I parlamentari eletti all´estero ci costano 100.000 euro al mese

Dunque, com´è più che noto, da questa legislatura il nostro parlamento si avvale (se così si può dire) della partecipazione e del contributo di parlamentari eletti all´estero. Questa innovazione dipende (a voi stabilire se sia un bene o un male) dall´esito in fine positivo, che ha avuto la pluridecennale “battaglia” politica, condotta dall´ex Ministro per gli Italiani all´Estero Mirko Tremaglia.Ciò che qui si vuole analizzare è l´aspetto più cinicamente materiale di questa innovazione: quello dei costi per la collettività .

Perché è pacifico che la presenza di parlamentari che risiedono all´estero, produca dei costi aggiuntivi per il contribuente italiano. Costi che, tra l´altro, sono considerevolmente più elevati di quelli che dipendono dai parlamentari che risiedono nel nostro territorio.

Bene, veniamo al dunque.

I parlamentari eletti all´estero sono 18 in tutto: 12 sono i Deputati e 6 i senatori.

La voce di spesa più rilevante “prodotta” da questi nuovi “rappresentanti del popolo”, è sicuramente costituita dalle spese di “trasporto”. Che per ciascuna di queste persone si traduce in spese per il viaggio in aereo.

La “copertura” del viaggio in aereo per i 18 parlamentari, dovrebbe costare (e il valore è arrotondato per difetto) 27 mila euro e mezzo a trasferta. Trasferta che dovrebbe essere settimanale.

Il che equivale ad un costo mensile, per il contribuente, superiore ai 100.000 euro.

D´altra parte, che queste spese di viaggio debbano essere sostenute dalla collettività  (anche per i parlamentari eletti all´estero) lo si desume dall´articolo 69 della Costituzione, e dalla legge 1261 del 31 ottobre 1965 (che quantunque “elaborata” solo per i parlamentari nazionali, si applica in via analogica anche agli eletti all´estero).

Ma i costi non finiscono qui.

Eh già , perché c´è da risolvere la questione della “diaria”, vale a dire dell´indennità  per le spese di soggiorno. Che ad oggi è pensata per un parlamentare che permanga nella capitale 3 o 4 giorni. E che nella capitale arrivi dall´Italia.

Più complessa è la questione quando il parlamentare provenga ad esempio da Buenos Aires.

Come chiarisce Romano Comincioli, questore del Senato:

Nelle prossime settimane bisognerà  ridefinire tutti i parametri del trattamento economico“.

E questo, gioco forza, implica che si metta mano ai regolamenti di Camera e Senato.

C´è già  chi dice che per i nostri eletti all´estero, sia necessario prevedere un indennizzo maggiorato rispetto ai parlamentari eletti in Italia. E noi contribuenti a pagare!

Analizziamo quindi nel dettaglio, il costo per il trasporto aereo dei senatori eletti all´estero, i quali più dei loro colleghi deputati, sono indispensabili alla sopravvivenza del governo Prodi:

Claudio Micheloni, che proviene da Cortaillod in Svizzera, ci costerà  216 euro. Questo il costo di andata e ritorno per Roma.

Edoardo Pollastri, che risiede a Higieno Polis, San Paolo del Brasile, ci costerà  1.589 euro a trasferta.

Il senatore Renato Turano, residente a Burr Ridge nell´Illinois (Usa), ci costerà  (se dovesse scegliere un volo in classe economica) 2.150 euro.

Nino Randazzo, che vive a Essendon-Melbourne (Australia), ci costerà  1.494 euro a trasferta.

Luigi Pallaro (che da indipendente ha votato la fiducia al governo Prodi), risiede a Buenos Aires (Argentina), e la sua trasferta ci costerà  la bellezza di 4.309 euro.

Per ultima c´è la senatrice della CdL, Antonella Rebuzzi. La quale, ironia della sorte, vive a Mosca. Per la sua trasferta, il contribuente italiano dovrà  sborsare 799 euro (e sempre che scelga di viaggiare in classe economica).

Si tratta ovviamente di una stima. Una stima profondamente arrotondata per difetto. In quanto a nessuno degli eletti è fatto obbligo di viaggiare in “classe economica”. Al loro buon senso è affidato una parte del contenimento dei costi per la politica italiana.

In ogni caso, domani dovrebbe esservi l´incontro tra i questori della Camera e gli eletti all´estero. Per discutere delle “richieste” di quest´ultimi. Successivamente vi sarà  l´incontro per gli eletti al Senato.

L´auspicio, ovviamente, ed è banale dirlo: è che questa gente non richieda “trattamenti economici” troppo esosi.

Noi comunque staremo a vigilare!

° 

° 

P.S.: le informazioni contenute in questo post, sono state tratte da un articolo di Elisa Calessi apparso sul quotidiano Libero di ieri (domenica 4 giugno 2006).

° 

Tracked back to Mark My Words, Bloggin´ Outloud, third world county, Committees of Correspondence

° 

° 

8 Responses to "I parlamentari eletti all´estero ci costano 100.000 euro al mese"

Leave a Comment