Bassolino sarà  rinviato a giudizio per abuso in atti d´ufficio

Riportiamo un articolo apparso a pagina 7 del Corriere del Mezzogiorno, in data 11 aprile 2006, e a firma Gianluca Abate:La Procura di Napoli deve chiedere il processo per il governatore Antonio Bassolino, il suo precedessore Andrea Losco e ventidue tra ex assessori e funzionari. Ordine del giudice per le indagini preliminari, che ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dallo stesso pm e ha formulato l´imputazione coatta di abuso d´ufficio nell´ambito dell´inchiesta sugli incentivi ai dipendenti regionali che sarebbero stati distribuiti a “pioggia”.

Il provvedimento è stato depositato dal gup Rosanna Saraceno, ed ora il pm ha dieci giorni di tempo (ma il termine non è perentorio) per formulare una richiesta di rinvio a giudizio che dovrà  essere valutata da un altro gup.

L´inchiesta è quella che fu avviata dalla Procura di Napoli (e coordinata all´epoca direttamente dall´ex capo dei pm Agostino Cordova) e su due delibere, una del 3 marzo 2000 (giunta Andrea Losco) e una del 9 novembre 2001 (giunta Antonio Bassolino).

Atti che, scriveva la Procura, “disponevano illegittimamente l´erogazione di trattamenti economici della produttività “, premi che sarebbero stati distribuiti a tutti, “prescindendo dall´applicazione di criteri e metodi di selezione”.

Questo meccanismo, stando sempre alla vecchia tesi della Procura (gli indagati furono interrogati tra il 10 e l´11 maggio del 2004), avrebbe procurato un “illecito vantaggio patrimoniale ai dipendenti non legittimati a ottenere trattamenti economici incentivati” e un “danno intenzionale ai dipendenti più meritevoli”, che “avevano diritto alla suddivisione tra loro dei fondi stanziati” e che invece avrebbero ricevuto meno soldi “per effetto della generalizzata distribuzione”.

Il problema, stando al pm titolare dell´inchiesta Francesco Soviero e agli stessi difensori (avvocati Giuseppe Fusco, Riccardo Polidoro, Alfonso Furgiuele e Bruno Von Arx), è che per contestare l´abuso d´ufficio c´era da provare l´”intenzionalità ” degli amministratori nel procurare l´ingiusto vantaggio ai dipendenti, intenzionalità  non ravvisabile nelle azioni di Bassolino, Losco e degli altri ventidue indagati.

Una “condotta troppo generica per poter ipotizzare che fosse volta ad avvantaggiare qualcuno”, scrive la Procura nella richiesta di archiviazione depositata l´8 settembre 2005. E respinta dal giudice che avrebbe dovuto chiudere il caso.

Ricordiamo che questo articolo, firmato da Gianluca Abate è apparso a pagina 7 del Corriere del Mezzogiorno in data 11 aprile 2006.

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