Quel liberista che fu Padoa Schioppa

Tommaso Padoa Schioppa foto

C´era una volta Tommaso Padoa Schioppa.° 

L´economista liberale e liberista cui piaceva lo stato minimo, e una pressione fiscale contenuta.

C´era una volta Tommaso Padoa Schioppa.

L´economista liberale e liberista, che invece di ispirarsi alla tassazione sovietica, si ispirava a quella delle nuove economie emergenti° dell’Europa.

Del pensiero del vecchio economista liberale, ci ha dato un sunto Antonio Martino dalle pagine di Libero dell‘altro ieri.

Ecco cosa diceva Padoa Schioppa, prima di diventare uno statalista vampiro:

Un gran numero di Stati membri, e in particolare i Paesi Baltici, hanno adottato una versione da manuale di politica tributaria efficiente. Anzitutto, i loro sistemi tributari sono trasparenti. In secondo luogo, il carico fiscale è in genere basso. In terzo luogo, hanno evitato una progressività  troppo ripida. L´aliquota marginale massima dell´imposta sui redditi personali è circa il 25 per cento in Estonia e Lettonia e fra il 30 ed il 40 per cento della maggior parte dei nuovi Stati membri. (…) Per le imposte sulle società  (le aliquote marginali massime) sono comprese fra il 15 ed il 25 per cento (…) ed alcuni paesi hanno annunciato ulteriori riduzioni nei prossimi anni. Sia dal punto di vista teorico, sia da quello pratico sappiamo che questi sistemi tributari sono favorevoli ad un forte sviluppo economico. Se le aliquote fiscali basse dei nuovi Stati membri indurranno tutti i Paesi dell´area dell´euro a riformare il sistema fiscale, come le riduzioni delle aliquote fiscali in Irlanda hanno già  fatto, questo sarà  tutto a nostro vantaggio. Tutti i cittadini dell´euro sanno che i regimi fiscali devono cambiare e la pressione fiscale deve diminuire“.

Avete letto bene?

La pressione fiscale deve diminuire.

E perché diamine da noi la vuole aumentare?

° 

4 Responses to "Quel liberista che fu Padoa Schioppa"

  • ilaria says:
  • camelot says:
  • statominimo says:
  • camelot says:
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