La sinistra radicale parigina contesta la piazza dedicata a Wojtyla

Bertrand Delanoe è il Sindaco socialista di Parigi.° 

In questi giorni è vittima di attacchi durissimi, provenienti dalle associazioni gay, dalla sinistra radicale (comunisti e verdi) e dal movimento Act Up.

Oggetto del contendere è l´attribuzione, da parte del sindaco parigino, di una piazza in memoria di Giovanni Paolo II.

Che i contestatori considerano non essere “degno” di una piazza a lui intitolata, per l´impegno profuso da Wojtyla a sostegno della vita e della natalità .

In sostanza lo accusano di aver contribuito, con le sue parole e le sue posizioni conservatrici in materia di contraccezione, alla morte di migliaia di persone. A causa dell´Aids.

Queste le parole di Lucie Azzeri, portavoce del movimento di protesta, che considera Wojtyla “responsabile di milioni di morti di Aids nel mondo“.

Fa specie che manifestazioni del genere, assolutamente pretestuose, abbiano vita in quella che è considerata la patria della libertà  e della cultura (forse a torto!).

Fa specie che scendano in piazza, per ragioni di questo genere, anche organizzazioni gay.

Anche perché in questo modo contribuiscono a inimicarsi le “simpatie” di quelle persone, che quantunque cattoliche, non mostrano affatto forma alcuna di discrimine nei confronti degli omosessuali.

D´altra parte Bertrand Delanoe, per sua ammissione, è un gay!

E le motivazioni che l´hanno indotto a omaggiare con una piazza, Giovanni Paolo II, sono (o meglio, dovrebbero essere) più che condivisibili:

Nessun Papa prima di lui ha avuto il coraggio di denunciare gli errori della Chiesa a proposito dell´Olocausto, del razzismo, delle Crociate e delle guerre di religione“.

Ma evidentemente, nella Francia “laicista”, nessun tributo può essere offerto ad un religioso.

Nella Francia “laicista” che toglie il crocefisso e vieta il burqa, forse è ammesso solo solidarizzare con le diecine di brigatisti rossi, tutti italiani, che da decenni vivono lì.

Nel rispetto e con l´ammirazione di tutti.

Pur essendo stati condannati, nel nostro Paese, per omicidi e altri crimini efferati come la lotta armata.

Evidentemente, però, per la Francia “laicista”, il nemico è la Fede.

Il che fa stomacare alquanto (e lo dico da laico)!

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