La caduta di stile di Zapatero

Dunque, ne avrei voluto parlare prima, del “gesto” di Zapatero (del suo rifiuto a presenziare alla Messa celebrata da Papa Ratzinger). Ma il tempo è mancato.° 

Lo faccio ora, anche se con un certo ritardo.

Sono un laico. Un laico che tuttavia prova disappunto per i vezzi e per i comportamenti di buona parte di coloro che si definiscono “laicisti”.

Non avverto nessuna minaccia dalle parole del Papa e della gerarchia vaticana.

Sarà  perché sono di Destra, e quindi la mia laicità  si esprime “anche” con il rispetto più totale verso chi esprime “posizioni legate al sacro e alla tradizione”, ma io vedo una minaccia maggiore nell´avversione a tutto ciò che esprime “religiosità “, che non nei moniti che il Vaticano esprime.

C´è una tendenza in atto, nel mondo occidentale, pericolosissima: ridurre la religione, la Fede a mera opinione. E ciò è raccapricciante.

Che la religione venga percepita come “ostacolo” ad una vita pienamente libera, dà  da pensare.

Chi sostiene questo non si limita a vivere come meglio ritiene. Chi sostiene questo, vuole imporre la cancellazione della religione. E qui iniziano i problemi.

Iniziano i problemi perché si invoca la laicità  dello Stato, contro le ingerenze della Chiesa.

Ma la laicità  dello Stato è nata per tutelare le religioni dalle ingerenze dello stato, e non viceversa.

Si vorrebbe, da parte dei laicisti in servizio permanente effettivo, una religione “ad uso e consumo dei tempi”. Una religione che non ostacoli la vita, ma che la renda più facile.

Una religione che non ti indichi la “Via”, ma che semplicemente si limiti ad assecondare ciò che avviene, e i valori dominanti: “Ché io voglio vivere come mi pare e piace, e in più con la coscienza in pace. Ciò che faccio deve essere considerato giusto. Non voglio che qualcuno mi dia da pensare. Che pungoli la mia coscienza. Che scardini le mie certezze e attacchi il mio stile di vita. Ché il Papa è un signor nessuno, come me. E´ uno qualunque”.

Ci sarebbe davvero tanto da dire, circa questa “dittatura dell´equipollenza”, dove tutto (e chiunque) si equivale.

Si è passati dal “diritto di tutti a essere eguali”, all´”obbligo per tutti a essere eguali”.

Ma i laicisti che difendono il diritto dei gay ad essere “eguali a se stessi”, si rendono conto che invece “impongono” al Vaticano di essere “diverso da ciò che per sua natura è”?

Ci si rende conto che si fa una crociata in nome di valori giustissimi, finendo poi per replicare gli stessi errori e le stesse mancanze che si rimprovera al Clero?

Ci si rende conto che si accusa il Vaticano di “intolleranza”, e poi si finisce con l´essere “intolleranti verso il Clero” e verso chiunque abbia posizioni diverse dalle proprie?

Con una fondamentale differenza: che il Vaticano esprime Fede. Ognuno di noi esprime una semplice opinione, invece.

E la Fede non è un´opinione. Mai lo è stata e mai ad essa sarà  ridotta.

Come altrove ho già  detto: si può essere laici, si può difendere il diritto (sacrosanto) dei gay a rivendicare la creazione di vincoli giuridici che suggellino le loro unioni, si può essere d´accordo sull´interruzione volontaria della gravidanza, e sulla ricerca sulle cellule soprannumerari, si può essere a favore di tutto ciò, senza per questo “imporre” al Vaticano di tacere.

Che parli, che si esprima, che dica quello che più ritiene di dover dire, per guidare i suoi fedeli.

E noi laici, invece, dritti per la nostra via. Con la nostra coscienza e le nostre equazioni di valori.

Ma attenti: la verità  abbisogna di resistere a diverse prove.

La mia verità  non è in sé. Ma la validità  della mia verità  si manifesta solo se riesce a superare il confronto con “altre verità “: con altri mondi, e con altre equazioni di valori.

La mia verità , se laica vuole essere, deve essere aperta al confronto con “altri mondi”.

Se si chiude a riccio, se dichiara la propria “assoluta superiorità ” rifiutando la “dialettica e il confronto”, non è diversa dalla “verità  nazista”: pura, assoluta, e incontrovertibile.

Si rifugga dall´assoluto, se ci si dice laici! E si manifesti rispetto e comprensione sempre!

Ciò detto, veniamo al dunque: il gesto di Zapatero. Il suo non aver presenziato alla messa dov´era Papa Ratzinger.

Io ritengo questo gesto gratuitamente offensivo. Davvero inutile e di cattivo gusto.

Il Papa non è solo il Vicario di Cristo. Il Papa è anche un capo di Stato.

Che Zapatero si sia rifiutato di partecipare alla messa che Benedetto XVI officiava, lo trovo sbagliato.

E del mio avviso è anche un intellettuale di sinistra, che stimo molto: Massimo Cacciari.

In questo post voglio riportare le sue opinioni sul comportamento di Zapatero.

Che possa essere utile, la sua analisi, a chi a sinistra ha applaudito alla scortesia del premer spagnolo.

A me pare un gesto stupido, semmai. E un atto di maleducazione. Con le dovute proporzioni, a me non verrebbe mai in mente di non partecipare a cerimonie che oltretutto hanno un significato importante per gran parte dei miei concittadini. Del resto quando venne a Venezia Bartolomeo, patriarca ecumenico di Costantinopoli, e fece una Messa a San Giorgio dei Greci, io ci andai, è naturale. Sono gesti di civiltà , di considerazione verso i grandi valori e le straordinarie tradizioni che le autorità  religiose incarnano“.

E´ solo un modo infantile di enfatizzare la differenza. Ma la differenza è nota e risulterà  da quello che fai come politico. Non è che mi senta meno laico perché vado a Messa. Anzi, assistendo de visu a cerimonie così importanti, ascoltare le parole dette, osservare le persone, può anche farti bene. Certo non vieni diminuito nel tuo ruolo né offuscato nelle tue convinzioni“.

Ma la cosa più importante, Cacciari, la dice qui di seguito. Leggete con attenzione:

Andiamo, si sia un po´ più consapevoli della storia e delle istituzioni. Potrà  anche cambiare il mondo ma di certo, mi spiace, Papa Ratzinger e la Chiesa cattolica rappresentano più che Zapatero e il governo spagnolo“.

Viva Dio: un filosofo di sinistra (ex marxista), che non si genuflette alla “dittatura dell´equipollenza”!

Rileggetelo cento volte: “Papa Ratzinger e la Chiesa cattolica rappresentano più che Zapatero e il governo spagnolo“.

Si rifletta al riguardo.

E davvero laicamente, per favore.

° 

P.S.: ricordo a tutti, che l´andamento delle entrate per lo Stato è eccellente. Come potete constatare qui, da questo articolo di Repubblica. Prova provata che la sinistra ha raccontato una vagonata di menzogne!

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43 Responses to "La caduta di stile di Zapatero"

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