Il fasciomodernismo degli atei e il diritto al vilipendio

Maurizio Crozza foto

Post lungo. Si astenessero, quindi, quelli che commentano senza leggere. E i pirla in generale.° 

° 

Ogni volta che si parla di questioni che attengano alla religione, su questo blog si è costretti preliminarmente ad esplicitare il proprio essere laici.

E il fatto di essere scettici circa l´esistenza di Dio.

E´ un´esigenza dettata dalla volontà  che non sia fraintesa la ragione per cui si difende la Chiesa o la religione in generale (un conto è difenderla per ragioni di Fede, un conto è difenderla per ragioni di principio!).

Io vivo senza religione, benissimo. Ma giammai offendendo chi abbia Fede e chi creda in Dio! Qualunque Dio!

Veniamo al dunque.

Il quotidiano Avvenire ha difeso il Papa e la Chiesa in genere, contro quello che sembra essere diventato lo sport nazionale dei cosiddetti comici, quelli che credono di fare satira: attaccare Papa Ratzinger senza se e senza ma. Avendo cura di darne un´immagine grottesca, onde farlo apparire infimo e privo di credibilità  alcuna.

In particolare la difesa del quotidiano della Cei, si concentra su due personaggi: Crozza e Fiorello.

Quest´ultimo, tuttavia, per il suo modo di fare sicuramente molto più rispettoso, non è al centro degli attacchi più duri di Avvenire.

E´ su Crozza, invece, che si concentra gran parte del malanimo della Cei.

Il comico genovese, infatti, è definito come:

chi fa strame del Papa nel tentativo continuo di ridicolizzare figure care al mondo cattolico“.

E il suo umorismo è definito:

satira fallimentare non priva di vigliaccheria“.

E offensiva:

per le centinaia di milioni di cattolici che seguendovi danno da vivere a voi clown“.

Partirei da quest´ultima dichiarazione, non per attaccare Crozza o per difendere Papa Ratzinger, quanto piuttosto per esprimere il mio rispetto nei confronti di chiunque abbia una Fede religiosa. E per esprimere il mio disappunto nei confronti di quanti considerino la Religione, qualunque Religione, una reliquia di cui disfarsi.

Più volte su questo blog, si è parlato della violenza iconoclasta e fasciomodernista (beccatevi l´ennesimo neologismo!) degli atei tutti: quelli tendenzialmente di sinistra e anticlericali, e quelli tendenzialmente di destra che per sé hanno scelto l´appellativo di “atei devoti”.

Gli uni e gli altri essendo accomunati dalle medesime “modalità  operative”: i primi, gli atei anticlericali, confondono la religione con una delle tante opinioni in circolazione. Peggio: la considerano la più cogliona delle opzioni fruibili. Sono figli della violenza squadrista dei numeri, della meccanica razionalista e dogmatico/illuminista. Fanno propria, la dichiarazione dell´astrofisica Margherita Hack:

La religione è l´infanzia dell´intelletto“.

Dunque, per costoro, liberali fin nella midolla (come no!), rispettosi soprattutto di qualunque essere umano (come no!), chi creda a Dio è un coglione. Privo di cervello, razionalità  e conoscenza!

Gli altri, gli “atei devoti” non sono da meno, quanto a violenza squadrista!

Tuttavia, rispetto ai primi, hanno “preso partito” (il che non è meno ignobile).

Considerando anch´essi la religione come una mera opinione, un´opzione da selezionare, hanno manifestato il proprio gradimento per l´opinione cui fa riferimento la Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.

Giudicando necessario schierarsi accanto a questa, nella loro “missione” atea, violenta e intollerante, contro l´intollerante (e tangibilmente intollerante) “Islamismo politico”.

Dunque, nemmeno si trattasse della possibilità  di scegliere tra un pantalone di velluto, o un jeans stracciato, hanno scelto. Opzionato. Dato la propria adesione.

Perché l´ateismo fa male, e si badi bene: non in astratto ma concretamente?

Perché è privo di qualunque capacità  di comprensione.

Perché è fanaticamente intollerante.

Perché non rivendica libertà  per sé.

Semplicemente chiede che ne siano privati altri!

Pur non ammettendolo, pur non confessandolo!

Gli atei anticlericali, tendenzialmente di sinistra, confondono (poveri tapini ignorantelli) i confini e la natura (finanche filosofica) della Libertà .

Si fanno scudo con la “libertà  di satira”. E dicono peste e corna di chiunque faccia loro comprendere un concetto semplice e terra terra: che libertà  di satira, non vuol dire libertà  di vilipendio e contumelia!

Ignorano, poveri tapini, nel condurre la propria crociata atea e fasciomodernista, che il mondo, la vita, le vite sono molteplici e plurali.

Che i percorsi culturali, che le psicologie, che le sensibilità  sono tante.

E il rispetto non è una categoria che si possa invocare solo per le proprie idee.

Ma che il rispetto, prima di invocarlo per sé, bisogna dimostrarlo verso chiunque la pensi in un modo diverso da sé!

E invece, gli atei anticlericali, che non hanno amore, ma solo odio fanatico e violento, ti picchiano selvaggiamente. Con le parole, ovviamente!

Non possono “tollerare” che tu abbia una visione della vita diversa: sono figli della meccanica nichilista. Vedono le pietre, la sabbia, la terra, le auto e i palazzi.

Oltre questo, per loro nulla esiste!

E non basta loro, rivendicare per sé il diritto a non vedere altro al di fuori di ciò: no, loro vogliono che tu non abbia diritto a vedere altro e superiore, rispetto a questo.

E se ti provi, timidamente, ad affermare anche solo la remota possibilità  che altro esista, ecco allora che costoro ti fanno piovere addosso un profluvio di contumelie, di frasi meschine e maleodoranti. Che grondano quell´intolleranza squadrista e giacobina (meglio: sanculotta!) che si manifesta nell´impedirti di vivere e di pensare in modo diverso.

Se poi provi a chiedere che moderino il linguaggio, e che non offendano i “simboli” (il Papa) e i “valori” in cui credi, ecco che gli spunta in bocca la parola “censura”!

Ti accusano di volerli censurare!

Poveri tapini, che libertà  non sanno nemmeno cosa voglia dire.

Libertà  essendo il “poter fare”. E non necessariamente il “fare”.

Libertà  essendo per loro, “il dissacrare”. E non già  il fatto di “poter dissacrare”.

Loro possono, e dunque fanno. E non ammettono che le due variabili possano essere scisse!

E che questa scissione, e questa “autocensura” dovrebbe spontaneamente sgorgare nelle loro menti e nel loro cuore, se solo si soffermassero un istante a pensare il fatto, che colpire e vessare “simboli” e “valori”, significhi vessare milioni di essere umani. E la loro sensibilità .

Ma il fanatismo fasciomodernista degli atei anticlericali, non ammette ragioni.

Tutto è eguale. E tutto s´equivale.

Quindi attaccare Prodi, Berlusconi, Bush o Gesù Cristo è la stessa medesima cosa.

Dunque che male c´è, a raffigurare Gesù Cristo come un gay che balla I Will Survive?

Nessuno! Ovviamente per loro.

Veniamo agli “atei devoti”.

Come s´è detto, costoro considerando l´”Islamismo politico” un´opzione pericolosa, in quanto (a volte) palesemente intollerante, si sono schierati con l´altra opzione (quella Cattolica, Apostolica e Romana) perché la considerano dialogante e rispettosa.

In quanto pasciuta nella democrazia liberale e occidentale.

Quindi scevra da ogni forma di integralismo ortodosso!

Tuttavia i pennivendoli o gli scribacchini “atei devoti”, scagliandosi contro il fanatismo islamista, non mostrano meno odio e violenza, dei loro colleghi di sinistra.

Vorrebbero, per forza e non per libera scelta, che la coscienza e la sensibilità  degli islamici tutti, fosse ipso facto in tutto eguale a quella degli occidentali.

Sicchè questi “atei devoti”, quando è scoppiato il caso delle “vignette danesi”, si sono eretti a difensori delle medesime, perché atei essendo ma devoti (e quindi schierati con la Chiesa romana), per loro è ammissibile, anzi doveroso, che si offenda e vilipenda il Dio degli islamici! In nome del diritto alla satira!

E se la sensibilità  religiosa degli islamici (certo diversa dalla nostra, e rudimentale), si manifesta con gesti violenti (e deprecabili), ecco quelli affermare: “Questi sono bestie, la loro religione è merda”!

No, cari miei. Anche qui c´è il medesimo errore.

L´atto è il medesimo: offendere Dio (in questo caso il Dio dell´Islam).

E il giudizio sull´effetto, sulla reazione al vilipendio di Allah, è lo stesso che danno i vostri colleghi di sinistra sui cattolici!

Anche voi avete in odio la diversità .

Anche voi mostrate assenza di comprensione.

Anche voi vi opponete a quanti non sia in tutto eguale a voi.

Anche voi siete figli della meccanica nichilista e modernista. Anche se v´atteggiate a difensori della sacralità  della vita!

Non essendo un caso, pennivendoli e scribacchini, che quando scoppiò il caso delle “vignette danesi”, Papa Ratzinger e il born again cristian Bush, definirono quelle vignette offensive.

E legittime le proteste degli islamici. Non certo, però, per la violenza con cui le stesse si manifestarono!

Mi ripugna questa volontà  intollerante di ridurre il molteplice e il plurale!

Mi ripugna questa violenza fasciomodernista, con la quale si vuole espungere il sacro e i suoi simboli dalla vita. Considerandoli un ingombro.

Mi ripugna questa assenza di sensibilità  e di dialogo, che si mostra con il volto cartesiano della certezza scientista!

Non meno crociato e non meno violento, del sentimento intollerante con cui ancor oggi (e purtroppo) certa religiosità  s´esprime!

Ogni azione genera una reazione eguale e contraria.

Da qui non si scappa.

Ma con un distinguo essenziale: il sentimento o il convincimento religioso, mai potranno essere ridotti a mera opinione.

Opzione tra le altre.

Fruibile come qualunque cosa.

La Religione e Dio sono altro.

E chi non lo capisce, condanna se stesso a quella minorità , che imputa invece ai religiosi.

Libertà  di satira, non significa libertà  di vilipendere Dio.

E gli esseri umani che a quel Dio credono.

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33 Responses to "Il fasciomodernismo degli atei e il diritto al vilipendio"

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  • grRRiiz says:
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