Per il Manifesto Dio deve salvare Berlusconi

Voglio riportarvi un bell´articolo di Valentino Parlato, apparso su Il Manifesto:° 

“Domenica, a Montecatini, Berlusconi «si è accasciato sul palco». Un malore rapidamente superato.
L’indomani, cioè lunedì, ieri, tutti i grandi giornali, dal Corsera, a Repubblica, alla Stampa e anche all’Unità , hanno dedicato pagine e pagine al malore e alla figura del Cavaliere e anche alle sue cure. Di fronte a tanta enfatica partecipazione viene da dire, «dio salvi Berlusconi». Ci sono stati anche i messaggi di Prodi e dei leader dell’Unione.
Siamo al punto che è obbligatorio dire «dio salvi Berlusconi»? Siamo al punto di fare questa invocazione quando Berlusconi (abbia vita e salute) è finito politicamente? Purtroppo la risposta non può che essere affermativa: senza Berlusconi è il casino.
Se Berlusconi non fosse sopravvissuto al suo mancamento, l’Unione sarebbe al disastro, il suo collante si sarebbe disciolto, e tutti i suoi componenti, grandi e piccoli, non saprebbero più che strada prendere, che cosa proporre, con chi governare e, soprattutto, governare per cosa.
Ma le cose non sarebbero andate diversamente nello schieramento della (cosiddetta) Casa delle Libertà : tutti si sarebbero sentiti in libera uscita, ma senza sapere dove andare. Ci pensate alla rissa tra Casini, Fini, anche Buttiglione e l’infermo Bossi?
Ma torniamo all’Unione, che per quanto più vicina, non ci fa venire alcuna voglia d’intimità , di andarci a cena e domandiamoci: perché senza lo spauracchio di Berlusconi la cosiddetta Unione andrebbe in pezzi? La mia risposta, senza dubbio provocatoria (ma tutti quelli dell’Unione fingeranno di non aver sentito) è che l’Unione non avendo nessuna idea forte ed essendo composta da componenti rivaleggianti (e con rivalità  all’interno di ciascuna componente) trova solo in Berlusconi la ragione del suo stare insieme, peraltro molto litigioso. Penso al passato, all’antifascismo e alla Resistenza. Se in quelle circostanze l’unità  tra le forze antifasciste si fosse fondata solo sulla paura di Mussolini e su nessun altro obiettivo politico di cambiamento, se così fosse stato, probabilmente la paura di Mussolini vivente avrebbe bloccato gli antifascisti. Fortunatamente non fu così e, infatti, c’è stata la Costituzione che recita «la Repubblica è fondata sul lavoro» e non sull’odio e la paura di Mussolini.
A ben vedere il rilievo dato al «malore» è fortemente significativo. Siamo di fronte a un caso di parassitismo: l’Unione è parassita di Berlusconi e vive sulla paura di un ritorno di Berlusconi. L’uomo per quanto sconfitto, e anche lui con poche idee e con molte liti interne, potrebbe farcela e sarebbe per l’Unione un’ulteriore disgrazia e, insieme, un incoraggiamento.
Il punto è – penso io che con il manifesto mi ritengo (forse sbaglio) un combattente non arruolato in nessun esercito – che bisognerebbe smetterla di basarsi sul timore di un ritorno di Berlusconi. Bisognerebbe avere il coraggio e la forza di cancellare Berlusconi e di dire che cosa effettivamente bisogna volere per far uscire il nostro paese dalla attuale palude infetta. Sarebbe segno di autonomia smetterla di appendersi alla paura di Berlusconi, una paura che, come spesso accade, induce a imitare l’avversario. Qualcuno si ricorda di Graecia capta e quel che segue?”.

Viva Dio: finalmente uno che ha le palle di dire che l´Unione sta assieme solo per l´odio e l´invidia antiberlusconiana!

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13 Responses to "Per il Manifesto Dio deve salvare Berlusconi"

  • Zia Concetta says:
  • camelot says:
  • stedeaz says:
  • laura says:
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  • etienne64 says:
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