19 milioni di morti l´anno a causa dell´ambientalismo radicale

Dunque, in America è uscito un libro che sta molto facendo discutere.° 

Il suo autore è Paul Driessen. E´ laureato in geologia ed ecologia, e si è specializzato a Denver. Ha 58 anni ed un passato da esponente di organizzazioni ambientaliste.

Il suo libro è uscito di recente anche in Italia. Si chiama “Eco imperialismo” (Liberilibri, costa 15 euro).

In questo libro Driessen enuncia tesi che “ribaltano” abbastanza i luoghi comuni, che vorrebbero gli ecologisti “paladini” dei diritti del cittadino.

Anzi, Driessen accusa l´ecologismo radicale di essere responsabile di molte malefatte, e molte “tresche”. Parla evidentemente da ambientalista pentito.

Innanzitutto scaglia le sue accuse contro la “Responsabilità  Sociale d´impresa (Rsi)”, che consentirebbe in sostanza alle organizzazione ambientali, di ricattare le imprese onde trarne poi vantaggi.

Queste le sue parole:

Anche alcune Ong europee si sono rese conto di come i gruppi di pressione possano ricavare benefici dalle varie Goldam Sachs, JP Morgan, Home Depot e tante altre. Paga dazio: regalaci potere di veto sulle tue scelte, prometti il tuo appoggio alla legislazione sul riscaldamento globale, e noi allontaniamo quei rumorosi contestatori..“.

E´ partita una campagna anche contro la Wal-Mart, secondo cui le paghe e gli standard sanitari erano pessimi. I media ci si sono buttati a pesca. A quel punto si sono fatti vivi grandi gruppi, offrendo servizi di comunicazione per ripristinare la reputazione della ditta. Il gioco è questo: apri una sezione di cibo biologico, vendi magliette eco-compatibili, sostieni le nostre rivendicazioni, e i media ti odieranno un po´ di meno. La Rsi è diventato un terreno di conquista, con rischi bassi e guadagni enormi, per Ong aggressive, che sfruttano il fatto che le grandi aziende sono disposte a qualsiasi cosa pur di proteggere la loro reputazione. Ma queste Ong non sono chiamate al rispetto delle regole etiche che impongono agli altri; anzi, le loro bugie e le tattiche di pressione si traducono in miliardi di poveri privi di elettricità , e in milioni di morti per malnutrizioni e malattie che potrebbero essere prevenute con le tecnologie moderne che combattono“.

Queste ideologie letali possono essere abbracciate con le migliori intenzioni. Ma i leader ambientalisti conoscono gli effetti delle loro politiche. Che, per le popolazioni del terzo mondo, si traducono in un neocolonialismo, un nuovo Olocausto che uccide milioni di persone ogni anno costringendo intere nazioni all´impoverimento, o a soccombere per malattie che abbiamo eliminato decenni fa, per esempio con il Ddt. E´ un circolo in cui i verdi cercano sostegni e potere, i media lucrano sul catastrofismo, i politici si fanno rieleggere insistendo su questi temi, i burocrati acquisiscono potere, le organizzazioni ottengono sussidi e invocano la responsabilità  sociale“.

Noi siamo nella bambagia del mondo. Stiamo bene, anche se ce ne siamo dimenticati, e ci trastulliamo con storielle apocalittiche sull´ambiente. I poveri non possono permetterselo. Richard Tren, sudafricano, ha scritto: “In Africa abbiamo bisogno delle stesse libertà  che hanno fatto dell´America il paese più ricco del mondo, non delle campagne contro la crescita economica – razziste, sbagliate e pericolose per la vita umana, dell´eco-imperialista Greenpeace”. E invece molti rifiutano di ammetterlo, ma si considerano in diritto di imporre le loro rivendicazioni ai poveri, di stabilire qual è il loro bene. Rivendicazioni che mai e poi mai metterebbero in pratica su loro stessi o sui loro figli“.

I problemi ambientali esistono, ma solo lo sviluppo permette di combatterli meglio. Basta guardare le condizioni dell´aria di 100 anni fa, incomparabilmente peggiori. E´ la povertà  il peggior inquinante. La chiave della civiltà  occidentale, della sua ricchezza, è l´energia. E oggi i verdi radicali si oppongono costantemente a ogni realistica forma di accesso all´energia (basti pensare al nucleare), per promuovere forme, come l´energia eolica, inaffidabili, costose e rovinose sul piano ambientale“.

Mi spaventa il modo in cui sindacati, organizzazioni ambientaliste, gestori dei fondi di investimento, giornalisti e politici lavorano assieme per far pressione sulle imprese. Così come è grave che gli attivisti possano mentire e terrorizzare, perpetrando di fatto miseria e povertà  nelle nazioni povere, senza dover rendere conto a nessuno. La soluzione parte da una concezione dell´uomo come creatore e visionario, piuttosto che consumatore e agente inquinante. Serve capire che abbiamo il dovere di aiutare il Terzo mondo a diventare ricco e prospero come il nostro, e che è invece malvagio prolungare la sua miseria“.

° 

° 

° 

Tracked back to The Dumb Ox, Assorted Babble, MacBros´ Place, Blue Star Chronicles, 123beta, Leaning Straight Up, The Crazy Rants of Samantha Burns

° 

9 Responses to "19 milioni di morti l´anno a causa dell´ambientalismo radicale"

Leave a Comment