A novembre l´Unione farà  i conti anche con gli scioperi dei Cobas

scuola foto

La Finanziaria che l´Unione si appresta a varare, prevede come già  altre volte s´è detto, tagli drastici alla scuola e all´università .° 

Tagli che la “triplice sindacale”, per obbedienza servile al centrosinistra, a volte finge di non vedere.

Il “governo amico” non si attacca. O lo si attacca con moderazione.

Di contro, i Cobas non fanno sconti alcuno al governo. E men che mai tacciono sui tagli da macelleria sociale, che lo stesso ha intenzione di realizzare.

Rino Di Meglio coordinatore nazionale della Gilla Cobas:

O si corregge la Finanziaria o sarà  sciopero. E´ un fatto molto grave che gli impegni assunti dal ministro Fioroni circa la stabilizzazione dei docenti precari, vengano ora pesantemente smentiti dalla relazione tecnica che accompagna la legge Finanziaria, dove si prevedono tagli per circa 50 mila posti“.

E se l´impianto della Finanziaria non cambierà , i Cobas scenderanno in piazza il 17 novembre.

Ma i Cobas lanciano fendenti anche alla Cgil, alla Cisl e alla Uil, accusati di avere la sindrome da “Alice nel paese delle meraviglie”. Per la eccessiva benevolenza che stanno mostrando nei confronti del governo Prodi:

Dopo avere per settimane condiviso l´operato del ministro Fioroni, mentre i Cobas denunciavano l´inaccettabile maltolto all´istruzione, manifestano all´improvviso sorpresa e disaccordo per i tagli, scoprendo solo ieri che la Relazione tecnica prevede tagli nell´organico delle scuole di almeno 50 mila posti, con una riduzione di spesa di 4,5 miliardi di euro“.

Accanto al “fronte scuola”, per il governo si attendono altre protese e scioperi.

Questa volta da parte di una categoria poco avvezza alla piazza: i diplomatici.

Che lamentano tagli di 40 milioni di euro “nel momento in cui l´Italia viene eletta per due anni al Consiglio di sicurezza dell´Onu“.

L´indennità  di servizio dei diplomatici all´estero risulterà  decurtata. E la stessa, ad avviso di Enrico Granara, portavoce dei diplomatici:

Era l´unico strumento rimasto ai nostri ambasciatori e consoli dopo i tagli degli anni scorsi alle spese di funzionamento degli uffici, alla sicurezza e alle attività  d´istituto. E poiché non si riesce a far comprendere una cosa così ovvia al vertice politico, non rimane che uno sciopero dimostrativo e di avvertimento“.

In sostanza, con questa Finanziaria 20 ambasciate rischiano di chiudere.

E nessuno si prende cura di abolire la norma, con la quale lo stato spende 600 milioni di euro l´anno, per mantenere in vita buona parte dei giornali.

Quando si dice: la logica!

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14 Responses to "A novembre l´Unione farà  i conti anche con gli scioperi dei Cobas"

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  • Rudolf says:
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