Esempio di servilismo e di giornalismo di Regime: il Corriere della Sera

Dunque, tra qualche ora il centrodestra sfilerà  a Roma, in un corteo imponente e “solare”.° 

Siccome la cosa turba e dà  fastidio parecchio, il Corriere della Sera ha pensato bene di pubblicare un articolo da servi. Servi del centrosinistra. Servi di Prodi.

In esso viene detto che in genere, quando si fanno manifestazioni, ci sono dei trucchi per fare in modo che quelli che sfilano, sembrino di più di quanti sono effettivamente.

E perché mai il Corriere ha sentito il bisogno di pubblicare tale articolo?

Semplice: per sminuire i numeri che il centrodestra porterà  in piazza. E che si prevede siano molto alti.

Ora, se questa cosa il Corriere della Sera l´avesse fatta anche quando è scesa in piazza la sinistra, non ci sarebbe nulla di strano nell´articolo che vengo a proporvi.

Siccome, però, il Corriere della Sera queste cose prima della manifestazione della Cdl non le ha mai pubblicate, evidentemente c´è qualcosa di squallido e subdolo nell´articolo in questione.

Giudicate voi. Ecco l´articolo:

ROMA — Istruzioni per oggi pomeriggio. Perché poi si farà  presto a dire: piazza piena. Ma piena come?

«Innanzitutto, occorre stabilire se si fanno trucchi». Marco Di Luccio è il coordinatore del dipartimento organizzazione della Cgil, 55 anni, una vita dentro le manifestazioni, uno autorizzato a parlare. Cominciando, appunto, dai trucchi. «Primo: bisogna vedere quanto spazio si lascia tra il palco e le transenne. Perché se lasciano, mettiamo, 100metri, un quarto della piazza se la sono mangiata». Secondo. «Bisogna capire se hanno dato ordine ai manifestanti di stare larghi, e di camminare. Muovendosi, la folla raddoppia ». Ma trucchi, lei lo sa, non se ne faranno. «Infatti. Allora i perimetri per il conteggio sono noti e già  sperimentati da migliaia di manifestazioni».

Andiamo con ordine. Gli organizzatori più esperti reputano che a quota 250/270 mila persone si arriva se la piazza è piena fino alle mura, alla statua di San Francesco, fin sul limitare di via Emanuele Filiberto. Per salire a quota mezzo milione occorre invece che i manifestanti, diciamo i cortei di manifestanti premano e non riescano ad entrare nella piazza e, di fatto, restino lungo via Carlo Felice, dentro piazza di San Giovanni in Laterano, su piazzale Appio. «E questa situazione, per intenderci, è ciò che di solito accade in occasione del concerto organizzato dai sindacati il primo maggio».

Ma come si fa a calcolare se i manifestanti sono ben più numerosi, se arrivano davvero a essere un milione o, magari, anche di più? In questura, gli esperti rispondono senza indugi: «Occorre che ci sia una folla immensa, e che persino camminare, in alcune zone, diventi complicato, se non addirittura impossibile». Un po´, spiegano, come accadde in occasione dei funerali di Enrico Berlinguer, «quando la folla era in coda fin dai via dei Fori Imperiali ». Però un milione di persone è un numero immenso, una roba, «per capirci, che poi s´è rivista solo per l´ultimo scudetto vinto dalla Roma o per la vittoria dell´Italia ai mondiali di calcio, nel luglio scorso».

In questura, per calcolare il numero dei manifestanti presenti in una piazza, fanno questo conteggio: immaginano che in un metro quadrato possa starcene uno, massimo due. Poi moltiplicano per la grandezza complessiva della piazza. «E questo—dice Claudio Velardi, manager della comunicazione, fondatore del quotidiano il Riformista, ma anche uomo del Pci, del Pds, uno che di folle s´intende, uno dei Lothar di Palazzo Chigi ai tempi di D´Alema (i consiglieri dell´allora premier che avevano la testa pelata come l´assistente del mago con i baffetti, Mandrake) — questo spiega bene perché tra le cifre degli organizzatori e quelle della questura c´è sempre una forbice enorme». La questura fa calcoli reali. «Molto reali. Il che, intendiamoci, non toglie nulla al successo di una manifestazione, ma i numeri veri sono, sempre, altri». Un bluff. «Ricordo le manifestazioni a Napoli, in piazza Plebiscito. Larga 100 metri e lunga altrettanti. Diecimila metri quadrati. Facendo il calcolo onesto dei questurini, e immaginando due manifestanti per metro quadrato, si arriva a ventimila persone. Invece…». Ne davate di più. «Tutti. Piazza Plebiscito piena, per tutti i partiti, valeva duecentomila persone».

«Mah…», sospira scettico Maurizio Migliavacca, dal 2001 al 2005 responsabile dell´organizzazione diessina. Migliavacca se la ricorda bene la prima manifestazione dell´Ulivo dopo la sconfitta elettorale, «era il 2 marzo del 2002 e, insomma, ci trovavamo un po´ nella stessa situazione che la Cdl vive adesso». Quando capì che la manifestazione era riuscita? «Quando mi dissero che i cortei non potevano entrare in piazza San Giovanni. Eravamo mezzo milione…».

Mezzo milione, Velardi. «Ma non scherziamo… E poi, comunque diciamo la verità ». La dica, Velardi. «Le manifestazioni di massa, ormai, le fanno i Paesi arretrati». Lei dice? «A Londra, a New York, a Parigi, si manifesta in casi davvero eccezionali. Non come qui, in Italia, dove ogni anno, per ogni Finanziaria…».

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5 Responses to "Esempio di servilismo e di giornalismo di Regime: il Corriere della Sera"

  • Loska says:
  • camelot says:
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