Le liberalizzazioni sono giuste. Anche quando a farle sia la Sinistra

Un provvedimento di qualsiasi genere (dovrebbe essere ovvio, ma pare che non sia così) è giusto o sbagliato a prescindere da chi lo ponga in essere.° ° 

Chi non abbia paraocchi, problemi psichiatrici gravi (a sinistra sono tante le persone affette da quella turba psichiatrica che ha nome: “Avversione al Berlusconismo”), o chi non abbia patito lavaggi del cervello e chi non abbia posizioni aprioristiche di pregiudizio, causate da “dogmatismi di partito” (dove c´è fede, come dice un saggio, c´è puzza di tonaca! E questo vale anche per le persone che subiscano l‘influsso nocivo della “fede di partito”), deve convenire su questo: che se un provvedimento adottato da un governo avversario è giusto, si deve avere l´onestà  intellettuale di affermarlo.

Poco conta se i bambocci della sinistra si siano scagliati contro i “nostri” provvedimenti, che potremmo definire “sociali” o di “sinistra”.

Prima dicendo che non fosse vero che erano stati adottati. Dopo dicendo che erano stati insufficienti. Mi riferisco ad alcune cose:

Aumento delle pensioni al minimo. Portate a 516 euro per oltre un milione e mezzo di ultrasettantenni.

Aumento della soglia di esenzione fiscale: molti di noi non pagano tasse (che con i precedenti governi di sinistra pagava), perché il governo Berlusconi ha aumentato la soglia di reddito al di sotto della quale nessun tributo è dovuto allo stato.

Riduzione delle aliquote, sempre per le “persone fisiche”, che riguardano le fasce di reddito medio/basse.

Abolizione della tassa di successione e dalla tassa sulle donazioni. Che malgrado le menzogne raccontate dai bambocci di sinistra, ha avvantaggiato soprattutto i “più poveri”. Perché i ricchi, in genere, evadono il fisco. Perché i ricchi, in genere, i soldi li hanno all´estero. Perché i ricchi, in genere, hanno un plotone di avvocati, commercialisti e notai sul proprio “libro paga”, e state pur certi che grazie a questi professionisti, trovano tutti gli escamotage possibili per non pagare le tasse. I poveri no!

Si diceva, poco importa che questi provvedimenti (e molti ancora ci sarebbe da elencare) “sociali” o di “sinistra”, adottati dal governo di centrodestra, non siano stati giudicati positivamente dal “popolo ‘de sinistra”.

Loro sono così: piegano la realtà  alle proprie convenienze. Non hanno alcuna “visione etica della vita”. Sono pregni di immoralismo machiavellico. Sono subdoli e infimi. Sono figli dell´ateismo di massa: non hanno Valori (con la V maiuscola, ovviamente). Per loro la verità  non è un traguardo di giustizia sociale. Non hanno senso etico ed estetico: la “loro” arte è infatti povera, figlia degli squarci sulla tela di Lucio Fontana, o della merda d´artista di Piero Manzoni. E´ “significato” da inventare alla bisogna, per vendere merda spacciata per “opera d´arte”. I “loro” critici d´arte, infatti, sono tutti “prezzolati”. Sono cinici, bari e volgari.

La verità  non gli importa, perché non attribuiscono ad essa quel significato “sacro” che, laicamente, ogni persona di Destra ad essa attribuisce: non vedono nella verità , un percorso che porta al bello e al giusto (kalòs kai agatòs). Un cammino, insomma, da “cavaliere” che combatte contro la realtà  avversa, per il bene del suo popolo.

Ciò premesso, è ovvio che vivano attaccando l´avversario con un pugno di menzogne.

E´ ovvio.

Ma premesso e appurato questo, noi di destra che dovremmo fare?

Piegarci alle dinamiche immorali dell´avversario? Seguire la stessa tecnica di mistificazione della realtà  per trarne beneficio?

Negare l´evidenza, assoldando un manipolo di giornalisti compiacenti, onde cercare di convincere il popolo, che qualsiasi cosa loro facciano sia sbagliata?

Andiamo! Mi farei schifo se facessi cose del genere!

Qualcuno, tempo fa, quando venne a sapere che il sottoscritto è anche monarchico, mi chiese (scioccamente e superficialmente): “Ma che senso ha nel 2006?”.

Gli rispondo: ha senso, perché la “nobiltà  di spirito”, la valentia, il lottare per i più deboli, il combattere per la verità , il non tradire mai chi ti è caro, l´essere “laicamente” probi, essere fedeli e onesti, combattere contro le ingiustizie, aborrire le discriminazioni, fare battaglie non per il proprio tornaconto personale ma per la giustezza delle battaglie, non sono “latte soggetto a scadenza”. Da consumarsi preferibilmente entro una certa data.

Sono cose sempre giuste. E per me, essere monarchici (come essere di Destra), significa credere ad un “ordine superiore di condotta”, da tenere ogni giorno nella vita.

Un “ordine superiore di condotta”, che ovviamente non viene imposto ad altri. Ma che si impone solo a sé.

Ma qui si è divagato troppo, per cui si arrivi al dunque, e si parli del “Decreto Bersani”.

Allora, il provvedimento di cui sopra contiene tali e tante di quelle innovazioni giuste, che descriverle tutte e nel dettaglio, richiederebbe un post ancora più lungo di quello, che mentre scrivo si prefigura già  essere questo. Per cui qui si analizzerà  solo qualche dettaglio.

Primo punto: la liberalizzazione dei saldi nelle vendite.

E´ un provvedimento giustissimo. Direi basico. Ma nel nostro paese ogni piccola conquista ha il sapore di un “traguardo storico”.

A cosa serve?

Serve a consentire ai mercanti di venire incontro alle “dinamiche del mercato”.

Se in un certo momento, qualsiasi mercante si rende conto che vende poca merce per un qualsiasi motivo, può abbassare a proprio piacimento i prezzi e scongiurare il pericolo della contrazione delle domanda.

Chi ne beneficia?

Tutti!

I mercanti vendono di più.

I consumatori possono comprare più beni di consumo e ad un prezzo più basso. E questo, ovviamente avvantaggia soprattutto i lavoratori dipendenti, e quelli che hanno un reddito basso. Possono sentirsi più “ricchi e prosperi” (ché anche la ricchezza è un fatto di “percezione”), e possono soddisfare meglio i propri bisogni.

Il mercato, l´economia di mercato, ha questo come obiettivo (per cui è doveroso essere liberisti): la massima utilità  per il maggior numero.

E infine ci guadagna, ovviamente anche lo stato: se i mercanti vendono di più (e pagano le tasse e l´Iva), lo stato incamera più soldi per le imposte sul reddito delle persone fisiche e delle persone giuridiche. E incamera più Iva.

Dunque serve a tutti!

Un altro provvedimento giustissimo è quello che prevede la vendita dei “farmaci da banco”, vale a dire quelli per cui non è necessaria la ricetta medica, all´interno di qualunque esercizio commerciale. Supermercati in primis.

A che serve?

Serve a far scendere i prezzi di “tutti i farmaci”, anche di quelli “non da banco”.

Un supermercato, tendenzialmente, data la struttura quantitativa delle sue vendite, può permettersi di acquistare ingenti quantità  di farmaci generici, e quindi può “ottenere” un prezzo di vendita (dagli industriali farmaceutici) più vantaggiosi rispetto a quelli che un farmacista può ottenere.

Economie di scala, si chiamano.

Più si vende (o più si produce), e più è possibile che si abbassi il costo medio di produzione o il prezzo medio di vendita (mi perdonino i laureati in economia, se spiego in maniera rozza e pressappochista il concetto di “economie di scale”, ma io sto scrivendo un post, e non un trattato di economia. E poi mi chiamo Camelot, e non Francesco Giavazzi!).

E questa riduzione del costo/prezzo medio, ovviamente nel medio/lungo termine ha ricadute positive anche sul prezzo di altri farmaci.

Quindi, di questa cosa, se ne avvantaggiano tutti.

In primis il cittadino/consumatore, che può comprare un´aspirina anche in un supermercato. E´ più comodo.

Se ne avvantaggia sempre il cittadino/consumatore, perché poco alla volta, per il meccanismo che s´è descritto prima, è molto probabile che scendano i prezzi di tutti i farmaci.

E se ne avvantaggia anche lo stato. Perché se la riduzione dei prezzi dei farmaci è consistente, lo stato deve “rimborsare” (quando ciò sia dovuto) ai farmacisti, somme più contenute. Una parte della spesa sanitaria, quindi, può diminuire.

Un altro aspetto importantissimo del Decreto Bersani, riguarda la liberalizzazione “nel trasporto pubblico”.

Si prevede cioè anche la possibilità , che accanto ai “mezzi pubblici” (tram, metropolitane e pullman), i Comuni possano concedere anche a privati, questo tipo di servizi.

Il che comporterà  maggiore concorrenza, una riduzione dei prezzi, maggiore efficienza e una migliore qualità  dei servizi.

Non passa il tram pubblico, oppure è in ritardo? E tu hai la possibilità  di prendere un tram privato! Rendo?

Ottimo anche questo provvedimento!

Sempre in tema di “meno lacci e lacciuoli”, sarà  possibile aprire più facilmente panifici, esercizi commerciali, e ristoranti.

Cadono i controlli da Stato Padre/Padrone/Padrino.

E più esercizi commerciali significa più concorrenza. Più concorrenza significa prezzi più bassi. E prezzi più bassi significano sempre e solo maggiore convenienza per il cittadino.

Potremo, poi, chiudere i conti correnti che abbiamo presso una banca, senza versare alcun “pizzo” aggiuntivo alla banca.

Potremo fare passaggi di proprietà  per mezzi di trasporto di qualsiasi tipo, senza dover pagare il “pizzo” ai notai.

Troveremo facilmente più taxi in giro, e che chiederanno prezzi più bassi. Anche le licenze taxi vengono liberalizzate.

Quando andremo da un assicuratore, quello potrà  “offrirci” un prodotto più vantaggioso.

In quanto ogni assicuratore, diverrà  un agente plurimandatario (e che quindi agisce per più compagnie assicurative), e sarà  suo interesse farci risparmiare.

I professionisti non avranno più “tariffe minime”. Per cui per le loro prestazioni professionali, potranno anche chiederci prezzi più bassi di quelli che ci chiedono oggi.

Potranno farsi pubblicità . E noi potremo scegliere meglio.

E in più sarà  vietato pagarli in contanti. Così finalmente inizieranno a pagare le tasse, invece di intascare soldi al nero!

E ancora tanto ci sarebbe da descrivere, ma il post è meglio che si concluda qui. Con un´ultima battuta.

Queste sono politiche liberali e liberiste. Dunque sono politiche di Destra.

Politiche di Destra, che il centrodestra italiano non è riuscito a porre in essere (per una serie di motivi che in un futuro post saranno analizzate).

Ciò detto, che queste politiche di Destra siano adottate dalla Sinistra, ci fa solo piacere. E per due motivi:

Innanzitutto perché sono giuste per il popolo!

E in secondo luogo perché se l´avversario ti copia, e adotta le “tue” politiche, vuol dire che ti attribuisce un merito e un valore enorme.

L´unica cosa che devo ancora capire, è come Rifondazione Comunista e il Pdci possano mai “accettare” questi interventi!

Che due partiti comunisti appoggino un governo che fa politiche economiche di destra, va al di là  delle mie possibilità  di comprensione!

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Tracked back to third world county, Blue Star Chronicles, The Crazy Rants of Samantha Burns, Fulvia Leopardi

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16 Responses to "Le liberalizzazioni sono giuste. Anche quando a farle sia la Sinistra"

  • Astrolabio says:
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