Mastella non vuole le larghe intese

Grande coalizione. Larghe intese.° 

E´ l´argomento del momento.

I politici dell´uno e dell´altro schieramento s´interrogano sul futuro dell´attuale governo di centrosinistra: e gli uni come gli altri ritengono che sia necessario allargare i confini dell´attuale maggioranza.

Il centrosinistra così com´è, si ritiene non possa durare a lungo.

Prima Berlusconi, poi Fini e Casini hanno lanciato segnali di riappacificazione.

E più di un esponente del centrosinistra ha gradito queste aperture.

Ma non Mastella.

Che intervistato sul Corriere della Sera da Maria Teresa Meli, si è opposto a qualunque ipotesi di larghe intese: o il centrosinistra rimane così com´è, o si ritorna al voto. Questo il Mastella pensiero.

Voglio dirlo con nettezza, questo è il massimo punto di equilibrio raggiunto dal centrosinistra: qualsiasi cosa si tenti di fare per cambiarlo, si scompagina tutto“.

Se viene fuori che per garantire la governabilità  bisogna cambiare assetto salta il banco, perché l´Udeur ma anche per un altro partito di centro come la Margherita si porrebbe un problema. Io sto dimostrando un grado enorme di lealtà , però..”.

Se cambiasse l´attuale equilibrio della maggioranza si dimostrerebbe che il centrosinistra com´è oggi, cioè una coalizione basata su un asse più di sinistra che di centro, non è in grado di governare. Cadrebbe quella formula e noi di centro ce ne andremmo. Ma a quel punto, è chiaro che non si potrebbero inventare cose strane: si dovrebbe votare. E la sinistra non andrebbe più al governo se non nel 2500 dopo Cristo, perché avrebbe reso evidente il fatto che non è in condizioni di guidare il Paese“.

Insomma Mastella non vuole l´allargamento della coalizione di centrosinistra, perché così com´è ora, cioè con un forte sbilanciamento a sinistra, a Mastella sta bene: lui solo (e la Margherita) presidia il centro. Il suo potere di rappresentanza dell´elettorato moderato e cattolico è totale. Mentre se la coalizione si allargasse all´Udc, Mastella non sarebbe l´unico paladino ed esponente del centro moderato e cattolico. E se l´intenzione è allargare al centro la coalizione, Mastella non ci sta: esce dalla maggioranza, fa cadere il governo e si ritorna al voto.

Poi fa lo statista:

E´ vero, la maggioranza ha una fragilità  numerica. Ma in democrazia si governa anche con un voto in più, non è un problema“.

C´è solo una cosa che potrebbe rivelarsi un problema. E´ la difficoltà  che nasce dallo sfilacciamento all´interno di alcuni partiti. Basta vedere, chessò, i dissidenti della sinistra per quel che riguarda la politica estera. O i cosiddetti zapateristi che non hanno ancora capito che Zapatero è una meteora mentre Roma capitale del mondo cattolico ci sarà  sempre“.

Ripeto quello che ho detto: il governo non ha un problema di numeri. L´esecutivo può saltare solo per colpa di quella sinistra che ha una vocazione velleitaria a essere contro, che preferisce scendere in piazza a manifestare contro Berlusconi, piuttosto che governare l´Italia al suo posto. C´è chi ha tentato di tenere a bada questi personaggi della sinistra dicendo: “Attenti, se non state tranquilli torna il Cavaliere”. Ma è un altolà  che non mi piace anche per una semplice ragione: quando non c´è più Berlusconi che facciamo? Troviamo un altro ba-bau, un altro uomo nero? Ma se questa sinistra la smette con il velleitarismo possiamo andare avanti senza problemi anche con solo due voti in più al Senato“.

Una cosa però mi sfugge: ma secondo voi, se in questo ipotetico governo di “larghe intese” (con una parte del centrodestra), a Mastella fosse offerto chessò, un incarico da vicepremier e da Ministro della Difesa, secondo voi lui che farebbe: accetterebbe o come ha detto uscirebbe dalla maggioranza? 😉

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8 Responses to "Mastella non vuole le larghe intese"

  • Rhadamanth says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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