Sora Lella, la principessa di Rifondazione Comunista

Gabriella Faglio Bertinotti (detta Lella), moglie di Fausto, a proposito della poca dimestichezza del subcomandante di Rifondazione con le questioni del popolo (poca dimestichezza che ovviamente lo accomuna a Giovanni Agnelli), ha detto: “Ah, Fausto ha detto che lui non sa nulla di case, Ici, bollette? Non mi stupisco, le faccende pratiche sono sempre toccate a me, lui è come un viandante, uno di passaggio, arriva, guarda e dice: però, che bella cosa hai fatto..“.Come la capisco sora Lella, ma cosa vogliono questi pacchiani di proletari, che noi si faccia la fila come dei comuni mortali per pagare le bollette? E che le abbiamo a fare le colf o le mogli, noi?

In risposta poi all´illazione, in base alla quale il Parolaio Rosso avrebbe acquistato un mega villone con piscina in Umbria, la sora Lella risponde: “Sono 140 metri quadrati, era una casetta di contadini che ho restaurato, le stanza piccole, niente di che“.

Ma che cafoni e che invidiosi questi giornalisti della malora! Ma come osano gettare fango sul subcomandante, e poi per cosa: una casetta di 140 metri quadri, che per di più era di contadini, e che per gente come noi al massimo basta come ripostiglio per i nostri costumi da mare?

Che volgari!

E poi l´affondo subdolo, quello che riguarda l´abbigliamento griffato e prezioso dei due piccioncini rossi, proprio non va giù alla sora Lella che sbotta: “Non sono firmata (che per voi pacchiani che ignorate il linguaggio delle persone di mondo, significa “non vesto con abiti firmati”, ndr) mi vesto come mi pare e compro quasi tutto dalla mia amica Francesca, moglie di un magistrato che crea abiti per i negozi“.

E ancora, a proposito dell´ultimo elegantissimo gessato del Parolaio Rosso, la sora Lella risponde: “E´ un omaggio di Mariano Rubinacci, il grande sarto napoletano. Non vedo cosa ci sia di grave“.

Ma Lella, amove mio, ma lascia pevdeve questi buzzuvvi gvossolani, che confondono gli stvaccetti che noi usiamo per andave a fave due passi, con abiti costosi! Non è possibile giustificavsi solo pevchè si indossa una vobbina da 3000 euvo.

A pvoposito amove, quest´anno stavo pensando di cambiavmi il Baia e di pvendevmi un Benetti d´epoca, che dici, ti aggvada? Adovo i tuoi consigli!

Adovo!

E poi l´offesa più grande per la moglie di un Comunista: essere andata prestissimo in pensione. E qui offesa, la sora Lella replica: “Ho lavorato trent´anni filati, sono andata via nel 1997, pochi sanno che prendo 860 euro al mese. Ci sono persone che hanno lavorato dieci anni meno e prendono di più“.

Giusto amove mio! Ma vedi un po´ se devi stave a vaccontave i fatti tuoi a degli stvaccioni di pvecavi, che si scandalizzano pevchè hai addivittuva lavovato 30 anni. Ma che pensano, che gente come noi possa fave il Co.Co.co a vita?

E poi, amove, diciamocelo fvancamente: ma pev noi che sono 860 euvo? Al massimo l´argent de poche che usiamo pev comprave i fevvevo rochè!

Ma che vogliono questi buzzuvvi di invidiosi che non sono altvo!

Pacchiani!

A proposito, amove: vi aspetto sabato a Povtofino. Così festeggiamo Fausto.

Adovo!

3 Responses to "Sora Lella, la principessa di Rifondazione Comunista"

  • francesca says:
  • camelot says:
  • er compagnazzo de sor Peppone says:
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