Un Blog a Baghdad

Da Repubblica:

Non ha un nome, non ha un volto, ma è candidata al Samuel Johnson Prize, uno dei più prestigiosi premi di letteratura ispirata alla realtà  d’Inghilterra. Si fa chiamare Riverbend, ovvero ansa del fiume, e tre anni fa ha creato un blog: Baghdad burning. Perché lei è irachena, e da quando ha lasciato il suo impiego presso un’azienda di software per paura di incappare in una bomba lungo il tragitto casa-lavoro, il computer lo usa per tenere aggiornato il suo blog.

Sarcastico, disperato, con qualche sporadica incursione nella politica, nel 2005 ha avuto l’onore della pubblicazione grazie all’editore Marion Boyars Publisher, l’unico che ha il privilegio di conoscerla. L’autrice nominata infatti, all’esordio del suo blog ha scritto: “Sono di sesso femminile, ho 24 anni e sono irachena. E’ tutto quello che avete bisogno di sapere, ed è tutto quello che importa sapere in questi giorni”. Del libro, che ha lo stesso titolo del blog, uscirà  una seconda tra aprile e marzo.

Lei, che si autodefinisce anche la “ragazza-blog dell’Iraq”, nel suo ultimo intervento datato 18 marzo, si è lasciata andare ad un commento generale sui cambiamenti subiti dal suo paese in questi tre anni di guerra. Come molti dei suoi connazionali è preoccupata per l’astio crescente che divide sciiti e sunniti, un fenomeno, riporta Riverbend, che durante la sua infanzia si intravedeva appena. Una guerra nella guerra ormai diventata “un’abitudine”.

“Anche i più cinici e accaniti critici del conflitto non sono riusciti ad immaginare come si sarebbe ridotto il mio paese dopo tre anni. Che Dio ci protegga dal quarto”, e l’aiuti ad avvicinarsi al traguardo del premio che mette in palio la bellezza di 53mila dollari.

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