Diminuisce il fabbisogno dello Stato: meno spese e più entrate. Grazie al governo Berlusconi

L´ennesimo dato positivo che riguarda l´andamento dei nostri conti.° 

L´ennesimo dato positivo, che “ovviamente” viene diffuso solo ora che governa la sinistra.

E che ovviamente si riferisce all´andamento dei conti pubblici a partire dal gennaio 2006: quando cioè era ancora in carica il governo Berlusconi.

Come sempre, vi riporto integralmente l´articolo del Corriere della Sera. Così che nessuno pensi che si tratti di informazioni “manipolate” dal sottoscritto:

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Nei primi otto mesi è sceso di 22 miliardi Ma la Finanziaria resterà  di 30 miliardi

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ROMA- Di bene in meglio. Il fabbisogno del settore statale, cioè la differenza tra le entrate e le uscite di cassa del bilancio pubblico, continua a offrire sorprese positive. Dopo il boom delle entrate di luglio, considerato in gran parte di natura strutturale, anche i dati di agosto diffusi ieri dal ministero dell’Economia hanno confermato un andamento rassicurante: 7,8 miliardi di disavanzo contro i 9,2 dell’agosto 2005. Così, nei primi otto mesi di quest’anno, il fabbisogno accumulato dal Tesoro si è fermato a quota 36,4 miliardi di euro, ben 22 in meno dell’analogo periodo dell’anno scorso (58,2 miliardi di euro). Al risultato di agosto, spiega il ministero in una nota, hanno contribuito sia «il buon andamento delle entrate fiscali» che la spesa pubblica, ed è stato raggiunto nonostante siano ripresi i finanziamenti destinati alle Ferrovie dello Stato (un miliardo) e gli investimenti della Difesa nel nuovo caccia Eurofighter. Sul fronte della spesa gli enti locali hanno limitato i prelievi dal conto di tesoreria e anche nelle amministrazioni centrali si registra un contenimento delle uscite imputabile soprattutto, come ammette il Tesoro, alla «gestione degli impegni di bilancio per dodicesimi».

Innovazione, questa, introdotta dall’ultima finanziaria del centrodestra. Se il continuo miglioramento del fabbisogno offre nuove armi ai partiti più a sinistra della coalizione, che come i sindacati spingono per una finanziaria 2007 più leggera, non sembra invece modificare i propositi del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e del presidente del Consiglio, Romano Prodi. Determinati a realizzare nuove entrate e tagli di spesa per almeno 30 miliardi di euro (di cui 14 da destinare allo sviluppo) per riportare il deficit pubblico sotto il 3% del Pil come pretende la Ue, e avviare il risanamento strutturale. La loro linea, condivisa dai vertici dei Ds e della Margherita, resta improntata al rigore. La decisione di ridurre da 35 a 30 miliardi la portata della legge di bilancio (che sarà  approvata il 29 dal governo) fanno sapere dal Tesoro, già  scontava, del resto, i buoni dati di cassa di agosto. Poi ci sono gli imprevisti a cui far fronte (la missione di pace in Libano, ad esempio) e quelli rispetto ai quali occorre premunirsi, come il rischio di un nuovo aumento dei tassi.

Senza contare che gli investimenti necessari per l’attività  ordinaria di Fs ed Anas (drasticamente decurtati dal governo Berlusconi), restano molto elevati per il futuro. Secondo il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, per il 2007 serviranno tra 11 e 12 miliardi di euro, che in bilancio non ci sono. Anche per questo, ieri, il leader della Margherita, Francesco Rutelli ha fatto sapere ai sindacati che «i numeri della Finanziaria non cambieranno», anche se il governo è più che disposto a discutere e confrontarsi con le parti sociali sulle singole misure che dovranno essere adottate per recuperare le risorse necessarie. Messaggio analogo a quello lanciato ieri dal ministro dello Sviluppo, il Ds Pierluigi Bersani. Nel frattempo il tavolo aperto tra il governo e le parti sociali ha già  fatto registrare una prima intesa di massima. Il taglio del cuneo fiscale sarà  differenziato, più forte al Sud che al Nord. Sempreché ci sia il benestare della Ue e la Confindustria se ne convinca fino in fondo. «Se si tratta di dare di più al Mezzogiorno va bene, ma se per farlo devono togliere qualcosa alle imprese del Nord non va bene» ha detto il vice presidente Alberto Bombassei.

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La domanda è sempre la stessa: ma la sinistra non c´aveva raccontato che Berlusconi aveva portato i conti pubblici allo sfascio?

E allora come sono possibili questi dati?

Semplice: la sinistra ha raccontato un cumulo di menzogne!

E voi li avete votati grazie a queste menzogne!

Furbi! 😉

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