L´Istat e Montezemolo parlano di ripresa. D´Alema di nuove tasse

Allora, la situazione è questa: l´Istat continua a segnalare una discreta ripresa economica da più di un mese a questa parte.° 

° Non si può non notare la singolare coincidenza per cui il governo Berlusconi è stato defenestrato, e da quel momento la “stampa ufficiale”, la “stampa di regime”, da che fino al giorno prima diceva che l´Italia era sul baratro di una crisi economica senza precedenti (famiglie impossibilitate ad arrivare a comprare latte e pane, alla cosiddetta “quarta settimana”, “crisi da paese sudamericano” ecc. ecc.), dal momento della vittoria dell´Unione la stessa “stampa di regime” ha decretato la fine del “declinismo” e il ritorno ad una condizione di normalità .

Insomma ora l´economia va bene. Non solo. Ma lo si può finanche dire al cittadino/elettore. Ché non c´è più motivo di convincerlo che l´economia vada male, perché il Dittatore Berlusconi, il male fatto persona, il bandito, il criminale, il Mafioso Caimano è stato defenestrato.

Si diceva quindi che l´Istat segnala una ripresa economica. Veniamo ad analizzare.

L´Istituto di Statistica ci dice che rispetto al primo trimestre 2005, il nostro Prodotto Interno Lordo (Pil) è cresciuto dell´1,5%.

Mentre la crescita rispetto al quarto trimestre 2005 è dello 0,6%.

Sicchè, se nei restanti mesi dell´anno (2006) la crescita si attestasse allo 0%, si arriverebbe comunque per il 2006 ad un saldo positivo dello 0,9%.

Di certo non è un boom economico. Ma è un forte segnale di ripresa economica.

Segno del fatto che le politiche economiche adottate dal precedente governo Berlusconi, mostrano i primi effetti. Segno del fatto che come il centrodestra ha sempre detto nella precedente legislatura, la nostra economia andava male, perché era l´economia europea a stare in condizioni di ristagno.

E infatti la nostra ripresa è essenzialmente legata alle esportazioni, in forte crescita.

E la domanda (per esportazioni) della nostra merce è collegata alla ripresa economica e della domanda in Germania.

Da quando c´è la moneta unica, le condizioni economiche del Continente sono intimamente correlate tra loro. Non v´è più infatti possibilità  di “svalutare” la moneta (come sempre avveniva in passato con la lira) per vendere più merce all‘estero, e se l´economia di altri paesi non “tira”, di certo la nostra non può andare bene.

Di questa ripresa prende atto anche Confindustria, nella persona del suo Presidente, Luca Cordero di Montezemolo, che intervenendo ieri al convegno dei giovani industriali ha detto:

Abbiamo bisogno di coraggio, di decisioni chiare e solo dopo di consenso, la ripresa c’è, non perdiamola. C’è l’esigenza, per sindacati ed imprese, di convergere su una linea rigorosa di risanamento e sviluppo“.

E ancora: “Il tempo delle promesse è finito, è il momento delle scelte. A cominciare dalla manovra correttiva. La strada dello sviluppo richiede scelte alte e di grande rigore“.

E infatti Prodi ha portato il numero di coloro che partecipano al suo governo a 102. Mai così tanti, nella storia repubblicana, i membri di un governo. Che rigore!

E mentre Montezemolo parla di sviluppo, di coraggio e di rigore, ecco affiorare la solita vecchia e ammuffita logica comunista dell´”esproprio”, della “lotta alla ricchezza (altrui)” e non già  la cultura liberale della “lotta alla povertà “, nella parole del Vice Premier e Ministro degli Esteri Massimo D‘Alema:

Ci dovrà  essere una diversa modulazione della pressione fiscale colpendo là  dove si è accumulata la ricchezza prodotta dalla rendita a scapito, spesso, di lavoro e imprese che dovrebbero essere alleate in questa battaglia“.

Ecco, quindi preannunciata la “stangata”: le rendite di cui si parla sono Bot e Btp. Sono i titoli del debito pubblico in cui milioni di italiani investono i propri risparmi, a volte molto modesti e frutto del lavoro di una vita.

Ma questo non importa a D´Alema, che statalista convinto, nonché persona che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, di certo non ha rispetto verso la “fatica”, il “sudore” e il lavoro altrui, grazie al quale si è messo assieme un po´ di danaro, risparmiandolo, magari per farlo “rendere” un po´.

Le rendite di cui parla D´Alema poi, potrebbero (anzi di sicuro sono) anche le “rendite immobiliari”: la Banca d´Italia ci ha segnalato che in questi ultimi 10 anni, il 60% degli italiani ha acquistato un immobile. Anche per scopi di investimento. Onde ricavarne una rendita, un fitto, un canone di locazione da sommare al proprio reddito da lavoro.

Già  il fatto che il 60% degli italiani abbia acquistato una casa, significa che noi italiani non ce la passiamo affatto male. Comunque sia, la parte di italiani che ha comprato immobili per investimento verrà  colpita dalla “scure” di governo.

Vedete è qui il problema: residua una cultura oppressiva in questa sinistra. Oppressiva e avversa al capitale, al danaro, all´investimento, a tutto ciò che un individuo, con fatica, sudore e sacrifici mette assieme con sforzi a volte inenarrabili.

Si diranno socialdemocratici, ma sono ancora comunisti. Desiderano imporre uno “standard”. Desiderano avversare l´individuo che “s´è fatto”, che ha raggiunto dei livelli reddituali o patrimoniali soddisfacenti.

Non si battono per sconfiggere la povertà . Si battono per eliminare la ricchezza. E con essa il talento, il sacrificio, l´inventiva e le capacità  di chi l´ha creata.

Questa sinistra non vuole il “diritto all´eguaglianza” di tutti, da realizzarsi con politiche che incentivino la possibilità  per chiunque di migliorare la propria vita. Questa sinistra rivendica ancora “l´obbligo ad essere tutti eguali”.

Se c´è chi ha di più, va penalizzato. Bistrattato. Avversato.

A questa sinistra, insomma, non frega un tubo di migliorare le condizioni di chi è povero.

A questa sinistra importa solo rendere povero chi non lo è.

Sono sempre comunisti!

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Tracked back to 7 Deadly Sins, Blue Star Chronicles, Adam´s Blog, TMH´s Bacon Bits, The Crazy Rants of Samantha Burns

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