Il centrosinistra non potrà  fare l´esproprio/rapina. I pessimi risultati dei Ds e della Margherita consigliano prudenza. Per questo sono soddisfatto del risultato elettorale: puntata n.3

Allora, i Ds e la Margherita hanno ottenuto un risultato di una tale modestia, che dubbi non possono esserci sul fatto che in Italia non si governi “contro” il ceto medio e senza il suo appoggio.Il grande talento dell´immortale Caimano, si è manifestato appieno nel comprendere quanto rilevante fosse l´autogol, che a pochi giorni dal voto l´Unione stava compiendo: gli italiani (almeno in buona parte) considerano illegittimo l´aumento della pressione fiscale, e non tollerano (sia che votino a destra, sia che votino a sinistra) che qualcuno parli loro di aumento delle tasse.

La questione sembrerebbe banale e scontata. E tuttavia così non è: se i Ds e la Margherita si sono lasciati trascinare nel “paranoico” tunnel della “questione fiscale”, dal Parolaio Rosso Bertinotti, è perché non avevano minimamente idea del fatto che anche i loro elettori considerassero immorale l´aumento della pressione fiscale.

La “rapina” non piace a nessuno. La reintroduzione della tassazione sulle successioni (ma soprattutto quella sulle donazioni) non piace ad alcuno.

La storiella del “grande patrimonio” individuato nei 180.000 euro, definiti tardivamente da Rutelli come il valore economico di un pollaio, ha fatto ridere tutti: e ha definito un singolare esercizio di falsità  e di menzogna cui i Ds e la Margherita si son dovuti piegare.

Come si fa a definire grande patrimonio una somma che, con una liquidazione ed un appartamento può essere raggiunta (e superata) “quasi” da chiunque?

Ma non basta.

Parlare di grande patrimonio, come ha fatto Prodi per correggere il tiro, riferendosi ad una somma di “qualche milione di euro” è ancora più grottesco: un conto sono 2 milioni di euro, che è una somma che milioni di italiani “raggiungono”, un conto sono 100 milioni di euro, che al massimo qualche centinaia di migliaia di italiani mette assieme.

Sta di fatto che gli italiani, miracolosamente, hanno capito che li si voleva coglionare. E hanno reagito di conseguenza.

Una parte degli indecisi appartenenti al famigerato “ceto medio” ha votato CdL.

La Margherita è apparsa come un partito affatto moderato: qualcuno dovrebbe fare una reprimenda a Rutelli, e spiegargli che non basta essere “piacione” per convincere la gente. Occorre anche essere credibile, e soprattutto sobrio!

Mentre il continuo dileggio dell´avversario, pratica in cui Rutelli si è cimentato per diversi mesi come un capo comico, è una roba da provincialotto egoriferito, che crede che qualunque cosa egli faccia, vada bene. Curare l´ego di Rutelli è la prima cosa che consiglierei alla Margherita.

Non lo so, magari se lo si manda in un convento, dove non ci sono specchi ma c´è un´ottima acustica, forse impara ad “ascoltare” ciò che dice, senza farsi trarre in inganno dalla sua accattivante apparenza, e la prossima campagna elettorale la “gioca” meglio: a´ Rute´, nun´ stai a fa´ più er Radicale mangiapreti e fancazzista, stai a fa´ er Segretario di un partito de´ ex democristiani. Ma che te credi, che leccà  er culo a Ruini è sufficiente a´ convince li moderati? Annamo…

Veniamo ai Ds. E qui la questione si complica.

Un partito post comunista e deideologizzato soffre inevitabilmente di una crisi di identità  (speculare è la situazione di An di cui parlerò nei prossimi giorni), e di consensi.

Definire cosa voglia dire essere diessini è davvero difficile: a quale categoria di soggetti rivolge principalmente le proprie attenzioni? Al mondo del lavoro subordinato? Al ceto medio “riflessivo” che ha il cuore a sinistra ma il portafogli a destra?

Quale modello di società  propone: quello in cui si lotti contro la povertà , o quello tragico e pericoloso di Bertinotti, che vuole si lotti “contro la ricchezza”?

I Ds considerano il “mercato” un problema da correggere? O una fonte di ricchezza per tutti se lo si riesce a far “girare”?

Questi quesiti, nell´era della detronizzazione delle ideologie, e nell´era della “suggestione liberale” di stampo berlusconiano, devono trovare risposte certe e chiare.

Il pencolare incerti, tra una posizione e l´altra, tra una tendenza dirigista ed una moderatamente liberale, scontenta tutti: e crea una grossissima mobilità  elettorale, tra partiti di sinistra moderata e democratica, e partiti massimalisti, radicali, e poco avvezzi alla “democrazia compiuta”. Mi spiego meglio.

I Ds hanno realizzato una pessima performance probabilmente per due motivi: non sono riusciti a convincere il ceto medio riflessivo (sempre con il cuore a sinistra, ma il portafogli a destra), e in più non sono apparsi convincenti e chiari, a quell´elettorato di lavoratori dipendenti, che ovviamente ha considerato più rassicurante la posizione dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista: quest´ultimi vogliono rigidità  nel mercato del lavoro, che ad una parte dei lavoratori dipendenti vicini ai Ds, appare garanzia di sicurezza.

I Ds non sono riusciti a esprimere una visiona organica e compiuta della società , in cui “tutti i mondi sociali” (tutti i ceti), trovino la loro perfetta integrazione, senza forma alcuna di contrapposizione drammatica: invece sono apparsi poco “moderni” al ceto medio riflessivo, che brama certo una sinistra kennedyana, ma a patto che non la tiri lunga con l´avversione al mercato e al legittimo desiderio di ogni individuo di arricchirsi.

E viceversa (e sempre per il fatto di oscillare tra posizioni contrapposte) sono apparsi a taluni elettori legati ad una idea “desueta” di sinistra, poco ortodossi e troppo “liberal”.

Questo è il dramma dei Ds: il fatto di essere un Erma bifronte che guarda avanti, ma che ancora non riesce a fare a meno di rivolgere il proprio interesse al passato. A modelli sociali “superati e sconfitti”, a una vecchia idea di politica “concertativa”, che per accontentare tutti finisce per non risolvere strutturalmente alcun problema.

I Ds devono prendere la “leadership” culturale della Sinistra italiana, e tornare a spiegare il mondo ai propri elettori, come avveniva in passato con il Pci.

I Ds devono far comprendere ai propri elettori che il mercato non è un crimine, che il mercato produce ricchezza per tutti, che la vita non è una tragica iattura in cui sia ovvio e naturale soffrire, e che il mercato, per l´appunto, si propone proprio questo: rendere tutti più “liberi” e più “eguali”, distribuendo ricchezza in base al “merito”.

I Ds invece traccheggiano, rimandano il “chiarimento” a tempi più maturi. Però gli anni passano, la crisi economica italiana non si supera, e se non si è tutti più liberali (questo è il dramma del paese, l´assenza di politiche veramente liberali) non si riuscirà  definitivamente a “curare” l´economia del Paese.

Comunque, e proprio per questi fatti, i Ds e la Margherita hanno perso “complessivamente” consensi (anche se poi si racconta la storiella molto falsa, del buon risultato della lista unitaria, una balla!).

E questo ha già  indotto i vertici dei due partiti ad una presa di coscienza: lo ha detto Rutelli e lo ha fatto capire Fassino, nessuno governerà  con la “clava” dell´aumento della pressione fiscale.

Nessuno dei due principali partiti della coalizione, blandirà  più con tanta enfasi l´argomento del “riallineamento delle aliquote”. I due principali partiti dell´Unione, innanzitutto la Margherita, devono recuperare “credibilità ” presso il ceto medio.

E stai cazzo che si permetteranno di rapinare gli italiani!

Governeranno con circospezione, usando il tempo del “potere” per recuperare consensi, soprattutto “moderati”. Faranno di tutto per non impaurire il mondo produttivo. Saranno “moderati”.

E qui verrà  il divertente: perché Bertinotti, paraculo e fortunato, lì dove l´Unione è più debole ha più consensi, e questo potrebbe portarlo ad essere più massimalista, in forza dell´enorme potere di ricatto che l´elettorato gli ha dato.

Ma siccome i Ds e la Margherita devono recuperare consensi tra i moderati, stai cazzo (di nuovo!) che accontenteranno Rifondazione Comunista: anzi proprio il fatto che i Ds e la Margherita debbano recuperare consensi moderati, li spingerà  a rispondere “picche” a Rifondazione. Qualunque cosa di massimalista essa reclami.

E di ciò sono contento, perché è interesse del Paese che le politiche “comuniste” non siano attuate.

Ma ancora più contento sono, per il fatto che questo prevedibile “duello” tra i Ds e la Margherita da una parte, e Rifondazione (ma anche Verdi e PdCi) dall´altra, renderà  più celere il “transito di governo” dell´Unione: perché più rapidamente e facilmente si capirà  che non ci sono le condizioni per governare.

La Margherita, c´è da scommetterci, radicalizzerà  lo scontro con Rifondazione Comunista, per recuperare consensi moderati, e quando sarà  convinta di poter essere premiata a sufficienza dagli elettori, spingerà  perché si torni a votare (incassando il bottino).

E in men che non si dica (e senza che ce ne si accorga), noi del centrodestra ritorneremo al governo.

Sic et simpliciter.

A proposito, ma se il nostro governo Berlusconi è stato un fallimento, perché mai abbiamo preso anche più voti del 2001? 🙂

Fine della puntata n.3

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