Walter Veltroni: il Pirandello de noantri

Buttafuoco?° 

E chi diamine è, costui?

Piperno?

Ma de che?

Qui l´Italia “colta e intelligente”, quella raffinata e a modo, ha già  individuato la sua nuova icona intellettuale: Walter Veltroni.

Non che il Sindaco di Roma non fosse già  stato prescelto come vessillo della “parte migliore” del Paese. Figurarsi!

E´ che però, oggi, Ualter è entrato anche a far parte dell´Olimpo dei letterati italiani!

E´ arrivato infatti nelle librerie, quello che si preannuncia come il “caso letterario e culturale” dell´anno: il primo romanzo di Veltroni. Intitolato “La scoperta dell´alba”.

Siccome ci difetta, oltrechè la cultura anche l´insieme di conoscenze che permettono alle persone degagè di leggere i libri in anteprima, in questo post si darà  spazio ai commenti di quelle persone, che hanno avuto il privilegio di poter già  gustare il suddetto capolavoro.

Dacia Maraini, sul Corriere della Sera afferma che nel libro di Veltroni prende vita:

l´identità  sospesa“, cioè “la malattia del nostro tempo così ben raccontata da Mattia Pascal, che qui appare con piglio rinnovato nella storia misteriosa e dolente di Giovanni Astengo“.

Mattia Pascal, già !

Pirandello, già !

Ancora e di più, la Maraini arriva ad affermare che la trama giunge ad essere “conradiana“, anche se in misura “appena accennata“.

Joseph Conrad, infatti! Perché avevate qualche dubbio al riguardo?

Però la Maraini vuol essere onesta fino in fondo, e quindi non tace una qualche sbavatura del novello Dante.

Dichiara infatti, che:

Il finale arriva un poco precipitoso, rivelando una fretta eccessiva di concludere“.

Aiaiaiai, Veltroni: ma che mi combini, hai scritto il finale di corsa? Non si fa!

Ma poi, sempre per poter essere onesta fino in fondo, la brava Maraini dice che:

Il cinema soccorre magnifico: il binocolo viene capovolto e con uno zoom elegante alla Tarkovskjy (penso al bellissimo Solaris) l´occhio del narratore allontana da sé la memoria dai riflessi enigmatici, giocando il tutto per tutto“.

Pirandello, Conrad e Tarkovskjy. Senza dubbio!

Ancora la Maraini, commossa, parla di una “mano delicata” (quella di Veltroni, ovviamente), che evidenzia una “felice capacità  di raccontare di sé“.

Si tratterà  di Ludovica (la mano amica)!

Ma vediamo Veltroni cos´ha detto, laconicamente, di questo suo nuovo “cammino”:

Non sono uno scrittore. Sono una persona che scrive, è diverso“.

Mirabile.

Solo i veri artisti conservano la modestia nei momenti di massimo successo!

E Veltroni, dall´alto del suo talento, ce ne dà  una inconfutabile riprova!

Ma veniamo ad un´altra privilegiata, che come la Maraini ha avuto la fortuna di leggere in anticipo il capolavoro.

Concita De Gregorio, sul Venerdì di Repubblica:

Non è dunque nulla di quel che si mormorava alla vigilia – un giallo, un noir, un thriller psicologico, un romanzo sugli anni di piombo, un racconto metafisico o forse onirico, una confessione autobiografica – ed è invece naturalmente (prego notare il “naturalmente”, ndr), come sempre quando si tratta di Veltroni (prego notare il “come sempre quando si tratta di Veltroni”, ndr), un poco di tutto questo insieme“.

Insomma anche qui: un po´ di Pirandello, un po´ di Conrad è un po´ magari anche di Dante! (e la lingua si agita ben benino. Sempre rapida e sempre a suo agio in ogni dove!)

Ma in anteprima per i suoi lettori, Camelot è orgoglioso di offrire un piccolo cammeo dell´Opera veltroniana.

Giusto un accenno. Ché il piacere va centellinato!

Giovanni Astengo, il protagonista del romanzo sta per fare una telefonata. E il Vate così descrive il momento:

Otto quattro cinque sei zero nove due, quelle cifre erano cavalli alati, idrovolanti del tempo, piume che resistono all´usura“.

Senza fiato, letteralmente!

Ma siccome Camelot è un generoso, vuole offrire ai suoi lettori anche il commento pronunciato dal sottosegretario Paolo Cento. Intervistato mentre scendeva dal suo Suv per recarsi al Ministero dell´Economia:

Io non avrebbi saputo esprimere queste concezioni in un modo più migliore. Nunn´è nemmanco letteratura o poesia: è musica! Pare de sta´ a sentì er Tramezzo de Mascagni, o er Cave Canem de Mozart:mrgreen:

° 

8 Responses to "Walter Veltroni: il Pirandello de noantri"

  • Giulio says:
  • dcql says:
  • alessia says:
  • camelot says:
  • Tony says:
  • camelot says:
  • Tony says:
  • camelot says:
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