Ucci ucci nell´Unione si sente odor di problemucci

Dunque, la situazione nel centrosinistra nostrano è più o meno questa: dopo l´intervista del professor Prodi al settimanale tedesco Die Zeit, quella in cui l´attuale premier (oltre ad offendere Berlusconi imputandogli di aver “schiavizzato” gli italiani) asseriva che i comunisti di Rifondazione e del PdCi sono solo elementi “folkloristici” e con scarso peso politico, nell´Unione è tutto un proliferare di accuse. Di risentimenti e di minacce di uscire dal governo.° 

Gli elementi sul tappeto sono tanti.

Rifondazione ha mal digerito il “tradimento” sulla Menapace, che si è vista sottrarre la Commissione Difesa. Rifondazione anche per questo motivo ha minacciato, salvo poi rettificare e fare marcia indietro, di uscire dal governo.

Come se non bastasse, i problemi più spinosi non arrivano dalla sinistra estrema o radicale che dir si voglia, ma dal “conflitto” tra i Ds e la Margherita. Ciascuna di queste due forze vuole conservare la primazia nella composizione di governo, e nessuna delle due è intenzionata ad avere una partecipazione minore dell´altra.

Da qui il problema dei problemi: l´attribuzione delle deleghe per il Sud.

Il Ministro diessino per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani vorrebbe che queste deleghe fossero attribuite ad un proprio uomo, il sottosegretario Filippo Bubbico, ex Governatore della Basilicata.

Ma la Margherita non ci sta, e rivendica le deleghe per il Sud: vorrebbe che fossero affidate all´ex leader della Cisl, nonché attuale Vice Ministro per lo Sviluppo Sergio D´Antoni.

L´importanza della querelle deriva dal fatto che chi dovesse ottenere la delega per il Sud, si troverebbe a gestire fondi davvero cospicui. Erogati dalla Unione Europea per eliminare i divari esistenti tra regioni. Tanti soldi, e grande possibilità  di “creare” consenso. Di qui il problema.

Ma non basta.

Prodi si sta barcamenando in un gioco davvero complesso: dare rilevanza e peso proporzionato ad ogni componente della sua vastissima maggioranza. Da ciò l´esigenza di creare nuovi Ministeri. Da ciò l´esigenza di coinvolgere un numero record di persone al governo: 102!

Il problema però permane: perché creare tanti Ministeri per riuscire a “soddisfare” la fame di poltrone dei partiti, comporta comunque il fatto che si stabilisca esattamente il “confine” di attribuzioni di ciascun dicastero. E ciò è difficilissimo.

Ci sono in sostanza Ministri che hanno avuto un dicastero, le cui competenze però risultano ancora “oscure”. Potendo ricadere, tali competenze, anche nella sfera d´azione di un altro ministero.

Questa situazione ha creato conflitti dirompenti nell´ultimo Consiglio dei Ministri. Dove più di un Ministro ha minacciato per ripicca di uscire dal governo, qualora non gli fossero state attribuite deleghe “dignitose e decorose”.

Sulle deleghe per il Sud (su cui ancora non s´è deciso) s´è detto. Altri conflitti sono sorti, poi, per le “unioni civili”.

Rosy Bindi, Ministro per la Famiglia, rivendicava la delega per il proprio dicastero. La Quercia la rivendicava per il proprio Ministro Pollastrini.

Alla fine Prodi, da bravo democristiano ha “spezzettato” la delega, e ha dato un po´ di attribuzioni alla Bindi e un po´ alla Pollastrini.

Queste le parole della Bindi, all´inizio del Consiglio dei Ministri (quando ancora non si era deciso a chi andassero le deleghe per le “unioni civili”):

Benissimo Romano, e a me cosa rimane?“.

Mentre dopo la decisione sullo spezzettamento delle competenze, il Ministro per la Famiglia ha dichiarato:

Mi sono fatta valere. E´ stato faticoso portare a casa quel che mi interessava, ma sono soddisfatta“.

Vedremo solo con il tempo, se queste parole sono di circostanza o se effettivamente questo “spezzatino” di competenze riuscirà  a soddisfare i vari Ministri, e soprattutto se verrà  incontro alle esigenze dei cittadini.

Anche perché al di là  della apparente contentezza, la Bindi, alla fine del Consiglio dei Ministri, s´è lasciata sfuggire anche queste parole:

Il comunista voleva tutto“.

Il comunista di cui parla il Ministro per la Famiglia è Paolo Ferrero. Ministro per la Solidarietà  sociale in quota Rifondazione Comunista.

Il quale voleva “anche” la delega attribuita in condominio alla Bindi e alla Pollastrini.

Ma non soddisfatto, ha chiesto anche alcune competenze della Melandri e di Cesare Damiano. Queste le parole del Ministro per la Solidarietà  sociale:

Il mio ministero si occupa o no dell´individuo? Sì, e allora la solidarietà  verso l´individuo mi compete, l´individuo che fa sport idem e così l´individuo nella famiglia..“.

Al che Di Pietro, Ministro per le Infrastrutture, icastico ha risposto:

Certo Paolo, allora è roba tua pure l´individuo che viaggia in autostrada. Perché non ti occupi anche di Infrastrutture?“.

Senza parole..

Ma non solo le competenze hanno creato dissidi tra Ministri.

Anche lo strumento da impiegare per sospendere le norme di modifica dell´ordinamento giudiziario (volute dalla CdL) hanno creato problemi e scaramucce.

Di Pietro voleva un decreto legge. Mastella, Ministro della Giustizia invece voleva un disegno di legge.

E così Mastella, rivolto a Di Pietro ha detto:

Sei un guascone, sai bene che Cossiga e gli altri il decreto non te lo votano. Perché non lo fai tu il Ministro della Giustizia?“.

E meno male che Prodi, sui manifesti elettorali, invocava la “Serietà  al Governo”!

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