Colpa di una campagna elettorale che si è “deciso” di condurre in tono minore.

E quando le campagne elettorali si fanno in tono minore, vuol dire che si è già  convinti di perdere.

Il mio amico Roberto Menia, oggi responsabile per la Propaganda di An, non si è affatto “speso” per una campagna “pubblicitaria” (mi si perdoni l´espressione abominevole) degna di nota: i manifesti sono squallidi e ripetitivi. Non hanno una “qualità  estetica” pregevole. Sono raccogliticci, modesti, incapaci di far presa.

Non solo non stanno aiutando Fini, ma rischiano di fargli fare una pessima figura.

Occorrevano e occorrono dei video, degli “spot”: ben girati, giusta luce, Fini sempre in evidenza, immagini capaci di trasfondere in chi li guarda, sensazioni rassicuranti e coinvolgenti. Una visione per il futuro. Un´idea e perché no: un sogno, ma raggiungibile.

Si sarebbe dovuto “guardare in casa d´altri”: i Ds, ad esempio, con i video della famiglia Spera, hanno realizzato un prodotto davvero interessante e di qualità .

Capace di coinvolgere e di rassicurare allo stesso tempo.

Noi non siamo stati capaci, invece, di produrre niente di lontanamente paragonabile.

L´Udc non si “vede” in giro. Neanche Casini sta brillando per qualità  e incisività .

Ma si sa, i Democristiani hanno “altri modi” per fare campagna elettorale e prendere voti. Per cui, non può mai esser detta l´ultima parola.

Per inciso, solo Berlusconi sta indovinando qualche mossa. Solo Berlusconi sta dicendo cose giuste e valide, solo Berlusconi sta lottando!

Ci aspettano mesi bui

Aprile, maggio e giugno, per noi del centrodestra, saranno mesi caratterizzati da una serie di sconfitte senza precedenti. Con il pericolo che la coalizione si sfaldi, e che nascano frizioni e rotture al suo interno.

Dando ormai per scontato l´esito delle elezioni politiche di aprile, anche le elezioni amministrative di maggio avranno un eguale esito:

è difficile pensare che la maggioranza degli elettori, ove mai decidesse di mandare a casa il centrodestra ad aprile, possa poi ripensarci un mese dopo, premiando la stessa coalizione nel voto amministrativo.

Ma qui può esserci una sorpresa favorevole per noi: non è infatti da escludere che gli italiani, presi da una “botta improvvisa d´intelligenza”, rendendosi conto che tutto il Paese è in mano al centrosinistra, decidano di controbilanciare il tutto dando il proprio voto al centrodestra. L´esito delle amministrative, forse è ancora aperto. D´altra parte, i leader del centrodestra hanno deciso di evitare l´Election Day proprio per questa ragione!

Un altro esito invece scontato, è quello del referendum confermativo sulla riforma costituzionale, che si svolgerà  a giugno.

Parliamoci chiaramente: noi del centrodestra, in tutti questi mesi e questi anni, non siamo riusciti a spiegare agli italiani la bontà  della Riforma. E pensiamo davvero di poterci riuscire in meno di un mese?

Ma andiamo, a chi la raccontiamo!

E da quell´esito dipenderanno i problemi veri del centrodestra: la Lega sa già  che il Referendum non avrà  esito favorevole.

Come sa già , che soprattutto An e Udc, non si spenderanno tanto per riuscire a far passare il Referendum. E allora sarà  rappresaglia e scontro interno.

D´altra parte, e non a caso, la Lega ha già  dichiarato per bocca del suo leader, che se il centrodestra dovesse perdere le elezioni di aprile, si riterrebbe “libera”, e quindi svincolata dalla coalizione.

Il problema Forza Italia

Il problema dei problemi per il centrodestra, è la tenuta elettorale di Forza Italia.

Non se ne dolga nessuno, ma Forza Italia è davvero un Partito di Plastica.

Ho avuto modo di conoscerla dal di dentro, perché due mie ex vi lavorano a vario titolo.

Come dire: Forza Italia non ha militanti e dirigenti politici (con pochissime e rarissime eccezioni), diciamocelo senza timori.

Forza Italia ha segretarie e centraliniste, che “svolgono” le mansioni tipiche dei militanti e dei dirigenti politici: ma senza averne la competenza, la passione e la preparazione.

Se Berlusconi “crolla” e lascia Forza Italia, nessuno sarà  in grado di sostituirlo.

E´ notizia di oggi, che Berlusconi ha dichiarato che se sarà  condannato per la nuova indagine “casualmente” avviata in prossimità  del voto, lascerà  la politica: praticamente una tragedia!

Chi lo sostituirà ? Tremonti?

Per cortesia, non prendeteci in giro.

E´ talmente naif e “ingiustificatamente” pieno di sé, che forse dovrebbe essere mandato a pelare patate. In attesa di capire che esiste una profonda differenza, tra il fare politica e il fare il clown/battutista in televisione!

Un bagno di umiltà , giovanotto: è colpa tua se non siamo stati in grado di fare anche solo un minimo di Rivoluzione Liberale e Liberista. Tua e delle tue sciocchezze sul Colbertismo! Ma d´altronde sei un avvocato, mica un economista. Che c**o ne capisci di economia?!

Cicchitto e Bondi, con tutto il rispetto, nemmeno li prendo in considerazione, perché sono persona seria e di buongusto.

Formigoni forse può fare qualcosa: ha appeal, presa. Addirittura sembra una persona perbene. Il che per un ex democristiano è una qualità  rarissima!

Fossi un “mammasantissima” di Forza Italia, m´impunterei già  da ora su Formigoni leader. Il futuro va sempre pianificato, altrimenti ti si presenta nella forma di una sequela continua di iniezioni di cemento armato nel retto!

Pera…Pera…Pera…sta lavorando per il suo futuro, di sicuro!

Si vede già  come uno dei padri nobili del futuro partito unico di centrodestra.

Aiutato da Antonio Socci e Giuliano Ferrara, s´è inventato questa storiella del Movimento per l´Occidente.

D´altronde, quando hai fatto il Presidente del Senato e hai settant´anni, o ti ritiri a vita privata o ti candidi a fare il Presidente della Repubblica.

Siccome però nessuno lo ha nemmeno preso in considerazione, come ipotetico candidato del centrodestra per il Quirinale, lui s´è creato il “giocattolino”. Il passatempo dalla parvenza “nobile e pura”.

Ma ca´, nisciun´ e´ fess´!

E se il centrosinistra non darà  vita alla svolta Zapatera, il centrodestra di sicuro accantonerà  la svolta teocon del Manifesto per l‘Occidente!

Anche perché ogni realtà  esiste grazie al suo contrario, e ogni azione genera una reazione eguale e contraria. Chiaro il concetto?

Stiano tranquilli i miei amici laici del centrodestra (laici come il sottoscritto).

Partito Unico

E qui i miei timori si fanno ancora più forti.

Mentre infatti fino ad un mese fa, ero convinto che il Partito Unico di centrodestra fosse cosa certissima, ora invece mi si insinuano dei dubbi.

La Lega non parteciperà  ad esso, ma questo s´è sempre saputo.

Il problema vero è l´Udc. Perché questi qui, all´opposizione non sanno starci. Al potere difficilmente rinunciano, e “sento” che difficilmente aderiranno al Partito Unico.

Proprio per avere le “mani libere”, e per potersi magari giocare un ruolo di “paracadute istituzionale” del centrosinistra. Qualora l´Unione dovesse avere delle lacerazioni interne che dovessero farle perdere l´appoggio di qualche partito.

L´identità  poi del futuro Partito Unico, è una delle cose che mi angoscia di più.

Vedo tramontare il sogno del ‘94, la Rivoluzione Liberale e Liberista mi sembra più che accantonata, e non so immaginare una Identità  veramente “accattivante” per il futuro partito unitario.

Se abbandoni la “via maestra” del Grande Partito Liberale, cosa ti rimane?

Una Democrazia Cristiana in salsa terzo millennio?

Da qui non si scappa! E questo è il problema.

In conclusione, immagino che qualcuno mi dirà : “Camelot, ma sei troppo pessimista!”.

Amici miei, nella vita, uno o nasce ottimista o nasce intelligente.

E io non “nacqui” ottimista!

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