In Svezia vince la Destra. Ma ha posizioni quasi socialiste. Alcune riflessioni

Dunque, uno strano spettro s´aggira per l´Europa, inquietando alcuni (tra cui il sottoscritto): quello di una destra che assume una connotazione sempre meno liberale e liberista, e sempre più socialisteggiante.° 

E´ quanto avviene in Inghilterra. Dove i conservatori di David Cameron hanno davvero posizioni troppo social conservative.

Ed è quello che si riscontra in Svezia, dove la Destra di Fredrik Reinfeldt è riuscita sì, a vincere le elezioni politiche, ma a costo di snaturare le proprie posizioni.

Si pensi solo al fatto che il vecchio Partito moderato svedese (partito, appunto, di destra) è stato ribattezzato Partito dei Nuovi lavoratori!

I latini dicevano nomen omen. E forse vale anche per i soggetti politici, oltre che per le persone!

Si aggiunga, poi, che Reinfeldt in campagna elettorale, non abbia trovato di meglio che definirsi il “Tony Blair di Destra“.

Come dire: perché ricorrere al paragone con un uomo di sinistra? Nessun esempio buono nella destra internazionale?

In ultimo si consideri poi il fatto, che il candidato socialdemocratico svedese, Goran Persson, abbia usato tra i tanti slogan elettorali, anche questo:

Meglio votare un socialdemocratico vero, piuttosto che una brutta copia“.

E il quadro è completo: sembra che, almeno in alcuni paesi europei dove la sinistra è fortissima, la destra per vincere debba “adottare” certi temi cari alla sinistra. E debba mostrare maggiore attenzione verso le tematiche “sociali”.

Sia chiaro: non esiste alcuna incompatibilità  tra l´economia di mercato e le posizioni “sociali”, nessuna. Fa solo propaganda chi ritiene che le due “voci” siano incompatibili. E tuttavia, qui non si può fare a meno di analizzare questa “evoluzione” della destra europea, perché potrebbe essere “importata” anche in Italia.

E qui ci sarebbero dei problemi seri.

Da poco si è conclusa la festa dei giovani di Alleanza Nazionale.

Da quello che ho letto in giro, dalle analisi fatte dai blogger che vi hanno partecipato (e che non sono affatto di “stretta osservanza” aennina), pare proprio che i giovani di An siano un po´ troppo affezionati al modello statale. O meglio (il che è peggio): al modello statalista!

Il che evidenzia una profonda discrepanza tra le posizioni della leadership di An, e la cosiddetta base.

Beninteso: anche la classe dirigente di An è troppo poco liberale per i miei gusti. Anche lì ci sono “incrostazioni stataliste” da dover rimuovere!

Tuttavia il fatto che i “giovani” di An siano così “lontani” dalla modernità  e dalla realtà , a me dispiace.

I movimenti giovanili devono essere avanguardie all´interno dei rispettivi partiti.

Devono percorrere “sentieri culturali” inesplorati e proporre innovazioni!

Dare vita a rielaborazioni dottrinali e scandagliare i percorsi che portano al “meticciato” tra diversi mondi politici.

Devono essere meno “intruppati” e più anarchici: ragionare meno con la disciplina e l´ortodossia di partito, e più con la pelle e con il tatto! Con il “fiuto” e con l´intuito!

Non avere paure delle eresie, e guardare il mondo come solo un giovane può fare.

Senza archetipi interpretativi preconfezionati.

Rimanere ciechi di fronte al “divenire”, è una piaga non solo culturale, ma anche politica. Oltre che “umana”.

Che alla lunga rischia di lascia un partito (in questo caso An), ancorato e ghettizzato in un cono d´ombra.

Il mondo cambia. E ciò è inesorabile.

I bambini sgranano gli occhi, impauriti.

Gli uomini, invece, accettano il cambiamento e propongono soluzioni all´altezza dei tempi!

Il massimalismo parolaio e narcisista, il “no al Sistema”, rappresentano piaghe per una proposta politica che voglia farsi proposta di governo. Appunto: proprio perché la sfida più audace è risolvere i problemi!

Un tratto saliente della sinistra tutta, e ancor più di quella autoreferenziale e radicale, è la non accettazione della realtà .

La voglia di “scavalcare” lo status quo, negandogli legittimità .

Ma a metro e misura in cui si faccia ciò, poiché si nega il “reale”, si suggerisce qualcosa che non ha attinenza alcuna con il “reale”.

Hai la febbre?

E io ti propongo una cura per l´osteoporosi!

Questo è il rischio.

Il rischio cui non può andare incontro una Destra che si rispetti.

A maggior ragione, se questa Destra viva e operi in un paese come il nostro, dove per cinquant´anni la politica non ha fatto altro che indebitare le generazioni future, “giocando” allegramente con la spesa pubblica: aumentandola a dismisura. Noncuranti del fatto che ciò, prima o poi, avrebbe prodotto disoccupazione immane e povertà !

Si vuole prescindere dalla economia di mercato?

Non si può!

Non è solo questione di saggezza, è questione di conoscenza della “realtà “!

Maastricht prefigura un´Europa ancorata al modello liberale e liberista.

Ignorarlo è una lacuna immane! Insopportabile!

Si pensa che gli stati europei, così come i “Padroni dell´Europa” hanno statuito, possano prescindere da uno snellimento della propria pletorica presenza?

Non si può fare: abbiamo firmato un trattato. E pacta sunt servanda!

Si pensa ancora ad una Destra cosiddetta “sociale”?

E quale dovrebbe essere la mission di questa Destra?

Aiutare i più poveri, i più bisognosi?

Non dimenticare gli ultimi?

Bene!

Ma queste sono le priorità  di ogni liberale e di ogni liberista!

L´obiettivo dell´economia di mercato è uno solo: sconfiggere la povertà  ovunque s´annidi. E diffondere ricchezza e benessere tra coloro che ne siano privi!

L´obiettivo della sinistra (e degli statalisti in genere) invece è uno solo: sconfiggere la ricchezza altrui, con la “redistribuzione” del reddito! Da farsi con lo Stato/Padrone e con la tassazione punitiva!

Ecco qui uno dei motivi per cui la Destra (quella che si rispetti), non potrà  mai suggerire proposte “socialisteggianti”: la sua “identità ” la porta a premiare le capacità !

La porta a suggerire modelli comportamentali che non abbiano in odio l´eccellenza e l´abnegazione!

Anzi, la Destra si qualifica proprio per l´esaltazione del “momento” individuale e “singolare” (o se si vuole, “unico”) di ogni persona.

La sinistra, l´individuo non lo considera nemmeno. Per la sinistra esiste solo la persona: entità  indistinta cui conferire dignità  etico/politica solo quando questa entità , decida di intraprendere un percorso collettivo.

E la Destra (che si rispetti) può mai mettersi a scimmiottare la sinistra, negando la propria identità ?

Giammai!

C´è un ostracismo, che ancora alligna tra i “giovani” di Destra.

Ed è un ostracismo “spiritualista” e altezzoso nei confronti del DANARO.

Residuo della famigerata “terza via missina”, di cui i giovani di An dovrebbero essere del tutto a digiuno.

E invece si scopre che le “cattive tradizioni”, le cattive abitudini di famiglia – quantunque la famiglia in questione sia più che “trapassata” – ancora abbiano dignità  di esistenza.

Ezra Pound?

Ma signori, scherziamo?

E´ possibile mai, che non si trovi un modello più confacente al “reale”, di un signorotto affascinante e barbuto, che è passato alla storia per il suo totale e assoluto anticapitalismo?

Amici miei, l´”homo novus” è morto!

Sepolto. Defunto. A marcire nei secoli!

Solo i terroristi islamisti ne propongono ancora una “versione”.

Il vostro intendimento è quello di imitarli?

Bene: siatene consapevoli.

Voi come loro siete “scollati” dalla realtà !

Ma loro, almeno, questa realtà  vogliono seppellirla con una guerra!

La Destra è Futuro.

E il Futuro è tradizione declinata nell´”attuale”.

Il Futuro è la terra dove la tradizione che “sopravvive”, è solo quella che ancora produce frutti.

La tradizione che non produce più frutti, non è tradizione: è solo conformistica consuetudine!

° 

P.S.: mi scuso se non riesco a ricambiare tutte le visite. Ma la mia linea telefonica continua ad essere rotta. E di frequente cade la connessione.

° 

26 Responses to "In Svezia vince la Destra. Ma ha posizioni quasi socialiste. Alcune riflessioni"

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