Con il decreto Bersani il Grande Fratello non è solo un reality

Il controllo e il monitoraggio dei cittadini.° 

La conoscenza di ogni loro singolo atto.

Un occhio che ti scruta e sa sempre cosa tu faccia: quando, dove e perché.

Un reality show?

Affatto!

Un effetto del decreto Bersani. Un effetto poco sviscerato dalla grande stampa.

Un effetto che rischia di far scivolare pericolosamente l´Italia verso una deriva autoritaria di stampo comunista (o nazista e fascista, è lo stesso).

Il dettato dell´articolo 19 del decreto Bersani:

“I compensi in denaro per l´esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità  di pagamento bancario o postale, nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori ai cento euro”.

Salvo per importi unitari inferiori ai cento euro. Chiaro il concetto?

Se io vado dal dentista a farmi un controllo o una pulizia dei denti, e quello mi chiede 150 euro per la sua prestazione, io devo pagarlo: o con assegno o con carta di credito o con il bancomat.

E se non ho la carta di credito (o un conto corrente?) o il libretto degli assegni con me, ma oso avere dei contanti, il professionista non può accettare il pagamento (se l‘importo supera i 100 euro).

Deve rifiutarlo.

Ogni cittadino, quindi, deve avere un conto corrente (un costo in più): deve disporre di un libretto degli assegni (un costo in più), di un bancomat (un costo in più) o di una carta di credito (un costo in più). Altrimenti non potrà  più ottenere “prestazioni”, per un importo superiore ai 100 euro, nemmeno da un idraulico.

E tutto ciò perché?

Perché si vuole combattere l´evasione fiscale!

Ma grazie a questo decreto è molto probabile che l´evasione fiscale aumenti.

Ad esempio: se io vado da un dentista, e non ho il bancomat o la carta di credito ma solo il libretto degli assegni, il dentista potrebbe non “gradire” i miei assegni.

Potrebbe non sentirsi garantito dai miei assegni, perché potrebbe dubitare della mia solvibilità .

Diciamo, quindi, ch´egli non accetti il mio pagamento ma che abbia già  effettuato la sua prestazione, cosa può fare per rispettare il dettato del decreto Bersani?

Innanzitutto non può emettere regolare fattura, perché non può accettare un pagamento in contanti per un importo superiore ai 100 euro.

L´unica soluzione “praticabile” per non incorrere nella denuncia è questa: accettare il mio pagamento in contanti, senza emettere fattura e quindi senza pagare tasse allo stato.

Pensate che questo tipo di situazioni sia improbabile?

Quanti professionisti o artigiani non si sentono al sicuro ad essere pagati con un assegno?

E se un cittadino, poi, non può permettersi di avere un bancomat o una carta di credito, che succede?

Non può accedere ai servigi di un professionista?

Un povero cristo senza carta di credito non può andare dal dentista? Un cosiddetto “precario” che non possa permettersi il “lusso” di una carta di credito, non ha diritto a farsi visitare da un dentista?

L´articolo 19 del decreto Bersani prefigura una situazione agghiacciante e discriminatoria. Che ghettizza i meno abbienti e li pone ai margini della società . Mentre instaura uno “stato di polizia”.

La lotta all´evasione fiscale è un obiettivo doveroso.

Ma che non può calpestare i più elementari diritti individuali.

Non è possibile che ognuno di noi debba essere “tracciato”, monitorato, controllato in ogni suo singolo atto. A che lo stato verifichi se il cittadino in questione sia in “regola” o sia, invece, un evasore fiscale.

Questo provvedimento è preoccupante. Non può che fare accapponare la pelle.

Ma soprattutto è probabile che finisca per accrescere l´evasione fiscale.

In conclusione: l´evasione fiscale è un crimine. Un crimine che va perseguito, è fuori di ogni dubbio.

Ma a quale costo?

Al costo del controllo del cittadino?

E poi, ma secondo voi, se lo stato viene “autorizzato” a controllare i cittadini “quando spendono”, è probabile o no che finisca per controllarli anche in altro?

A voi non inquieta lo scenario?

A me sì.

E non poco!

° 

Tracked back to third world county

° 

24 Responses to "Con il decreto Bersani il Grande Fratello non è solo un reality"

  • laura says:
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