L´Unipol se sei un extracomunitario ti risarcisce la metà 

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I destri, lo sappiamo tutti: sono stronzi e non ci piove!° 

Neanche a dirlo!

Ma i “compagni”, no!

Quelli sono buoni, altruisti, generosi e solidali.

Gli ultimi sono in cima ai loro interessi. Anche quando ci sia in mezzo il business.

Questo, ovviamente, nel paese delle nuvole!

Perché qui in Italia, anno domini 2006, la storia è un´altra!

Sicchè s´apprende che il colosso assicurativo Unipol, lungi dall´essere una prova tangibile del modo “altro” di fare impresa, incarni invece un tipo di impresa almeno un po´ “razzista”.

Sia chiaro: si tratta di “razzismo” perfettamente lecito e legale!

Veniamo al dunque.

Mettiamo caso che il sottoscritto, invece di essere un terrone napoletano, sia un terrone somalo.

Mettiamo caso io sia vittima di un sinistro stradale, e che l´Unipol sia la compagnia assicurativa che mi deve pagare il danno.

Bon.

Vado all´Unipol e mi presento: “Salve, sono un terrone somalo, ho subito un danno, mi dovete risarcire 100 euro”.

A quel punto l´Unipol, se io fossi un terrone napoletano, mi darebbe i 100 euro che mi spettano, e la vicenda si chiuderebbe lì.

Ma se io fossi un terrone somalo, pur spettandomi 100 euro, l´Unipol me ne sborserebbe non più di 30!

E perché mai?

Presto detto con una nota diramata dall‘Unipol:

Agli stranieri si applica l´art. 16 delle preleggi al codice civile“.

In sostanza, se io sono un terrone somalo e vivo in Italia, in base all´articolo 16 di cui sopra e che l‘Unipol applica “volontariamente”, non ho diritto ad ottenere il risarcimento che spetterebbe in Italia ad un italiano, ho diritto ad ottenere il risarcimento che un italiano riceverebbe nel mio paese d´origine (nel caso specifico, l´ipotetica Somalia).

Talchè se nel mio paese d´origine sono tutti degli incivili e trattano gli uomini come delle bestie, l´Italia (Paese evoluto soprattutto da quando è al potere la sinistra) è autorizzata a trattarmi come una bestia! E diversamente da come tratta i cittadini italiani.

Ancor più chiare sono le parole del dott. Virgilio Semprini, manager Unipol:

In tema di diritti civili (e quindi di danno morale) se lo Stato a cui appartiene lo straniero non riconosce quei diritti nemmeno al proprio cittadino o se usa un trattamento discriminatorio nei confronti di un italiano, non esistono motivi ostativi all´applicazione dell´art.16“.

Se non fosse, però, che su questo tema si è pronunciato già  un giudice di Catania, Felice Lima (sentenza n.1807 del 16/06/2005):

Se nel paese straniero è “lecito” rubare o cagionare danni a terzi senza diritto al risarcimento che facciamo, anche in Italia usiamo lo stesso criterio?“.

A ciò si aggiunga, che non tutte le compagnie assicurative “trattano” gli stranieri come fa l´Unipol.

La quale, forse, una volta di più, dimostra che certuni predicheranno anche bene, ma di sicuro razzolano malissimo!

Complimenti vivissimi!

° 

10 Responses to "L´Unipol se sei un extracomunitario ti risarcisce la metà "

  • camelot says:
  • Mizarin says:
  • Kaelidan says:
  • Kaelidan says:
  • etienne64 says:
  • Kaelidan says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • marigold says:
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